Firenze: in piazza per il Rojava

Firenze: in piazza per il Rojava

Mobilitazione in piazza della Signoria Sabato 14 dicembre ore 16:00

Domani a Frienze manifestazione per il Rojava organizzata dalla sigla “RiseUp4Rojava Firenze£ “9 ottobre. Il governo turco di Erdogan inizia i bombardamenti contro la Confederazione Democratica nella regione del Rojava, nord della Siria. Centinaia i morti tra i civili, molti dei quali bambini, armi chimiche sganciate dagli elicotteri turchi venduti dallo stato italiano, migliaia di profughi, le potenze internazionali che giocano a risiko per spartirsi gli interessi sul territorio. Veri e propri crimini di guerra, che a oggi l’Onu si rifiuta ancora di riconoscere come tali” si legge nel comunicato che convoca la manifestazione.

E ancora “quello di Erdogan è un progetto di sostituzione etnica, per cui si sta tentando a suon di mortai di cancellare l’esistenza di popoli che abitano quei territori da millenni: i curdi, gli assiri, gli azidi… Ma quegli stessi popoli, uniti dal progetto di pace in Medioriente che il confederalismo democratico rappresenta, hanno risposto decidendo di restare e non abbandonare i propri villaggi, armandosi per resistere all’invasione turca. Per difendere con ogni mezzo necessario un progetto di convivenza etnica e religiosa, che tiene al centro l’autonomia delle donne e un rapporto di equilibrio ecologico tra uomo e natura”.

RiseUp4Rojava Firenze sottolinea che “sono passati quasi due mesi, e la rivoluzione è ancora lì. Ma è lì anche la guerra, nonostante le false dichiarazioni di “cessate il fuoco” e che sono “gravissime  le responsabilità dei governi europei, tra cui quello italiano, che trincerandosi dietro a dichiarazioni insufficienti continua di fatto a portare avanti gli accordi economici con la Turchia”.

“Pace, giustizia sociale, libertà delle donne, ecologia: sono gli stessi obiettivi per cui lottiamo anche qua, così come fanno altre centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo, dal Sudamerica all’Africa al resto d’Europa” continua il comunicato. Che invita a “fare pressione sul nostro governo, sui privati che collaborano con la Turchia, per mettere fine a questo massacro e difendere la sola possibilità di pace per i popoli del Medioriente. La rivoluzione del nostro secolo”
RiseUp4Rojava Firenze

 

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Arci, indetta manifestazione in difesa del popolo curdo per sabato 19

Arci, indetta manifestazione in difesa del popolo curdo per sabato 19

Secondo quanto riportato dal comunicato rilasciato, l’Arci Toscana e l’Arci Firenze aderiscono alla mobilitazione indetta dal ‘Coordinamento Toscano per il Kurdistan’ per il prossimo sabato contro l’aggressione turca in Siria del Nord ed invitano comitati e circoli Arci della Toscana a partecipare al corteo con le bandiere dell’Associazione. La manifestazione si terrà sabato 19 alle 15.00 in piazza Santa Maria Novella a Firenze.

Il comunicato stampa ricorda che “Arci è da sempre schierata a fianco del popolo curdo, per la sua autoderminazione ed il raggiungimento dei suoi inalienabili diritti. L’escalation militare che in questi giorni sta avendo luogo nel Nord della Siria va a colpire ancora una volta la popolazione inerme, già sofferente per i lunghi anni di guerra e di lotta di liberazione dall’occupazione dell’ISIS e delle milizie fondamentaliste”.

“Il Confederalismo democratico sviluppatosi nel Rojava – continua – è un esempio di democrazia partecipativa diventata in questi anni un esempio fondamentale per chi mira a costruire una società migliore e più giusta, e ha sempre avuto il sostegno, ideale e politico, dell’Arci. Lo testimoniano i numerosissimi di eventi organizzati in questi anni di conflitto nei circoli Arci: le nostre basi hanno contribuito alla diffusione dell’esperimento sociale curdo nella Siria del Nord e hanno dato sostegno ad azioni di solidarietà come la realizzazione di un ospedale della Mezzaluna Rossa nell’area e la riabilitazione della rete idrica di tre villaggi nella regione dell’Eufrate, che ha ridato accesso all’acqua ad oltre 11000 persone”.

Arci vuole fermamente condannare “l’offensiva della Turchia nel territorio Nord-Orientale della Siria che ha già provocato molte vittime civili nelle popolazioni curda e araba già duramente provate da anni di conflitto nella regione”, e per questo ha organizzato per sabato 19 ottobre una manifestazione per stare “al fianco della comunità curda della Toscana per chiedere un’azione decisa della comunità internazionale contro la guerra, per il riconoscimento delle legittime aspirazioni di un intero popolo e in favore della popolazione civile dell’area”.

“Troppo debole la voce dell’Europa e del Governo Italiano – conclude Arci – di fronte alla tragedia umanitaria che sta avendo luogo, e che merita invece un’azione decisa e risoluta. Anche per questo Arci richiede al Governo Italiano l’immediato arresto della vendita di armi alla Turchia, l’interruzione di ogni collaborazione militare con quel paese, la richiesta, da avanzare in ambito internazionale, di istituire immediatamente una no fly zone sul territorio del nord est della Siria”.

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“Occupato’ ingresso Uffizi contro attacco Turchia in Siria del Nord

“Occupato’ ingresso Uffizi contro attacco Turchia in Siria del Nord

Per protestare contro l’attacco della Turchia, giovani appartenenti allo Iam (Iniziativa autonoma metropolitana) hanno ‘occupato’ l’ingresso degli Uffizi a Firenze. “Uffizi bloccati per chiedere la fine dell’attacco turco alla Siria del nord”, scrivono in una nota.

Oltre una cinquantina i giovani che hanno partecipato alla protesta, tra l’ingresso del museo e il piazzale degli Uffizi. “Siamo qui per pretendere che Ue e comunità internazionale fermino il massacro portato avanti dalla Turchia. Oggi a Firenze i turisti che vengono da ogni parte del mondo non potranno ammirare la Venere di Botticelli e i tesori del Rinascimento degli Uffizi”.

“Rimanere a guardare mentre i popoli vengono massacrati sotto le bombe è distruggere quella civiltà che diciamo di rappresentare – si legge ancora nella nota di Iam -. Chi sta morendo è chi sta cercando di costruire una alternativa democratica e di convivenza pacifica in Medio Oriente. Le Sdf (Forze Siriane Democratiche), e le unità di protezione del popolo maschili e femminili YPG e YPJ, uniscono tutti i popoli del Medio Oriente nella lotta per un futuro di pace e democrazia”.
“L’Europa – prosegue la nota – non deve cedere al ricatto di Erdogan, che minaccia di aprire le porte a milioni di profughi. Il vero pericolo è che se i bombardamenti in Rojava non cesseranno, centinaia di jihadisti si riverseranno in Europa e in tutto il mondo attraverso la Turchia”.
Intervista di Chiara Brilli a Sarah, attivista di Iam

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Rise Up For Rojava oggi pomeriggio in piazza del Carmine a Firenze

Rise Up For Rojava oggi pomeriggio in piazza del Carmine a Firenze

Cresce la mobilitazione anche in Toscana  a sostegno del popolo curdo e contro l’offensiva portata avanti dalla Turchia in Siria. Oltre cento amministratori hanno sottoscritto l’appello della rete delle città in comune, primo firmatario il consigliere comunale pisano Auletta e fra i sottoscrittori il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. Nell’appello si parla di palese violazione del diritto internazionale chiedendo alle istituzioni tialiane, Onu e Ue di prendere una posizione chiara contro l’invasione turca nel nord est della Siria, inviatno la società civile a mobilitarsi.

E dopo le mille persone in corteo con l’Assemblea fiorentina per il Kurdistan di  giovedì scorso fino al consolato americano a Firenze, oggi pomeriggio è indetto da LaPolveriera, Mondecci Bene Comune ed altre realtà cittadine  “Rise Up For Rojava”, dalle 17 in piazza del Carmine in adesione alla “giornata mondiale di mobilitazione”. “Non staremo a guardare. Non certo a Firenze, non certo noi, che abbiamo dovuto piangere il ritorno di Orso, Lorenzo Orsetti caduto nell’ultima battaglia contro Isis il 18 marzo di quest’anno”, si legge nel testo di invito alla partecipazione.

Prossime iniziative di solidarietà e mobilitazione saranno: lunedì presidio della Comunità Curda sotto il Consiglio Comunale e mercoledì alle 18.30 riunione regionale “verso un grande corteo di tutta la Toscana solidale, internazionalista e contro la guerra!”.

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Raid Turchi in Siria: oggi manifestazione sotto consolato USA a Firenze

Raid Turchi in Siria: oggi manifestazione sotto consolato USA a Firenze

Alle 18.00 di oggi è prevista una manifestazione per i bombardamenti aerei turchi sul territorio del Rojava, nel nord della Siria. Il ritrovo sarà in Piazza Santa Maria Novella, per poi raggiungere il consolato USA a Firenze; l’iniziativa è promossa dall’Assemblea fiorentina per il Kurdistan.

“Il regime fascista turco di Erdogan, sconfitto alle ultime elezioni e segnato dalla crisi economica crescente, cerca di reagire alle difficoltà utilizzando l’arma del nazionalismo e della guerra contro i kurdi per recuperare consensi e mettere fine all’esperienza che si sta sviluppando in Rojava”, recita il comunicato rilasciato dall’Assemblea fiorentina per il Kurdistan che vedono una imminente guerra su quei territori, già martoriati dalla guerra allo Stato Islamico, come inevitabile conseguenza delle manovre “degli stati capitalisti e imperialisti, che cercano attraverso la guerra di espandere i propri interessi. E per fare questo, tutti gli attori regionali ed internazionali coinvolti, dagli USA alla Russia, dall’Iran alla Unione Europea, sono ben disposti a lasciare che la Turchia continui la sua guerra al movimento kurdo, dentro e fuori dai confini del paese, attraverso politiche di repressione, sostituzione etnica e di aperto sostegno a ciò che resta delle milizie jihadiste in Siria. Mentre Ankara continua ad utilizzare il ricatto dei profughi e dell’invasione migratoria come arma contro l’Unione Europea”.

“Come sta facendo da oltre 40 anni, il movimento kurdo non si arrenderà – prosegue il comunicato – Attraverso il PKK le YPG e le YPJ fà sapere che non ha intenzione di cedere alle minacce e in caso di occupazione turca difenderà il proprio territorio e resisterà come ancora resiste in Turchia”, perciò l’Assemblea tende a precisare che “come militanti internazionalisti continueremo ad opporci alle politiche di guerra e sfruttamento che i nostri governi sostengono direttamente anche quando in maniera ipocrita elogiano i kurdi per il loro contributo fondamentale nella lotta contro l’ISIS” e che sosterrà “il movimento kurdo ed il suo progetto di liberazione fondato su anticapitalismo, emancipazione di genere, ecologismo ed abbattimento delle frontiere nazionali, etniche e religiose”. “Continueremo – conclude l’Assemblea fiorentina per il Kurdistan – ad essere attivi nella solidarietà, portando con noi l’esempio di Lorenzo Orso Tekosher, giovane internazionalista morto combattendo in Rojava”.

Parteciperà a questa manifestazione anche l’Iniziativa antagonista metropolitana (Iam), che già ieri ha sfilato, con una cinquantina di persone, per le vie del centro di Firenze in segno di protesta dei raid turchi sui territori nord della Siria. “Ad essere sotto le bombe da oggi sono proprio gli uomini e le donne che hanno combattuto Isis in Siria – sottolinea in una nota l’Iam -, costruendo l’alternativa alle barbarie dello Stato Islamico, fatta di convivenza tra popoli, libertà di culto e democrazia. Sono le Ypg e le Ypj che uniscono il popolo arabo e curdo nella lotta per un futuro di pace e democrazie in Medioriente. Lo stesso futuro per il quale il nostro concittadino Lorenzo Orsetti ha donato la sua vita”.

“L’aggressione di Erdogan e il lasciapassare di Trump sono inaccettabili – prosegue la nota – e dovrebbero portare l’Ue ad intervenire per fermare il massacro in corso. Ma così ancora non è. Sarebbe doveroso che chi in questa città ha espresso massimo cordoglio per Lorenzo ‘Orso’ pochi mesi fa, il sindaco Nardella e il comune di Firenze, prendano posizione contro il massacro che la Turchia sta e vuole continuare a portare avanti”.

Il movimento ‘Fridays For Future’ si è detto a favore dell’iniziativa e parteciperà alla manifestazione, con l’obiettivo della difesa delle popolazioni colpite e della “rivoluzione ecologista del Rojava”. Come si legge dal comunicato rilasciato, nel Rojava “si sta sperimentando da anni una nuova forma di società che sfida il sistema capitalista che sta distruggendo il nostro pianeta, tenendo al centro l’ecologia, l’autodeterminazione delle donne e una democratizzazione radicale di tutti gli aspetti della vita. In questo territorio devastato dal profitto, dal disboscamento, dallo sfruttamento, dall’estrattivismo e dalle monocolture si sta tentando giorno dopo giorno di creare dal basso un nuovo equilibrio ecologico”.

“Nonostante i molti progetti in atto, come rimboschimento, creazione di riserve naturali e infrastrutture per lo smaltimento dei rifiuti eco-compatibile – prosegue il movimento ecologista – e l’aver impedito ad oggi a molte multinazionali come McDonald’s di aprire punti vendita e fare profitto su questi territori, le strutture dell’Autonomia Democratica sono ancora in una situazione materiale difficile, e in questo momento si trovano a dover far fronte a un attacco militare diretto che vuole distruggere questa esperienza rivoluzionaria”, perciò affermano di sentirsi “vicini ad una rivoluzione ecologica di questo tipo e ne traiamo esempio. Il Rojava non sarà una prateria per la speculazione delle grandi multinazionali che estraggono le risorse e inquinano per i loro profitti”.

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