Violenza di genere in Toscana, 121 femminicidi in 15 anni con 41 minori rimasti orfani

Violenza di genere in Toscana, 121 femminicidi in 15 anni con 41 minori rimasti orfani

Violenza di genere in Toscana: il tredicesimo Rapporto è un lavoro di monitoraggio del fenomeno in regione attraverso i dati di Centri antiviolenza e Case rifugio, Centri per autori di maltrattamento, Consultori, rete Codice rosa, Centro regionale di documentazione per l’infanzia e l’adolescenza, Centro di Riferimento Regionale per la Violenza e gli Abusi Sessuali su Adulte e Minori, Servizio di Emergenza Urgenza Sociale.

La presentazione ufficiale è avvenuta oggi presso la sede della regione in piazza Duomo. QUI il video della diretta.

In 15 anni dal 206 al 2020 sono stati 121 i femminicidi avvenuti nella nostra regione con 41 minori rimasti orfani. Il monitoraggio realizzato dall’Osservatorio regionale in materia si basa sui dati forniti dalla rete territoriale a partire dai centri antiviolenza. La maggioranza dei casi ha origine nelle relazioni di coppia con un elevato numero di donne anziane (il 35,1% in Toscana contro il 16,7% su scala nazionale) e una proporzione maggiore di donne straniere (32,4% rispetto al 23,4% italiano). L’assessora regionale alle pari opportunità Alessandra Nardini parla delle misure anche economiche messe in campo dalla regione nelle dichiarazioni raccolta da Chiara Brilli. (AUDIO)

 La lotta alla violenza di genere passa anche da un’autonomia di tipo economico che rende la donna più forte nella sua scelta di denunciare e di liberarsi dall’abuso fisico, psicologico e anche economico, spesso come testimonia il rapporto, portato avanti per anni. Il 36% delle donne che si sono rivolte ad un centro antiviolenza (ben 3.312 nel solo 2020)  segnala che questa drammatica situazione si protrae da oltre 5 anni.

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Povertà, Toscana: 31mila famiglie alla Caritas per pacchi alimentari

Povertà, Toscana: 31mila famiglie alla Caritas per pacchi alimentari

Il dato è emerso durante la presentazione del progetto una “Spesa per tutti”, varato dalla Regione Toscana e i cui contenuti sono stati sottoscritti oggi a Firenze da Caritas, Banco alimentare e dai rappresentanti di Unicoop Firenze, Conad del Tirreno ed Esselunga.

Sono oltre 31 mila le famiglie toscane che hanno usufruito degli aiuti alimentari distribuiti dalla Caritas. E i numeri cono in costante aumento visto che nei primi sei mesi del 2021 siamo arrivati già a oltre 15mila richieste. Segno che la povertà, anche quella alimentare è sempre più diffusa anche nella nostra regione. Il fatto è emerso durante la presentazione del progetto una “Spesa per tutti”, varato dalla Regione Toscana e i cui contenuti sono stati sottoscritti oggi a Firenze da Caritas, Banco alimentare e dai rappresentanti di Unicoop Firenze, Conad del Tirreno ed Esselunga.

“Una spesa per tutti “ha l’obiettivo di arrivare ad una  distribuzione capillare di generi alimentari finalizzati a aiutare le famiglie più indigenti. Il progetto nato nel 2016 viene rifinanziato dalla Regione ogni anno con un contributo di 150.000 euro. La conseguente convenzione con i soggetti del terzo settore e della grande distribuzione permette l’attivazione di una rete virtuosa che consente di utilizzare al massimo i fondi disponibili fornendo un aiuto concreto a migliaia di famiglie. Il finanziamento annuale viene destinato alla Caritas che acquista dalla grande distribuzione, alle migliori condizioni possibili, i generi alimentari per poi stoccarli nei locali messi a disposizione dal Banco Alimentare.

Ed è sempre Caritas, grazie alla capillare rete presente sul territorio, che si impegna nella distribuzione diretta, dando la priorità a famiglie numerose, con minori e disabili

In questa catena fondamentale è anche il ruolo della grande distribuzione, sia per i prezzi di favore riservati per l’acquisto di questi generi alimentari, sia perché compartecipa al progetto con un ulteriore 10 per cento.

L’accordo sottoscritto oggi, della durata di un anno, ha la finalità di indicare gli impegni di tutti i  soggetti firmatari. La Regione, oltre a procedere al trasferimento di 150.000 euro alla Caritas, svolge attività di coordinamento generale e di verifica dei tempi e delle modalità di attuazione, la Caritas provvede a individuare i cittadini da coinvolgere nel progetto e alla distribuzione dei generi alimentari mentre il Banco alimentare si occupa dello stoccaggio dei beni. Infine la grande distribuzione individua i beni di prima necessità da destinare alle attività del progetto nonché ad applicare le miglior condizioni di acquisto.

In questa logica i migliaia di pacchi distribuiti in cinque anni dal progetto “Spesa per Tutti” hanno di fatto triplicato le persone che hanno potuto accedere ad un servizio di Caritas o di un altro organismo pubblico o privato, portando un aiuto concreto e diffondendo al tempo stesso il messaggio per un consapevole uso dei prodotti per l’abbattimento dello spreco alimentare.

“E’ un progetto virtuoso e ancora più importante in quest’ultimo anno e mezzo, perché le conseguenze socioeconomiche della pandemia hanno reso ancora più necessari questi interventi” commenta l’assessora regionale alle politiche sociali Serena Spinelli. Le risorse disponibili – prosegue – hanno permesso di distribuire 20mila pacchi di generi alimentari in un anno. E’ il segno che questa rete funziona bene e che ogni anello si impegna per aumentare le dimensioni del prodotto finale”.

“La storia di una Spesa per Tutti – sono ancora parole dell’assessora Spinelli – conferma la forte valenza sociale della stretta collaborazione tra enti del terzo settore, enti pubblici e aziende della grande distribuzione: un intreccio positivo rivolto alla condizione di disagio delle persone fragili, in condizioni di difficoltà economica e allo stesso tempo un forte impegno a mettere a disposizione le risorse presenti nei territori.  Attraverso questo lavoro di consegna dei pacchi alimentari puntiamo anche a rafforzare il nostro impegno per una presa in carico complessiva delle persone in stato di disagio da parte dei servizi sociali. L’obiettivo come Regione Toscana è quello di mettere in rete tutte le istituzioni, gli enti locali e i soggetti presenti sul territorio per dare risposte ulteriori a quella che riguarda il bisogno alimentare”.

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Sant’Anna: “Con 90% vaccinati solo 0,3% dei residenti Rsa è risultato positivo al Covid”

Sant’Anna: “Con 90% vaccinati solo 0,3% dei residenti Rsa è risultato positivo al Covid”

Pisa, secondo una ricerca sulle Rsa in Toscana nell’anno della pandemia, condotta in occasione di un webinar organizzato dalla Scuola superiore Sant’Anna, a cui hanno preso parte anche l’assessore regionale al sociale Serena Spinelli e la rettrice Sabrina Nuti: “A giugno 2021 circa il 90% dei residenti ha avuto la seconda dose di vaccino e solo lo 0,3% dei residenti è risultato positivo al Covid-19”.

In Toscana le Rsa sono un modello assistenziale che si prende in carico in media ogni anno oltre 11.500 anziani, circa il 4% della popolazione che ha oltre 85 anni (dato di giugno 2021). Alla rilevazione hanno prese parte 287 strutture: di queste, nel 2020, il 45% ha avuto almeno un caso positivo tra gli assistiti e gli operatori, mentre il 35% non ne ha avuti.

Il 17% di Rsa ha avuto positivi solo tra gli operatori. Queste Rsa, pur essendo entrate in contatto con il virus, sono comunque riuscite ad arginarlo. Ancora circa il 20% degli ospiti transitati è risultato positivo al virus (si parla di transitati considerando quindi anche gli spostamenti tra strutture) e circa 15 operatori ogni 100 posti letto sono risultati positivi.

Percentuali, si spiega, “entrambe piuttosto basse se si considerano i dati a livello nazionale e internazionale”. Ancora, in conseguenza della pandemia se da una parte le Rsa sono stati chiuse ai familiari e alla socialità, dall’altra circa il 90% delle strutture ha messo a disposizione lavagne multimediali e l’80% si è adoperata per aprire le stanze degli abbracci, in cui in sicurezza i residenti hanno potuto incontrare familiari e amici.

Dalle video-interviste individuali con alcuni residenti è anche emerso “un grande senso di sicurezza e protezione nel vissuto quotidiano, grazie e nonostante alle restrizioni implementate. La socialità, sia all’interno della struttura sia verso l’esterno, è sicuramente mancata, ma tale sensazione è stata sempre accettata, ben comprendendo le necessità imposte”.

Tra gli indicatori critici un turn over aumentato rispetto al 2019: per gli addetti all’assistenza alla persona si passa dal 10,7 di uscite su 100 addetti al 17,2 mentre per gli addetti all’assistenza infermieristica e alla riabilitazione si passa dal 21,8 al 32,1. Secondo la responsabile scientifica del progetto, Sara Barsanti della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, “come dimostrano i buoni risultati in termini di qualità, il modello della regione Toscana ha retto l’urto della pandemia e si dimostra un modello di riferimento anche per le altre regioni”.

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Regione, 1,4 milioni per abbattere barriere architettoniche in abitazioni

Regione, 1,4 milioni per abbattere  barriere architettoniche in abitazioni

Firenze, stanziate le risorse per il contributo che la Regione Toscana prevede per favorire l’abbattimento delle barriere architettoniche nelle civili abitazioni.

Il provvedimento, che stanzia 1,4 milioni di euro per l’annualità 2021, è stato approvato dalla giunta della Regione Toscana nella sua ultima seduta su proposta dell’assessora regionale alle politiche sociali Serena Spinelli.

“La possibilità di muoversi con la più ampia autonomia e libertà possibile è un diritto delle persone con disabilità. L’abbattimento delle barriere architettoniche è un tema che investe gli spazi urbani e della vita sociale, così come un ambiente centrale nella vita di ciascuno come quello della casa in cui si abita, dove entrare, uscire e potersi muovere senza incontrare ostacoli” – evidenzia l’assessora regionale alle politiche sociali Serena Spinelli. “Questo contributo va in questa direzione – prosegue – e con le risorse regionali disponibili diamo continuità a un intervento che la Regione Toscana prevede da molti anni e che contribuisce al miglioramento della qualità della vita delle persone con disabilità nel proprio ambiente domestico”.

L’importo stanziato permetterà di dare un riscontro alle domande presentate entro il 2020 da persone con disabilità ai comuni di residenza, che hanno approvato le relative graduatorie nel 2021.
I cittadini che si trovano in condizione di disabilità con menomazioni o limitazioni di carattere fisico, sensoriale o cognitivo e che devono provvedere alla eliminazione di barriere architettoniche negli edifici in cui sono residenti possono infatti presentare domanda per accedere al contributo regionale entro la fine dell’anno.
Le domande presentate vengono poi inoltrate alla Regione con una graduatoria che viene utilizzata nel momento in cui, come in questo caso la Regione eroga il finanziamento distribuendolo tra Società della salute, Unioni dei comuni e comuni singoli.

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Regione, 1,4 milioni per abbattere barriere architettoniche in abitazioni

Regione, 1,4 milioni per abbattere  barriere architettoniche in abitazioni

Firenze, stanziate le risorse per il contributo che la Regione Toscana prevede per favorire l’abbattimento delle barriere architettoniche nelle civili abitazioni.

Il provvedimento, che stanzia 1,4 milioni di euro per l’annualità 2021, è stato approvato dalla giunta della Regione Toscana nella sua ultima seduta su proposta dell’assessora regionale alle politiche sociali Serena Spinelli.

“La possibilità di muoversi con la più ampia autonomia e libertà possibile è un diritto delle persone con disabilità. L’abbattimento delle barriere architettoniche è un tema che investe gli spazi urbani e della vita sociale, così come un ambiente centrale nella vita di ciascuno come quello della casa in cui si abita, dove entrare, uscire e potersi muovere senza incontrare ostacoli” – evidenzia l’assessora regionale alle politiche sociali Serena Spinelli. “Questo contributo va in questa direzione – prosegue – e con le risorse regionali disponibili diamo continuità a un intervento che la Regione Toscana prevede da molti anni e che contribuisce al miglioramento della qualità della vita delle persone con disabilità nel proprio ambiente domestico”.

L’importo stanziato permetterà di dare un riscontro alle domande presentate entro il 2020 da persone con disabilità ai comuni di residenza, che hanno approvato le relative graduatorie nel 2021.
I cittadini che si trovano in condizione di disabilità con menomazioni o limitazioni di carattere fisico, sensoriale o cognitivo e che devono provvedere alla eliminazione di barriere architettoniche negli edifici in cui sono residenti possono infatti presentare domanda per accedere al contributo regionale entro la fine dell’anno.
Le domande presentate vengono poi inoltrate alla Regione con una graduatoria che viene utilizzata nel momento in cui, come in questo caso la Regione eroga il finanziamento distribuendolo tra Società della salute, Unioni dei comuni e comuni singoli.

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