Controradio e Blackcandy produzioni presentano “Sonic Sunday’s Sessions”

Controradio e Blackcandy produzioni presentano “Sonic Sunday’s Sessions”

Sonic Sunday’s Sessions è il nuovo format musicale ideato da Blackcandy produzioni, Controradio Firenze, Rock Contest, in collaborazione con GRS e Artevideomaking. Primo appuntamento domenica 18 aprile con il Maestro Pellegrini alle 15:30

Sonic Sunday’s Sessions è una miniserie a puntate in diffusione digitale nella quale i musicisti usciti dal primo lockdown si raccontano in un modo originale. Ogni episodio è un incontro a cuore aperto dentro il percorso musicale e artistico dei protagonisti che si esibiranno in un live esclusivo girato al General Recording Studio di Firenze. I conduttori di Controradio creeranno con l’artista un dialogo profondamente emotivo offrendo l’opportunità di parlarne con un timbro intimo e personale, mai accademico.

Il programma sarà disponibile sul canale YouTube di Blackcandy, in radio su Controradio (93.6 e 98.9) e sulle pagine Facebook di Blackcandy Produzioni, Controradio e Rockcontest.

Tanti gli ospiti delle prime puntate del format. Maestro Pellegrini, dopo aver registrato il programma, ha deciso di incidere un album in questa veste; Lucio Leoni e Paolo Benvegnù hanno realizzato un set in fullband, che, purtroppo, non sono mai riusciti a portare in giro per le limitazioni imposte dalle vigenti norme anti COVID. Avremo, poi, l’occasione di ascoltare alcuni brani inediti nei set di Francesco Di Bella, Orelle e Sinedades. Ad interagire con gli ospiti Giustina Terenzi e Giovanni Barbasso di Controradio.

Di seguito le date di pubblicazione dei primi episodi:

18 aprile – MAESTRO PELLEGRINI
25 aprile – LUCIO LEONI
02 maggio – PAOLO BENVEGNÙ
09 maggio – FRANCESCO DI BELLA
16 maggio – ORELLE
23 maggio – SINEDADES

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Sonic Sunday’s Sessions è il nuovo format musicale ideato da Blackcandy produzioni, Controradio Firenze, Rock Contest, in collaborazione con GRS e Artevideomaking. Primo appuntamento domenica 18 aprile con il Maestro Pellegrini alle 15:30

Sonic Sunday’s Sessions è una miniserie a puntate in diffusione digitale nella quale i musicisti usciti dal primo lockdown si raccontano in un modo originale. Ogni episodio è un incontro a cuore aperto dentro il percorso musicale e artistico dei protagonisti che si esibiranno in un live esclusivo girato al General Recording Studio di Firenze. I conduttori di Controradio creeranno con l’artista un dialogo profondamente emotivo offrendo l’opportunità di parlarne con un timbro intimo e personale, mai accademico.

Il programma sarà disponibile sul canale YouTube di Blackcandy, in radio su Controradio (93.6 e 98.9) e sulle pagine Facebook di Blackcandy Produzioni, Controradio e Rockcontest.

Tanti gli ospiti delle prime puntate del format. Maestro Pellegrini, dopo aver registrato il programma, ha deciso di incidere un album in questa veste; Lucio Leoni e Paolo Benvegnù hanno realizzato un set in fullband, che, purtroppo, non sono mai riusciti a portare in giro per le limitazioni imposte dalle vigenti norme anti COVID. Avremo, poi, l’occasione di ascoltare alcuni brani inediti nei set di Francesco Di Bella, Orelle e Sinedades. Ad interagire con gli ospiti Giustina Terenzi e Giovanni Barbasso di Controradio.

Di seguito le date di pubblicazione dei primi episodi:

18 aprile – MAESTRO PELLEGRINI
25 aprile – LUCIO LEONI
02 maggio – PAOLO BENVEGNÙ
09 maggio – FRANCESCO DI BELLA
16 maggio – ORELLE
23 maggio – SINEDADES

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Nervi, l’ep “Un tipo timido” da questa settimana su Controardio

Nervi, l’ep “Un tipo timido” da questa settimana su Controardio

“Un tipo timido” il primo ep di Nervi, esordiente sui palchi del Rock Contest 2019. Il lavoro arriva dopo  la pubblicazione dei primi singoli che hanno acceso le luci sul progetto tragic pop del cantautore fiorentino.

Elia Rinaldi, già con i Finister, presentò il progetto Nervi al Rock Contest del 2019, arrivando in finale davanti ad una giuria composta da Vasco BrondiDiodatoAppinoRachele BastreghiMax Collini e Francesco MagnelliFederico Russo di Radio Deejay e tanti giornalisti e produttori musicali provenienti da tutta Italia.

“Ho cercato di cantare la mia non identità.
Ho rubato chiacchiere, suoni, gusti, non ho espresso nulla, ho assimilato qualcosa.
Mi sono perso negli anni per aver preso sempre troppo sul serio la mia incapacità di identificazione. Ho vissuto questo smarrimento come una tragedia, ma poi l’ho cantato con irrisione e autoironia. UN TIPO TIMIDO è il mio primo tentativo di cantare con leggerezza.”

L’EP è il manifesto musicale ed esistenziale di Nervi, nato in un’eleganza decadente e distorta. Atmosfere offuscate in cui s’intravedono e si danno il cambio synth elettronici, chitarre cristalline o sonorità più aggressive. È una ecletticità che coincide con le molteplici influenze che orbitano nel songwriting di Nervi, che passano dal cantautorato anni 60 (Tenco, Mina, Endrigo, Battisti) alla scena R&B contemporanea (Frank Ocean, James Blake, Joji) e suoni più crudi (Death grips, Nine Inch Nails, SOPHIE).

Un progetto già ammirato dalla critica, che ha anche premiato la sua dimensione live con il trionfo al Premio Buscaglione 2020, al Primo Maggio Next 2020 e a Musica da Bere 2020: con UN TIPO TIMIDO Nervi evade da sé stesso per celebrare una festa ipnotica e distorta.

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Disco della settimana: Serena Altavilla, “Morsa”

Disco della settimana: Serena Altavilla, “Morsa”

Esordiente sui palchi del Rock Contest nel 2005 con i suoi Baby Blue, dopo mille progetti e collaborazioni, spicca finalmente il volo da solista Serena Altavilla, una delle voci più belle e dei talenti più particolari della scena italiana. Esce ora Morsa, il suo album d’esordio, e tutti parlano di lei.


Era il 2005 quando Serena Altavilla esordiva sui palchi con la sua band, i Baby Blue (poi Blue Willa), arrivando alla serata finale del Rock Contest. Poi i Solki, le collaborazioni con Mariposa e Calibro35 e tanti altri che l’hano imposta come una delle più importanti e sorprendenti voci italiane. I paragoni si sono sprecati, Mina, Diamanda Galas, Ornela Vanoni, Lisa Gerrard. Oggi Serena inizia un nuovo viaggio, quello della carrera solista, ed è una ennesima, bellissima, sorpresa. E’ appena uscito in CD e su tutte le piattaforme di streaming “MORSA” (BlackcandyProduzioni con distribuzione Believe/Warner), il suo primo, ambizioso, album solista di cui tutta la stampa nazionale si sta occupando.

 

La fragilità come punto di rottura, poi di rinascita: questo è il cuore pulsante di “MORSA”, primo album di Serena Altavilla, già attiva in numerose formazioni ben note del panorama alternativo italiano, e trasposizione in chiave musicale di un viaggio autobiografico tra deja-vu e fantasmi passati, presenti e futuri. In questo iter di dieci tracce, Altavilla canta e disegna scenari variegati e personali, a metà strada tra il reale e l’onirico: ogni canzone è una stanza abitata da umori e personaggi diversi; dalle finestre si scorgono paesaggi notturni, penombre, qualche raggio di luce. Il sound del disco contribuisce a ricreare atmosfere agli antipodi, passando dal pieno allo scarno in un battere di ciglia, dal suolo al sottosuolo, dal giorno alla notte. Uno scivolo inesorabile dai mille affacci.

La produzione artistica dell’album è stata curata da Marco Giudici. Oltre allo stesso Giudici, i musicisti che hanno partecipato all’arrangiamento e all’esecuzione dei brani sono Adele Altro (Any Other), Francesca Baccolini (Hobocombo), Alessandro Cau (Geoff Barrow, Miles Cooper Seaton), Luca Cavina (Calibro 35, Zeus!), Enrico Gabrielli (Calibro 35, PJ Harvey, Mariposa), Matteo Lenzi (Filarmonica Municipale LaCrisi), Jacopo Lietti (Fine Before You Came), Fabio Rondanini (Afterhours, Calibro 35, I Hate My Village) e Valeria Sturba (OoopopoiooO).

L’immagine di copertina è opera dell’artista e fotografo Jacopo Benassi, attivo dalla fine degli anni Ottanta e acclamato a livello internazionale. Il suo stile, caratterizzato dalla luce del flash a cancellare la luce reale, è crudo e potente.

Dall’album “MORSA” è stato estratto il primo singolo “Epidermide”, con un videoclip creato dal collettivo John Snellinberg e diretto da Patrizio Gioffredi, che ha assecondato le venature dark e romantiche della canzone ambientando il tutto in un minimale set teatrale, con luci cangianti ed espressioniste e un montaggio che gioca con il buio. Sulla scena Altavilla interagisce con il suo doppelgänger, a cui presta il corpo l’attrice e regista Livia Gionfrida.

Spiega Altavilla a proposito del nuovo album e del concept che lega i brani tra loro: «La sensazione di essere stata morsa dalla taranta ce l’ho spesso avuta, così come la sensazione di essere stretta in una morsa, di non riuscire a muovermi, reagire e scappare. Il morso della tarantola, il morso che dà vita a una purificazione passando per l’isteria e la perdita di senno, è l’espressione di una lotta interna ed esterna che solo la musica può curare. La spinta a cercare ciò che morde all’esterno, la ricerca dello scontro. Sentire il bisogno di esplodere per ritrovare i pezzi e ricomporsi, per rinascere».

Di seguito la tracklist di “Morsa”:
1 – Nenia;
2 – Distrarsi;
3 – Rasente;
4 – Epidermide;
5 – Un bacio sotto il ginocchio;
6 – Tentativo per l’anima;
7 – Sotto le ossa;
8 – Forca;
9 – La trascrizione dei sogni;
10 – Quaggiù.

L’artwork del cd e’ stato curato da Legno.

Dal 2005 a oggi Serena Altavilla, cantante e songwriter, si è fatta conoscere nel panorama alt-rock indipendente come frontwoman dei Blue Willa – prodotti da Carla Bozulich, in precedenza noti come Baby Blue (esordienti finalisti del Rock Contest 2005)– e successivamente dei Solki. Con entrambe le formazioni ha pubblicato vari dischi e ha macinato tantissime date live, sia in Italia che all’estero. Nel suo background coesistono il punk, la tradizione popolare e le musiche d’avanguardia. Il suo eclettismo, le sue capacità performative affinate nel corso delle parallele esperienze teatrali e la sua duttilità vocale l’hanno portata a collaborare nel corso degli anni, in studio e dal vivo, con Calibro 35, Mariposa, La Band del Brasiliano, Tundra Orbit e Il Complesso di Tadà, tra gli altri. Adesso inizia il suo percorso da solista inaugurato dal brano “Epidermide”, disponibile in digitale e in radio dal 26 febbraio. Il brano è estratto da “MORSA” (Blackcandy Produzioni), primo album solista di Serena Altavilla in uscita il prossimo 9 aprile 2021.

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Riccardo Scianca, musicista dei Vidia e dei Malarima, è morto

È scomparso in seguito di un male incurabile Riccardo Scianca. É stato il batterista della prima formazione di Erriquez, i Vidia, tra i vincitori del Rockcontest 1988. Aveva poi suonato anche nei Diaframma ed era attualmente parte dei Malarima.

L’ultimo progetto musicale a cui Riccardo Scianca stava lavorando sono appunto i Malarima, una band nata nel 2016 che lo vedeva in formazione insieme a Alberto Agnelli e Max Rossi, praticamente i tre quarti dei primi Vidia che insieme a Enrico Greppi (Erriquez/Bandabardò), anche lui recentemente scomparso, avevano formato i Vidia, rock band fiorentina che nel 1988 furono i vincitori del festival Rock Contest organizzato fin dal 1984 da Controradio.

“Il sound del gruppo – si legge in una recensione di Costanza Baldini di alcuni mesi fa pubblicata su InToscana – appare un’originale rivisitazione di ascolti stratificati di Lou Reed, REM ed il Paisley Underground dei Dream Syndicate, Clash, la new wave degli anni 80, il grounge dei 90 e molto altro, producendo una sintesi estremamente originale dove si immergono i testi che raccontano il presente quotidiano visto dagli occhi di chi non è più un ragazzo. Nelle loro canzoni il garage si mescola all’indie rock e, a volte, al pop. Immagini e storie rubate alla vita di tutti i giorni, con sullo sfondo temi universali come le migrazioni, l’assenza della politica, le guerre on-demand, la difficoltà delle relazioni interpersonali o la ricerca di una realtà alternativa”.

Affezionato ascoltatore di Controradio, appassionato tifoso viola ed allenatore di squadre giovanili di calcio viene descritto da quelli che lo conoscevano come “Un grande conquistatore di simpatia ed amicizia grazie ad una profonda umanità sempre volto a donarsi agli altri tanto da apparire ad ognuno di noi come un Fratello. Talento musicale e calcistico sopraffino”.

Insomma, Riccardo Scianca “was one of us”. Che la terra ti sia lieve fratello.

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