Consegnata a Mattarella la “Carta di Firenze per l’Economia civile”

Consegnata a Mattarella la “Carta di Firenze per l’Economia civile”

Alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è aperto questa mattina a Firenze, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, la seconda edizione del Festival Nazionale dell’Economia Civile dal titolo “Persone, luoghi, comunità: l’economia che ri-genera”.

Il Festival terminerà domenica 27 settembre con l’intervento del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in videoconferenza. Il Capo dello Stato, al suo arrivo in piazza della Signoria, è stato accolto sull’arengario di Palazzo Vecchio dal sindaco Dario Nardella, dal prefetto Laura Lega, dal Leonardo Becchetti, direttore del Festival Nazionale dell’Economia Civile e Cofondatore di NeXt Nuova Economia per Tutti, Augusto dell’Erba, presidente di Federcasse, da Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative, e Luigino Bruni, professore di Economia all’Università Lumsa di Roma e presidente Sec – Scuola Economia Civile. Nel corso dei lavori è stata presentata la “Carta di Firenze per l’Economia Civile”. Il Festival, nato da una idea di Federcasse, è organizzato insieme a Confcooperative, NeXt – Nuova economia per tutti e Sec – Scuola di Economia Civile.

“Noi cittadini, donne e uomini, liberi di spirito, impegnati nei campi più diversi del lavoro, della ricerca e dell’insegnamento, delle arti, dei mestieri e della creatività, della cooperazione – che amiamo l’Italia e ci sentiamo parte viva d’Europa – in questi mesi segnati dalla pandemia e dalla crisi ambientale, sentiamo l’urgenza di un cambio di rotta e di un impegno comune più incisivo, in difesa della salute, della scuola, del lavoro, dell’ambiente e del benessere collettivo”. Inizia così la “Carta di Firenze per l’economia civile. Il futuro dopo il coronavirus”, consegnata al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, questa mattina in apertura della seconda edizione del Festival dell’Economia civile, che si tiene fino a domenica prossima nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze. I sottoscrittori della “Carta” si impegnano a “sostenere il valore del lavoro e delle persone come luogo di realizzazione delle più profonde aspirazioni umane” e rifiutano “l’idea che si possano trattare le risorse umane al pari di quelle materiali e tecnologiche: l’uomo si realizza con il proprio ingegno, con il lavoro manuale e intellettuale e non può mai venire ridotto a mero fattore di produzione o ingranaggio di un sistema produttivo. Non può essere mortificato nelle sue aspirazioni di realizzazione professionale”.

La “Carta” invita a “credere nella biodiversità delle forme d’impresa. L’impresa capitalistica non è l’unica, né l’esclusiva, né la naturale né la superiore forma d’impresa, anche se le imprese di capitali costituiscono numericamente la maggioranza della popolazione imprenditoriale, sia a livello nazionale che a livello mondiale. Molteplici vecchie e nuove forme di impresa cooperativa incivilimento né crescita né sviluppo. L’economia civile guarda pertanto con fiducia ed ottimismo ad una dove sempre più imprese cercano di coniugare profitto ed impatto sociale, creazione di valore economico, dignità e qualità del lavoro e sostenibilità ambientale!.

La “Carta” invita a “promuovere la diversità e l’inclusione sociale perché negli ultimi anni, la corsa al ribasso sui diritti del lavoro e la concorrenza fiscale tra paesi per attirare insediamenti produttivi hanno portato con sé una crescita insostenibile dei livelli di diseguaglianza sociale ed economica tra le persone all’interno degli Stati, in grado di minacciare la coesione sociale e la tenuta stessa. Ma un mercato che voglia dirsi civile deve tendere a colmare divari economici e sociali, finanziario attraverso l’attivazione di meccanismi di inclusione di uomini e donne e ri-generazione di chi si trova ai margini, attraverso la valorizzazione delle diversità come ricchezza sociale”.

La “Carta” suggerisce di “valorizzare l’impresa come luogo di creatività e di benessere Perché l’impresa civile (capace di coniugare creazione di valore economico e di senso, produttività e sostenibilità sociale ed ambientale) si fonda sulle relazioni tra persone e rappresenta in quanto tale uno dei principali e influenti luoghi di formazione del carattere e della personalità umana. Frutto di formazione del carattere e della personalità umana. Frutto di ispirazione e di creatività, di capacità di leggere i nuovi bisogni e i nuovi spazi di mercato, di nuove competenze, di buone relazioni con il contesto territoriale e con le comunità. È un’impresa esperta non solo in competenze tecniche ma anche in capacità relazionali, dove reciprocità, gratuità e fiducia sanno generare relazioni positive e un sovrappiù sia economico che sociale”.

Si chiede inoltre di “investire nell’educazione e nella promozione umana Perché, se è vero che è possibile massimizzare l’utilità anche in piena solitudine, per essere felici bisogna essere almeno in due (come ricordava Aristotele), perché la felicità richiede il riconoscimento di almeno un’altra persona. La vera determinante del benessere è legata alla produzione e al consumo di beni relazionali: tra questi, i più rilevanti sono l’amicizia, l’amore, la fiducia, l’impegno civile, i servizi alla persona. Quanto più un’economia avanza, tanto più la domanda di beni relazionali diventa strategica rispetto alla domanda di beni privati e di beni pubblici. Le relazioni di qualità sono la chiave del successo delle relazioni nei luoghi di lavoro e favoriscono la creazione di fiducia e di capitale sociale. Dono e reciprocità sono i fattori chiave che le costruiscono”.

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Foibe: oggi la cerimonia per la riconsegna alla comunità slovena del Narodni Dom

Foibe: oggi la cerimonia per la riconsegna alla comunità slovena del Narodni Dom

Oggi a Trieste cerimonia con il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella e il suo omologo sloveno Borut Pahor nel segno della riconciliazione. Ne abbiamo parlato con il prof. LUCA BRAVI, storico ed esperto del confine nordorientale

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Firenze, Festa della Repubblica: “Guardare avanti con senso di responsabilità e fiducia nel futuro”

Firenze, Festa della Repubblica: “Guardare avanti con senso di responsabilità e fiducia nel futuro”

Guardare avanti con senso di responsabilità e con fiducia nel futuro e nelle istituzioni. Questi i temi principali emersi nel corso della videoconferenza che il prefetto di Firenze Laura Lega ha tenuto oggi per celebrare il 2 giugno, Festa della Repubblica. Numerosi gli interventi che si sono susseguiti, tra cui Nardella, Betori e Eugenio Giani.

Un momento di condivisione e di riflessione, aperto dalla lettura del messaggio del Capo dello Stato Sergio Mattarella, per la Festa della Repubblica, che si è svolto con i parlamentari, i sindaci del territorio, le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali, gli ordini professionali e gli uffici statali periferici. “E’ necessario oggi più di prima esercitarsi nel difficile ruolo di gestori della propria libertà, ricordando che maggiore è la libertà e maggiore diviene la nostra personale responsabilità”, ha detto il prefetto di Firenze Laura Lega.

“Dobbiamo evitare che questa emergenza generi una crisi economica strutturale capace di ingoiare imprese e famiglie. Dobbiamo evitare che questo territorio diventi terreno di conquista per usurai, speculatori selvaggi e per infiltrazioni criminali”, ha proseguito Lega. “Lo dobbiamo fare a tutela del nostro tessuto produttivo e sociale con l’impegno di tutti, istituzioni e società civile, operatori economici, associazioni di categoria, ordini professionali. In parallelo, dobbiamo far sì che da questa crisi nascano opportunità inaspettate e lo possiamo fare con un impegno collettivo che metta a fattor comune le migliori energie del territorio per rivedere alcuni nostri modelli di vita, di business, riscoprendo una laboriosità etica, correggendo alcune distorsioni, restituendo vitalità a settori abbandonati ed incentivando lo sviluppo di nuove attività e di nuove modalità di lavoro. E’ il tempo di innalzare la qualità delle classi dirigenti, assicurando competenze, professionalità e senso dello Stato. Dobbiamo evitare la frattura della coesione sociale, rifuggendo ogni strumentalizzazione delle possibili tensioni sociali”, ha concluso il prefetto.

Unità e gioco di squadra per costruire un nuovo futuro per la collettività e il mondo economico e imprenditoriale sono gli elementi fondanti del percorso da intraprendere, sottolineati unanimemente dai partecipanti alla videoconferenza.

Il sindaco Dario Nardella ha evidenziato come oggi più che mai bisogna essere uniti e lavorare insieme nel costruire una prospettiva per i cittadini. Il cardinale Giuseppe Betori ha sottolineato la delicata riflessione che il lockdown ha portato in ognuno facendo riscoprire il senso profondo dell’essere comunità. Hanno poi preso la parola il presidente del Consiglio Regionale toscano Eugenio Giani, il sindaco di Firenze Dario Nardella, la senatrice Caterina Biti, il presidente del Tribunale di Firenze Marilena Rizzo, il rettore dell’Università di Firenze Luigi Dei, il presidente della Camera di Commercio Leonardo Bassilichi, il presidente della Sezione giurisdizionale toscana della Corte dei Conti Antonio Galeota, il vice presidente dell’Ordine degli avvocati Gianluca Gambogi, l’avvocato distrettuale dello Stato Gianni Cortigiani, il segretario generale dell’Istituto Universitario Europeo Vincenzo Grassi, il sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Casini, il presidente dell’Ordine degli architetti Duilio Senesi, il sindaco di Palazzuolo Gian Piero Moschetti, l’imam Izzeddin Elzir, il comandante dell’Istituto Geografico Militare e comandante del Presidio Militare Interforze Pietro Tornabene, il rabbino capo Gad Piperno e il segretario generale della CGIL Firenze Paola Galgani.

E’ stata una Festa della Repubblica intensa anche se diversa dal consueto quella che si è celebrata oggi, nel 74° anniversario della proclamazione della Repubblica Italiana. Quest’anno, infatti, le misure di contenimento anti-Covid19 hanno imposto di commemorare la ricorrenza con modalità differenti da quelle tradizionali per rispettare il divieto di assembramento e osservare le dovute distanze sociali. Anche la Deposizione della Corona in onore ai Caduti, che ha aperto la giornata celebrativa alle ore 9 in piazza dell’Unità Italiana, si è svolta in modo sobrio ed alla limitata presenza delle autorità cittadine. A fine mattinata, il prefetto Laura Lega ha poi voluto portare il proprio saluto in questo 2 giugno agli operatori della mensa della Caritas in piazza Santissima Annunziata, per condividere con chi è quotidianamente al servizio dei più vulnerabili la Festa della Repubblica.

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