🎧 Videochiamate in reparti Covid: un aiuto per pazienti, famiglie e infermieri

🎧 Videochiamate in reparti Covid: un aiuto per pazienti, famiglie e infermieri

Le videochiamate dai reparti Covid sono parte del processo di assistenza e cura. Le infermiere Giulia ed Elena del santo Stefano di Prato raccontano la loro esperienza: ci mettiamo tutto il cuore per dare coraggio agli altri. Padre e figlia si sono scambiati l’ultimo saluto. Interviste a cura di Chiara Brilli.

Abbracci e carezze attraverso gli schermi di tablet e smartphone. Un aiuto importante per pazienti e familiari per comunicare e combattere la solitudine. Ogni giorno gli infermieri dei settori Covid del Santo Stefano, insieme agli operatori socio sanitari mettono in contatto con una videochiamata i ricoverati con i loro cari nel rispetto della loro volontà e sulla base delle condizioni cliniche. Sono a disposizione due tablet donati dal Centro diritti del malato, strumenti che permettono il contatto visivo e vocale per dare sollievo, combattere la paura e diminuire il disagio del distacco dai propri affetti.

Nei reparti Covid non ci sono orari per le visite dei parenti, i malati sono soli senza un contatto con il mondo esterno. La modalità della videochiamata giornaliera per la comunicazione tra pazienti e familiari ha preso avvio in uno dei settori Covid dell’ospedale, estesa poi negli altri setting ed inserita nel piano di lavoro assistenziale come parte del processo di cura.

Sono tante le esperienze di medici ed infermieri che ogni giorno lavorano nei settori Covid ed affrontano con coraggio e passione situazioni difficili. Storie di dolore e di solitudine ma anche di speranza. Elena, giovane infermiera dell’ospedale pratese, lavora da oltre un anno nell’area Covid. Ha dovuto affrontare tante sfide, come gli altri suoi colleghi; cambiare comportamenti e pratiche nel lavoro quotidiano che hanno richiesto di indossare mascherine, guanti, calzari e tute per proteggersi dal contagio.

“Il lavoro in reparto – racconta Elena – è cambiato, sicuramente incrementato ma una delle sfide importanti è stata proprio la gestione del paziente sul piano emotivo. Ci sono stati tanti momenti bui e dolorosi, ma tutti noi li abbiamo affrontati aiutandoci attraverso l’unione e la coesione del team, mettendoci sempre il cuore e la passione.”

Durante le videochiamate Elena e Giulia sono state testimoni di tanti momenti toccanti, episodi dolorosi che hanno messo a dura prova le loro emozioni. Mentre Giulia li racconta si commuove, gli occhi si riempiono di lacrime e la voce si rompe.   “Potrei raccontare tante storie- dice Giulia tutte per me commoventi. Nei giorni scorsi siamo riusciti a mettere in collegamento la figlia con il padre ricoverato. E’ stato l’ultimo incontro per loro, un ultimo saluto che si sono potuti scambiare. Purtroppo le condizioni cliniche del padre si sono aggravate e non ce l’ha fatta. Siamo confortati per essere riusciti a concedere un momento di intimità e questo ci spinge ad andare avanti.”

Rosa è la coordinatrice infermieristica del Settore 2 dell’area Covid. In questa terza ondata della pandemia ci sono tanti giovani ricoverati. Nel suo reparto ci sono 50 pazienti e circa la metà necessita di ventilazione assistita non invasiva. “Adesso, dice Rosa, siamo stanchi fisicamente e psicologicamente ma non abbiamo mai perso la forza per aiutare i nostri pazienti e dargli coraggio nel combattere la malattia. Ci sono famiglie intere ricoverate e quando è possibile ci adoperiamo per riunirle.”

Il team infermieristico coordinato da Rosa ha organizzato, attraverso un percorso in sicurezza, la visita di un paziente Covid alla moglie ricoverata in un altro settore Covid per condizioni cliniche peggiori.

“Assistere al loro abbraccio, dice Rosa, è stato un momento che non scorderò mai. Sono immagini che resteranno sempre nella mia mente e nel mio cuore.” L’emozione prende il sopravvento e anche Rosa si commuove, tanto da non trattenere le lacrime. Sono tante le sensazioni e le emozioni che infermieri ed operatori sanitari si trovano giornalmente a vivere durante questi incontri che avvicinano ai parenti. Il ricovero nei settori Covid è difficile e delicato. I pazienti hanno paura, sono preoccupati per la loro condizione e non hanno la possibilità di sentire una voce familiare. La tecnologia aiuta ad avvicinare e l’appuntamento della videochiamata giornaliera diventa un momento per far rivivere la quotidianità e per scambiarsi un saluto.

“Un modo per strappare un sorriso, ridurre il disagio del distacco e infondere coraggio, aggiunge Rosa. I pazienti ci ringraziano sempre ad ogni collegamento e noi facciamo di tutto per garantire questi incontri “virtuali” e quando è possibile cerchiamo di riunire nella stessa camera di degenza componenti di una stessa famiglia”.

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Approvata la linea 3.2.2 della tramvia da p.zza Libertà a Rovezzano

Approvata la linea 3.2.2 della tramvia da p.zza Libertà a Rovezzano

Tramvia, via libera della giunta comunale alla progettazione della linea 3.2.2 per Rovezzano. Previsto un parcheggio da 3.000 posti a Campo di Marte e un altro scambiatore al capolinea di Rovezzano.

La giunta ha approvato ieri, su proposta dell’Assessore alla Mobilità Stefano Giorgetti, gli indirizzi per la progettazione definitiva della linea 3.2.2 piazza Libertà-Rovezzano. La progettazione sarà a cura della Tram di Firenze, come da contratto di concessione.

Nel corso degli approfondimenti alla progettazione svolti tra gli uffici comunali, del Quartiere 2 e i tecnici di Tram, è emerso il progetto di due grandi parcheggi scambiatori: il primo da 3.000 posti a Campo di Marte, destinato anche all’area sportiva e allo stadio, e il secondo al capolinea di Rovezzano, dove sorgerà l’hub intermodale collegato al Viadotto Marco Polo.

L’Assessore alla Mobilità Stefano Giorgetti ha sottolineato che “la realizzazione di una infrastruttura così importante rappresenta l’occasione per riqualificare interi pezzi di città, ad iniziare dalla viabilità e della sosta. Per la zona dello stadio e per l’area sportiva la tramvia porterà in dote circa 3.000 posti auto a servizio dei residenti e di chi usa le strutture sportive. Senza dimenticare la vocazione di interscambio tra mezzi di trasporto su ferro e su gomma già presente nella zona di Campo di Marte e che con la tramvia diventerà ancora più forte”.

Il parcheggio da circa 3.000 posti si prevede sia realizzato su area ferroviaria e proprio per agevolare il più possibile l’intermodalità tramvia-mezzi privato, è prevista in prossimità la fermata “Piscina” della tramvia. Il secondo grande parcheggio sarà realizzato al capolinea di Rovezzano dove sorgerà un grande hub intermodale. Un nodo di interscambio ferro-gomma che sarà collegato direttamente al Viadotto Marco Polo.

Ancora in corso di progettazione il prolungamento del viadotto fino a via della Chimera che prevede anche il sottoattraversamento della linea ferroviaria. Grazie al collegamento, chi arriverà dall’autostrada potrà lasciare l’auto e raggiungere con la tramvia la zona della stadio.

Tra gli altri indirizzi ai progettisti anche quello di studiare l’allargamento di via del Mezzetta come alternativa per la corsia sud a via del Gignoro dove sarà realizzata la sede tranviaria. Per quanto riguarda la linea 3.2.2 piazza della Libertà-Campo di Marte-Rovezzano, si tratta di circa 6 chilometri con 15 fermate. Rappresenta la prosecuzione della 3.2.1 Bagno a Ripoli-Libertà e si svilupperà su circa 14 chilometri dotando tutta la zona sud di un sistema di trasporto pubblico efficiente, efficace ed ecologico collegato, grazie alle altre linee, anche al centro storico, Careggi e l’Aeroporto. Il progetto preliminare ha un costo di 260 milioni di euro di cui 10 milioni di euro stanziati dal Comune e 250 milioni finanziati dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Lo scorso luglio, in occasione della presentazione del progetto, il Sindaco di Firenze e dell’area metropolitana Dario Nardella aveva detto che sarebbero serviti tre anni dall’approvazione del progetto alla realizzazione dell’opera.

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Nel Recovery Fund anche la navetta Firenze Belfiore AV-SMN

Nel Recovery Fund anche la navetta Firenze Belfiore AV-SMN

Nel Recovery Fund è stata inclusa anche la navetta Firenze Belfiore AV-Santa Maria Novella. A Roma, presso la sede del Gruppo FS, il presidente Giani e l’assessore Baccelli hanno incontrato l’amministratrice delegata di Rfi Fiorani.

Tra i progetti toscani che potranno essere realizzati con le risorse del Recovery Fund c’è anche la navetta Firenze Belfiore AV-SMN. Il mezzo di trasporto su rotaie consentirà il collegamento rapido tra l’attuale stazione di Santa Maria Novella e la futura stazione fiorentina dell’Alta Velocità, ancora in corso di realizzazione.

Oltre al restauro dello Stadio Artemio Franchi, il territorio fiorentino potrà beneficiare dei fondi europei per un’altra opera fondamentale per lo sviluppo infrastrutturale. Il comunicato arriva direttamente dal Comune di Firenze. L’inclusione del progetto nel PNRR è il risultato dell’incontro che ieri pomeriggio, venerdì 30 aprile, si è tenuto a Roma presso la sede del Gruppo FS tra il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e l’Amministratrice Delegata di Rete Ferroviaria Italiana Vera Fiorani, con la partecipazione dell’Assessore alle Infrastrutture Stefano Baccelli e dei tecnici di Regione e Rfi.

Le valutazioni condotte da Rfi nell’ambito di un’analisi trasportistica del nodo ferroviario fiorentino hanno indicato come soluzioni ottimali l’introduzione di una navetta tra Firenze Belfiore AV e la stazione di Santa Maria Novella. Gli interventi per l’accessibilità al sistema Belfiore AV sono confluiti in quelli inviati a Bruxelles per essere finanziate all’interno del PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Il Presidente Giani ha rilasciato dichiarazioni sull’importanza del risultato: “Un incontro che ci ha permesso di convenire sulla grande validità del progetto che collegherà le due stazioni. Un risultato di grandissimo valore con cui si libererà la rete di superficie dal transito dei treni AV, apportando benefici alla mobilità regionale e metropolitana e arricchendo l’offerta di servizi a vantaggio della città. Si tratta di un investimento complessivo di 135 milioni di euro che è parte integrante della proposta che il governo italiano presenta all’Europa e che seguirà i tempi previsti dal Recovery Fund, con l’avvio dei lavori che dunque dovrà avvenire entro il dicembre 2022”.

Dei 135 milioni del progetto, 60 saranno destinati alla realizzazione della stazione, 75 a quella della navetta Firenze Belfiore AV-SMN, che, come è stato esaminato nell’incontro con l’Amministratrice Delegata, si svilupperà lungo un percorso di un chilometro e trecento metri e non richiederà scavi. La navetta, completamente automatizzata, si attesterà a Santa Maria Novella al binario 1-2 e avrà una potenzialità di trasporto calcolata in 21.000 passeggeri al giorno.

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200.000 euro per la riqualificazione di Via Pistoiese

200.000 euro per la riqualificazione di Via Pistoiese

Convenzione da 200.000 euro per migliorare Via Pistoiese con parcheggi, attrezzature ludiche e impianto solare grazie alla trasformazione del nuovo complesso residenziale.

In Via Pistoiese saranno realizzati un nuovo parcheggio di superficie, attrezzature ludico sportive e impianto solare per il giardino delle Piagge e il campo di calcio di Brozzi. Questo è quanto prevede la convenzione per la trasformazione residenziale dell’area di Via Pistoiese angolo Via Campanina che ha ottenuto il via libera della giunta di Palazzo Vecchio su proposta dell’Assessora all’Urbanistica Cecilia Del Re.

Per l’intervento, che riguarda una superficie di 2.000 metri quadrati, il privato dovrà versare al Comune di Firenze oltre 200.000 euro da destinare alla realizzazione di opere a vantaggio della zona. L’assessora Del Re ha commentato l’approvazione: “Un intervento che consentirà di realizzare una riqualificazione della zona con maggiori servizi per i residenti, anche in linea con le richieste dei cittadini emersi nella prima fase dell’ascolto di ‘Firenze Prossima’ in vista dell’adozione del nuovo Piano operativo. Il nuovo parcheggio, nuove attrezzature ludico sportive e impianto solare per le aree di Brozzi e delle Piagge potranno essere finanziati grazie alle compensazioni dovute per la trasformazione urbanistica dell’area”.

La destinazione d’uso del progetto è 100% residenziale e riguarda una delle poche aree di nuova edificazione confermate dal Piano strutturale come residuo del Prg. Gli oltre 200.000 euro dovuti dal privato andranno a finanziare la realizzazione del parcheggio di superficie (ex Troni Omilde) rimasto incompiuto, per oltre 50.000 euro; l’ampliamento della dotazione di arredi e attrezzature ludico sportive del giardino di via Abruzzi alle Piagge per 100.000 euro; il nuovo impianto solare termico e di riscaldamento del campo di calcio di Brozzi in via Pistoiese per l’importo di 50.000 euro.

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19 milioni dalla Regione Toscana per persone con disabilità gravissima

19 milioni dalla Regione Toscana per persone con disabilità gravissima

La Regione Toscana assegna quasi 19 milioni alle persone con disabilità gravissima. Le risorse vanno alle Società della salute e alle Zone distretto per sostenere percorsi di domiciliarità.

La Regione Toscana assegnerà dei fondi alle Società della salute e contributi da 700 a 1.000 euro al mese direttamente alle persone con disabilità gravissime. La Giunta regionale, su proposta dell’Assessora al sociale, Serena Spinelli, ha approvato una delibera con la quale stanzia 18,7 milioni destinati alle persone con gravissime disabilità perché possano assumere chi è in grado di prendersi cura di loro.

Lo stanziamento, che deriva dal Fondo nazionale per le non Autosufficienze, riguarda i 7 milioni che vanno a saldare le quote relative al 2019 e gli oltre 11 che sono una parte del fondo 2020. Andranno alle 16 Società della salute e alle 10 Zone distretto, che provvederanno quindi a prendere in carico le persone e progettare le risposte ai bisogni di ciascuna.

“Confermiamo un contributo – spiega l’assessora regionale al sociale, Serena Spinelli – destinato a chi non è autosufficiente ma ha diritto a continuare a vivere nel miglior modo possibile nel proprio ambiente domestico e familiare, secondo le proprie aspettative, e che per farlo ha bisogno dell’aiuto di un assistente personale. Un contributo tramite il quale da anni la Regione intende sostenere i percorsi domiciliari di assistenza e cura per persone con gravissime disabilità, con l’obiettivo, appunto, di evitare o comunque differire il più possibile il ricovero in strutture sociosanitarie”.

Le persone con gravissime disabilità alle quali è stata data una risposta in termini di contributo per il sostegno all’assistenza al domicilio sono ad oggi circa 1.640 in tutta la regione. Si tratta di interventi che sono integrativi rispetto a quanto già previsto dai Lea, i Livelli Essenziali di Assistenza. In allegato la tabella riassuntiva dei contributi assegnati a ciascuna Società della salute e Zona distretto.

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