Cyber security: scoperto strumento hacker nell’empolese

Cyber security: scoperto strumento hacker nell’empolese

Scoperto da Yarix, del Gruppo Sesa di Empoli un nuovo Apt di attacco hacker che potrebbe mettere a rischio chi è dotato di piattaforme di pagamento online. Tra questi banche, e-commerce e sanità.

Yarix, la divisione Digital security di Var Grup del Gruppo Sesa, ha scoperto un nuovo Apt (Advanced Persistent Threat) sconosciuto a livello globale. Lo strumento sarebbe “capace di eludere tutti i sistemi di cyber difesa finora conosciuti” e “studiato per mettere a rischio una fetta ampia e trasversale del sistema economico e produttivo nazionale e internazionale”, si legge nel comunicato dell’azienda.
L’Apt sarebbe in grado di captare le informazioni sensibili degli utenti all’interno delle piattaforme online di pagamento. Esso si insererirebbe all’interno del processo quando i dati trasmessi in modo cifrato vengono poi lecitamente decifrati dal web-server.
La scoperta è stata possibile grazie alle attività condotte da Yarix per ricostruire la dinamica di un incidente di cyber security all’interno del sistema digitale di un’azienza di trasporti. Seppur l’azienda abbia reagito prontamente al’attacco, data la sua complessità è risultato non individuabile proprio a causa delle tecniche utilizzate altamente sofisticate.

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“Non è la plastica che inquina ma l’uso che ne facciamo”

“Non è la plastica che inquina ma l’uso che ne facciamo”

Fabia Romagnoli, delegata della presidenza di Confindustria Toscana Nord per la sostenibilità e lei stessa imprenditrice del settore: il problema non è la plastica ma la cattiva gestione dei rifiuti e la conseguente dispersione della plastica nell’ambiente.

“C’è  Una visione, quella della plastica come materiale non in linea con il rispetto dell’ambiente, destituita di ogni fondamento. La plastica è un ottimo materiale che consente di ridurre i costi ambientali, anche per gli imballaggi, di 4 volte rispetto alle alternative. E’ riciclabile teoricamente all’infinito, con consumi energetici minimi e nessun consumo di acqua. Non bisogna far confusione: il problema non è la plastica ma la cattiva gestione dei rifiuti e la conseguente dispersione della plastica nell’ambiente” dice Romagnoli.
La legge di bilancio 2020 prevede , nel testo approvato dal Governo ieri sera e ora all’esame dell’Unione Europea, una tassa di 20 centesimi al chilo nella produzione di imballaggi di plastica. Un aggravio fiscale che va ad aggiungersi ai 33 centesimi che verranno pagati da gennaio (attualmente siamo a 26,5 centesimi) per il Conai, in sostanza come contributo al consorzio per la raccolta e il riciclo dei materiali plastici. “I 20 centesimi della nuova tassa non sono però un contributo aggiuntivo per Conai e non hanno alcuna valenza ambientale: si tratta di un prelievo fiscale puro e semplice, che comunque si configura in tutta evidenza come una penalizzazione per un settore percepito, del tutto a torto, come non-virtuoso” sottolinea Romagnoli.
Che aggiunge “si conforma alla ‘moda’ della demonizzazione della plastica, anziché essere uno strumento che in maniera ponderata e razionale tracci anche delle linee di politica economica per il paese”.
“Il settore plastica significa per il territorio di Lucca, Pistoia e Prato 190 aziende con quasi 2.200 addetti, che rappresentano quasi un terzo del totale toscano – aggiunge la presidente della sezione Chimica, plastica e farmaceutica di Confindustria Toscana Nord Fabiana Roberti
“Evidentemente -. Un settore che nella nostra area conta delle eccellenze di livello nazionale, con una spiccata propensione all’export che negli ultimi 6 anni è cresciuto in media del 5,6% ma che già nel primo semestre 2019 si è limitato ad un esiguo +0,3%. E’ in gioco la sopravvivenza di un settore che dà lavoro a tante persone e che fornisce prodotti di tutto rispetto da ogni punto di vista, incluso quello ambientale. Perché queste penalizzazioni? Per inseguire una tendenza irrazionale che vede nella plastica, a quanto pare, la più grave delle minacce per l’ambiente? Oppure semplicemente per fare cassa, con il risultato che le imprese faranno sempre più fatica a trovare risorse per i propri investimenti, inclusi quelli per la sostenibilità? Per tacere del fatto che questi aggravi avranno effetti in parte anche sui prezzi al consumo. L’economia circolare è necessaria ma richiede investimenti e risorse, anche delle imprese oltre che delle istituzioni. Questa tassa non favorisce di certo questi processi: li ostacola.”

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Internet: in Toscana arriva il ‘patentino digitale’

Internet: in Toscana arriva il ‘patentino digitale’

La Toscana sarà la prima realtà in Italia a introdurre un ‘patentino digitale’ per l’uso consapevole del web: l’iniziativa è stata presentata oggi nell’ambito di Didacta, la fiera dedicata alla scuola in corso alla Fortezza da Basso di Firenze.

Il ‘patentino digitale’ per Internet è un attestato di competenze digitali, giuridiche, psicologiche, comunicative e comportamentali, una sorta di licenza che sarà rilasciata agli studenti delle scuole secondarie di primo grado al termine di uno specifico percorso formativo cui saranno chiamati a partecipare anche i familiari. In una prima fase sperimentale il percorso formativo sarà realizzato in tre scuole toscane di Figline Valdarno, di Scarperia e di San Casciano, in provincia di Firenze. Le lezioni si terranno, tra ottobre e novembre, per due settimane per ciascuna scuola.

Il ‘patentino digitale’ per Internet  è stato voluto dal Corecom, il comitato regionale per le comunicazioni, guidato da Enzo Brogi. “La rete, i social, persino le app sono strumenti con potenzialità enormi – ha detto Brogi – saperle usare con cognizione di causa amplia le infinite opportunità che offrono garantendo sicurezza ad ogni livello. Riconoscere le potenzialità di uno smartphone serve a evitare, anche se non ad azzerare, le tante insidie della rete”. Per il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani “educare per conoscere e conoscere per utilizzare al meglio è la via maestra da percorrere in tutti i campi, a maggior ragione nel vasto mondo di internet e dei dispositivi smart”.

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Musei: videogioco su Palazzo Pitti disponibile dal 30 ottobre

Musei: videogioco su Palazzo Pitti disponibile dal 30 ottobre

Sarà disponibile a partire dal 30 ottobre ‘The Medici Game: Murder at Pitti Palace’, il videogioco dedicato alla storia e alle opere della reggia medicea di Firenze.

Il videogioco, si spiega dalle Gallerie degli Uffizi, è nelle ultime fasi di sviluppo e verrà distribuito sui principali store digitali versione, iOs e Android in italiano, inglese, spagnolo, russo, portoghese, cinese e giapponese. Intanto, The Medici Game è sbarcato su Facebook con una pagina ufficiale e un trailer disponibile su Youtube.

Il gioco è un’avventura investigativa che ha come protagonista Caterina, giovane e intraprendente storica dell’arte che si ritrova coinvolta in un misterioso caso di omicidio avvenuto tra le mura della reggia; per uscirne indenne, Caterina sarà costretta ad improvvisarsi detective e a risolvere, anche grazie alle sue competenze storico-artistiche, una lunga serie di enigmi che la porteranno a scoprire i segreti del palazzo.

Ideato ed edito da Sillabe e promosso da Opera Laboratori Fiorentini – Civita in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi, il gioco è stato realizzato dall’associazione TuoMuseo.

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Musei: videogioco su Palazzo Pitti disponibile dal 30 ottobre

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Sarà disponibile a partire dal 30 ottobre ‘The Medici Game: Murder at Pitti Palace’, il videogioco dedicato alla storia e alle opere della reggia medicea di Firenze.

Il videogioco, si spiega dalle Gallerie degli Uffizi, è nelle ultime fasi di sviluppo e verrà distribuito sui principali store digitali versione, iOs e Android in italiano, inglese, spagnolo, russo, portoghese, cinese e giapponese. Intanto, The Medici Game è sbarcato su Facebook con una pagina ufficiale e un trailer disponibile su Youtube.

Il gioco è un’avventura investigativa che ha come protagonista Caterina, giovane e intraprendente storica dell’arte che si ritrova coinvolta in un misterioso caso di omicidio avvenuto tra le mura della reggia; per uscirne indenne, Caterina sarà costretta ad improvvisarsi detective e a risolvere, anche grazie alle sue competenze storico-artistiche, una lunga serie di enigmi che la porteranno a scoprire i segreti del palazzo.

Ideato ed edito da Sillabe e promosso da Opera Laboratori Fiorentini – Civita in collaborazione con le Gallerie degli Uffizi, il gioco è stato realizzato dall’associazione TuoMuseo.

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