Il progetto di “Toscana Pharma Valley” si presenta al Connext. Rossi: “Un esempio di metodo”

FIRENZE - "Spero - sottolinea il presidente della Toscana, Enrico Rossi - che di questo progetto e di tutto il lavoro fatto con i distretti tecnologici regionali rimanga anzitutto il metodo: quello di un dialogo continuo tra istituzioni, imprese e l'eccellenza delle nostre università e centri di ricerca, quella capacità di fare sistema che non va smarrita". "E mi auguro naturalmente – aggiunge – che presto partano i lavori".

La Toscana farmaceutica, privati e pubblico insieme, scommettono sulla logistica: su un nuova piattaforma digitalizzata che non vuol dire solo un semplice e nuovo grande magazzino ma un progetto di sistema, una filiera che sia capace di offrire ad esempio tutta una serie di servizi alla rete di imprese che decideranno di servirsene e scegliendo anche quali, dal confezionamento degli imballaggi alla movimentazione delle merci fino alla digitalizzazione ed organizzazione dei flussi che è il vero valore aggiunto. Un hub pensato per diventare punto di riferimento non solo delle aziende toscane. "Una piattaforma unica che renderà il nostro territorio e le nostre imprese ancora più competitive" dice sempre Rossi, che sprona poi a percorrere con slancio l'ultimo tratto: quella della digitalizzazione per l'appunto.

Del progetto della "Toscana Pharma Valley", oramai in stato avanzato (entro l'anno potrebbe essere scelto il provider), si è è parlato oggi a Connext, l'evento di Confindustria in corso alla Fortezza da Basso di Firenze, organizzato per rafforzare l'ecosistema delle aziende in una dimensione di integrazione orizzontale e verticale, cercando la contaminazione con il mondo delle start up e puntando a far crescere le filiere produttive.

A marzo di un anno fa sulla piattaforma era stato firmato il protocollo d'intesa con il Ministero allo sviluppo economico, il Comune di Collesalvetti, l'Autorità portuale, Toscana Aeroporti e l'Interporto Toscana, dove su una superficie di 120 mila metri quadri l'hub sorgerà. A marzo di quest'anno è stata costituita la rete di imprese, costituita Kedrion, Eli-Lilly e Molteni, con il supporto di Gsk Vaccini, e presto se ne aggiungeranno altre. Il ruolo della Regione è stato quello di stimolo al confronto nella prima fase, quando nel 2014 organizzò un'iniziativa su più temi a cui risposero trenta imprese del settore farmaceutico, e di traino nella seconda, compattando la flotta verso questo primo giro di boa non scontato. L'ha fatto ad esempio investendo sulla infrastrutture per per dare gambe al progetto: come i 60 milioni impegnati per i collegamenti ferroviari del porto di Livorno o i 250 per la Darsena Europa, i 17 milioni (dei 24 necessari) per lo scavalco ferroviario, la messa in sicurezza della situazione finanziaria dell'Interporto stesso o lo sviluppo dell'aeroporto di Pisa in Toscana Aeroporti. Ha contribuito anche alla definizione dello studio di fattibilità, con il supporto di Toscana Life Sciences.

Al workshop che si è svolto oggi alla Fortezza da Basso ha partecipato anche il sottosegretario del ministero dello sviluppo economico Gian Paolo Manzella. " Il settore farmaceutico è per noi prioritario – ha ribadito -: per i numeri, per l'export e per il fatto di radicare sul territorio numerose multinazionali". Seicentonove, non solo farmaceutiche, sono quelle che hanno scelto la Toscana, dove pure dominano le piccole e medie imprese. "Dobbiamo dunque aiutare questo settore a stare sulla competitività" ha proseguito Manzella. "Quanto al progetto di piattaforma – ha alla fine concluso – è un esempio diverso e interessante di come si possa strutturare il concetto di rete".

Il progetto di “Toscana Pharma Valley” si presenta al Connext. Rossi: “Un esempio di metodo”

FIRENZE - "Spero - sottolinea il presidente della Toscana, Enrico Rossi - che di questo progetto e di tutto il lavoro fatto con i distretti tecnologici regionali rimanga anzitutto il metodo: quello di un dialogo continuo tra istituzioni, imprese e l'eccellenza delle nostre università e centri di ricerca, quella capacità di fare sistema che non va smarrita". "E mi auguro naturalmente – aggiunge – che presto partano i lavori".

La Toscana farmaceutica, privati e pubblico insieme, scommettono sulla logistica: su un nuova piattaforma digitalizzata che non vuol dire solo un semplice e nuovo grande magazzino ma un progetto di sistema, una filiera che sia capace di offrire ad esempio tutta una serie di servizi alla rete di imprese che decideranno di servirsene e scegliendo anche quali, dal confezionamento degli imballaggi alla movimentazione delle merci fino alla digitalizzazione ed organizzazione dei flussi che è il vero valore aggiunto. Un hub pensato per diventare punto di riferimento non solo delle aziende toscane. "Una piattaforma unica che renderà il nostro territorio e le nostre imprese ancora più competitive" dice sempre Rossi, che sprona poi a percorrere con slancio l'ultimo tratto: quella della digitalizzazione per l'appunto.

Del progetto della "Toscana Pharma Valley", oramai in stato avanzato (entro l'anno potrebbe essere scelto il provider), si è è parlato oggi a Connext, l'evento di Confindustria in corso alla Fortezza da Basso di Firenze, organizzato per rafforzare l'ecosistema delle aziende in una dimensione di integrazione orizzontale e verticale, cercando la contaminazione con il mondo delle start up e puntando a far crescere le filiere produttive.

A marzo di un anno fa sulla piattaforma era stato firmato il protocollo d'intesa con il Ministero allo sviluppo economico, il Comune di Collesalvetti, l'Autorità portuale, Toscana Aeroporti e l'Interporto Toscana, dove su una superficie di 120 mila metri quadri l'hub sorgerà. A marzo di quest'anno è stata costituita la rete di imprese, costituita Kedrion, Eli-Lilly e Molteni, con il supporto di Gsk Vaccini, e presto se ne aggiungeranno altre. Il ruolo della Regione è stato quello di stimolo al confronto nella prima fase, quando nel 2014 organizzò un'iniziativa su più temi a cui risposero trenta imprese del settore farmaceutico, e di traino nella seconda, compattando la flotta verso questo primo giro di boa non scontato. L'ha fatto ad esempio investendo sulla infrastrutture per per dare gambe al progetto: come i 60 milioni impegnati per i collegamenti ferroviari del porto di Livorno o i 250 per la Darsena Europa, i 17 milioni (dei 24 necessari) per lo scavalco ferroviario, la messa in sicurezza della situazione finanziaria dell'Interporto stesso o lo sviluppo dell'aeroporto di Pisa in Toscana Aeroporti. Ha contribuito anche alla definizione dello studio di fattibilità, con il supporto di Toscana Life Sciences.

Al workshop che si è svolto oggi alla Fortezza da Basso ha partecipato anche il sottosegretario del ministero dello sviluppo economico Gian Paolo Manzella. " Il settore farmaceutico è per noi prioritario – ha ribadito -: per i numeri, per l'export e per il fatto di radicare sul territorio numerose multinazionali". Seicentonove, non solo farmaceutiche, sono quelle che hanno scelto la Toscana, dove pure dominano le piccole e medie imprese. "Dobbiamo dunque aiutare questo settore a stare sulla competitività" ha proseguito Manzella. "Quanto al progetto di piattaforma – ha alla fine concluso – è un esempio diverso e interessante di come si possa strutturare il concetto di rete".

Farmaceutica in Toscana, i numeri di un settore trainante

FIRENZE – Sono numeri importanti quelli della farmaceutica in Toscana. Sono stati ricordati anche oggi durante la presentazione del progetto della piattaforma logistica digitalizzata "Toscana Pharma Valley" che intende trovare casa nell'Interporto di Livorno: una posizione strategica e baricentrica, ottanta chilometri di superstrada da Firenze e dagli stabilimenti industriali dell'area metropolitana, vicina anche a Siena, cinque chilometri dal porto livornese, dodici dall'aeroporto di Pisa. 

La Toscana farmaceutica è la terza realtà italiana, con trecento imprese attive e diciannove grandi stabilimenti. La produzione raggiunge un valore di 6 miliardi di euro l'anno (il 12 per cento del totale nazionale). Circa undicimila sono gli addetti. Se si considerano non solo i farmaci ma anche la produzione di apparecchi medici i numeri crescono ancora: 7,5 miliardi di produzione e 16 mila lavoratori, di cui 1500 impegnati nella ricerca.

La Regione negli anni ha sostenuto la crescita del settore creando e potenziando il distretto tecnologico toscano per le scienze della vita, coordinato dalla Fondazione Toscana Lifes Scienze, e grazie anche all'attività dell'ufficio "Invest in Tuscany", che fa direttamente capo alla presidenza della Regione ed è nato, meno di dieci anni fa, per attrarre appunto investimenti ed aiutare le aziende e multinazionali già presenti in Toscana nei propri progetti di crescita. Secondo il Financial Times, tra 2014 e il 2018 la Toscana è tra le prime tre regioni per attrazione di investimenti esteri assieme a Lombardia e Lazio. Nel 2016 vi sono stati 67 progetti, nel 2018 sono saliti a 99 per oltre due miliardi di investimenti, mentre nel primo semestre 2019 i progetti sono già 50. Non solo per la farmaceutica o la sanità, chiaramente.

Inoltre la Toscana ha sempre garantito continui bandi regionali per progetti di ricerca e sviluppo, la promozione di incubatori, lo sviluppo di sinergie con i laboratori del sistema universitario e la firma di accordi di innovazione, figli di una intesa quadro con il Mise da 50 milioni (40 milioni nazionali e 10 milioni regionali).

Sicurezza sul lavoro, linee di indirizzo nel comparto metalmeccanica e buone pratiche in edilizia

FIRENZE - Sicurezza sul lavoro, la Toscana prosegue con azioni e iniziative tese a ridurre i rischi e creare le condizioni per un lavoro sempre più sicuro. Lo ha fatto ora con due delibere presentate dall'assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi e approvate dalla giunta nel corso dell'ultima seduta, che riguardano due settori strategici come la metalmeccanica e l'edilizia.

"Il tema della sicurezza sul lavoro ci sta particolarmente a cuore - dice l'assessore Stefania Saccardi - Purtroppo, nonostante l'attenzione e le risorse investite, sia in termini economici che di energie e impegno, di lavoro si continua a morire. Le due delibere appena approvate riguardano due settori chiave per la sicurezza sul lavoro, come la metalmeccanica e l'edilizia. Se tutti, datori di lavoro e lavoratori, rispettassero le regole, certamente gli infortuni, quelli mortali in particolare, si ridurrebbero. Chiediamo a tutti uno sforzo in questo senso, per diffondere il più possibile, in maniera capillare, la cultura della sicurezza".

La prima delibera approva le linee di indirizzo per la vigilanza nei comparti metalmeccanica, grande distribuzione organizzata e chimico, in attuazione della delibera che nel 2016 aveva varato il Piano strategico regionale per la sicurezza sul lavoro. I documenti sono stati elaborati dai gruppi di lavoro regionali Metalmeccanica, Grande distribuzione organizzata  e Chimico tra il 2018 e il 2019, in linea con le indicazioni della delibera di cui sopra.

Le linee di indirizzo prendono in esame i comparti produttivi metalmeccanica e grande distribuzione organizzata, e il rischio chimico trasversale a tutti i settori lavorativi. Per il comparto metalmeccanica vengono presi in considerazione i rischi dovuti all'uso di macchine industriali e di mezzi di sollevamento e trasporto, il sovraccarico biomeccanico legato soprattutto alla movimentazione manuale dei carichi, il controllo degli impianti di aspirazione. Per la grande distribuzione organizzata, si focalizza l'attenzione sul rischio di movimentazione manuale dei carichi, causa di patologie lavoro-correlate, in riferimento al magazzino e ai vari reparti di attività commerciali di generi alimentari, e al magazzino/aree di carico e scarico di attività di generi non alimentari. Un documento, infine, dà indicazioni per la procedurea di verifica valutazione agenti chimici.

La delibera dà mandato ai Dipartimenti di prevenzione delle Asl di adottare e diffondere le linee di indirizzo, per garantire uniformità e omogeneità dai comportamenti del personale ispettivo e la trasparenza delle procedure attuate nei confronti dei titolari delle aziende controllate.

La seconda delibera approva il progetto "Sviluppo e messa in produzione del sistema informativo delle buone pratiche in edilizia", presentato dalla Asl Toscana sud est, destinandogli un finanziamento di 100.000 euro. La piattaforma attualmente in uso per il sistema aziendale dele buone pratiche deve essere dismessa e le funzioni vanno trasferite nel sistema regionale SISPC (Sistema informativo sanitario della prevenzione collettiva), e l'utilizzo del sistema delle buone pratiche va esteso a tutto il territorio regionale. La conclusione del progetto è prevista per ottobre 2020.

Guarda il Piano per la sicurezza sul lavoro della Regione

La campagna regionale L'unione fa la sicurezza