Covid: Giani annuncia zona rossa a Pistoia e Siena

Covid: Giani annuncia zona rossa a Pistoia e Siena

Anche Siena e la sua provincia diventano zona rossa da sabato 27 febbraio fino al 7 marzo. La misura, analoga a quella adottata per Pistoia e provincia, è stata annunciata dal governatore toscano Eugenio Giani dopo una riunione con le rispettive Asl e con, tra gli altri, i sindaci delle due città capoluogo di provincia. In precedenza in Toscana è stata zona rossa per una settimana Chiusi, sempre in provincia di Siena e lo è per nove giorni Cecina, nel Livornese: Giani ha firmato l’ordinanza ieri.

“Non c’erano le condizioni per aspettare, occorreva prendere provvedimenti piu’ limitativi attraverso un’ordinanza che da sabato sara’ in vigore per le province di Pistoia e Siena”. Cosi’ il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, annuncia l’adozione di un’ordinanza in vigore da sabato e fino al 7 marzo che applica le restrizioni da zona rossa nelle due province.

“Ai cittadini che si sentono scorati- aggiunge- dico bene di prendere memoria e coscienza di quello che e’ avvenuto quest’anno col Coronavirus, quando prende quell’onda di crescita lo sappiamo che e’ ben difficile fermarlo e quando lo dobbiamo fermare coi lockdown e’ terribile”.

Pertanto, aggiunge, “cerchiamo con questi provvedimenti, che si localizzano nelle due province che hanno manifestato le maggiori problematicita’ negli ultimi giorni, di bloccarlo. So che e’ un gravame che chiediamo, ma lo facciamo per prevenire cio’ che e’ piu’ duro fermare dopo”.

“Stamattina è stato un risveglio amaro dopo la notizia dei 1.374 contagi che non si verificavano da mesi. La Toscana resta in zona arancione, con eccezione di alcuni comuni, ma il campanello d’allarme è molto forte. Bisogna prevenire per guadagnare tempo. Il numero dei contagi è salito e concentrato soprattutto nel centro della Toscana, dalla provincia di Siena a quella di Pistoia”. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, nel corso della diretta Facebook. “La situazione negli ospedali è comunque è buona – ha aggiunto – con 1000 posti letto occupati a fronte dei 2.200 disponibili”.

“Con il sostegno dei sindaci ho proposto un’ordinanza che da sabato mattina fino alla domenica della settimana successiva, quindi poco più di una settimana, per prevenire il diffondersi del contagio, applichi la disciplina della zona rossa.
Vorrei anche far presente che la disciplina è quella del dpcm che il Presidente del Consiglio Conte ha firmato come uno degli ultimi atti.
Preferiamo assumere i provvedimenti restrittivi ora quando siamo in tempo e non trovarci invece nel momento in cui tutto questo va ad esplodere e creando quella legittima preoccupazione nella popolazione.  Vi ringrazio per la comprensione. Ringrazio tutti coloro che dovranno subire i sacrifici perché li fanno nell’interesse generale E naturalmente nelle prossime ore avrò cura e modo di far seguire quelle che sono le informazioni per le attrazioni di questi provvedimenti”, ha concluso Giani.

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Covid: screening Chiusi,certi 22 casi,nuovo test per altri 12

Covid: screening Chiusi,certi 22 casi,nuovo test per altri 12

Sale numero contagiati covid a Chiusi al confine con Umbria e presenza della variante brasiliana. Lo rende noto l’Asl Toscana

I risultati degli esami di laboratorio sui tamponi molecolari effettuati a Chiusi (Siena) nell’ambito delle screening di massa nell’ambito del progetto regionale Territori sicuri, nelle tre giornate dall’8 al 10 febbraio (3.040 in totale) “hanno rilevato la positività di ventidue persone. È stata inoltre rilevata una positività a bassa carica per altre dodici persone, che sono già state prese in carico dalle Usca per la ripetizione del tampone”. Lo rende noto l’Asl Toscana se specificando che ieri per lo stesso screening eseguiti altri 1278 tamponi i cui esiti sono attesi.

Zona rossa fino al 14 febbraio per l’impennata di casi e la presenza della variante brasiliana, si conclude oggi: oltre cinquemila su ottomila residenti vi hanno aderito. Intanto nell’altro territorio messo sotto osservazione, Sansepolcro in provincia di Arezzo, al confine con l’Umbria, a ieri erano stati registrtai altri sei casi più due nel vicino paese di Monterchi. La settimana si avvia verso la conclusione con numeri che fanno alzare la guardia in tutte le zone di confine della Valtiberina toscana con quella umbra. Il totale fino a ieri parlava di 28 casi complessivi a Sansepoclro e di 13 a Monterchi.

Resta la preoccupazione delle varianti. Due sono state scoperte, negativa invece la risposta per un terzo caso sospetto. Intanto la Asl ha pronto il piano per lo screening di massa Territori sicuri che a Sansepolcro partirà martedi prossimo.

Le varianti erano state isolate venerdì 5 febbraio quando era stata rilevata tra i contagiati del paese la presenza di due varianti al virus Covid-19, quella sudafricana e quella brasiliana.

 

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Covid: caso variante inglese in provincia di Siena

Covid: caso variante inglese in provincia di Siena

A Colle Val d’Elsa, riferisce il sindaco della presenza di un caso di variante inglese. In paese 95 positivi

Accertato un caso di variante inglese al Covid a Colle Val d’Elsa (Siena). Lo riferisce il sindaco Alessandro Donati, spiegando che la situazione è monitorata e che sono stati intensificati i tracciamenti. In totale al momento Colle Val d’Elsa conta 95 positivi. “Siamo stati informati dalla Asl che la ‘variante inglese’ è presente nella nostra città con un caso accertato – spiega il sindaco -.

Il servizio della Asl preposto, con il quale siamo in contatto diretto, ha da subito intensificato il monitoraggio e la tracciatura dei contatti. Siamo in contatto anche con la Regione per valutare le opportune iniziative da prendere in modo sinergico”. “Oggi siamo a 95 attualmente positivi – aggiunge – e ci avviciniamo inesorabilmente alla soglia psicologica dei 100. E’ inutile negare che la ripresa delle attività permesse dalla zona gialla, la riapertura delle scuole e una minore percezione del rischio”, ha portato “a questa terza impennata dei contagi a Colle. Non ci sono dubbi, dopo la zona rossa natalizia in cui i positivi erano scesi a 21, ora osserviamo un dato 5 volte di più alto. E non è solo questo: ci sono stati più decessi, più ricoveri e anche le nostre Rsa colpite”. Il sindaco chiede che ognuno si attivi “personalmente nella prevenzione ancora più stretta del contagio” e spiega che la vaccinazione per chi ha più 80 anni verrà fatta dal medico di famiglia: “In caso di impossibilità di spostamento presso la propria abitazione”.

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Covid: caso variante inglese in provincia di Siena

A Colle Val d’Elsa, riferisce il sindaco della presenza di un caso di variante inglese. In paese 95 positivi

Accertato un caso di variante inglese al Covid a Colle Val d’Elsa (Siena). Lo riferisce il sindaco Alessandro Donati, spiegando che la situazione è monitorata e che sono stati intensificati i tracciamenti. In totale al momento Colle Val d’Elsa conta 95 positivi. “Siamo stati informati dalla Asl che la ‘variante inglese’ è presente nella nostra città con un caso accertato – spiega il sindaco -.

Il servizio della Asl preposto, con il quale siamo in contatto diretto, ha da subito intensificato il monitoraggio e la tracciatura dei contatti. Siamo in contatto anche con la Regione per valutare le opportune iniziative da prendere in modo sinergico”. “Oggi siamo a 95 attualmente positivi – aggiunge – e ci avviciniamo inesorabilmente alla soglia psicologica dei 100. E’ inutile negare che la ripresa delle attività permesse dalla zona gialla, la riapertura delle scuole e una minore percezione del rischio”, ha portato “a questa terza impennata dei contagi a Colle. Non ci sono dubbi, dopo la zona rossa natalizia in cui i positivi erano scesi a 21, ora osserviamo un dato 5 volte di più alto. E non è solo questo: ci sono stati più decessi, più ricoveri e anche le nostre Rsa colpite”. Il sindaco chiede che ognuno si attivi “personalmente nella prevenzione ancora più stretta del contagio” e spiega che la vaccinazione per chi ha più 80 anni verrà fatta dal medico di famiglia: “In caso di impossibilità di spostamento presso la propria abitazione”.

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Siena, sindaco De Mossi indagato per restauri Santa Maria della Scala

Siena, sindaco De Mossi indagato per restauri  Santa Maria della Scala

A darne notizia è stato ogi lo stesso De Mossi. I reati ipotizzati sono danneggiamento al patrimonio archeologico e concorso in reato. L’area di cantiere interessata è stata posta sotto sequestro.

Indagato il sindaco di Siena Luigi De Mossi per i restauri al complesso museale del Santa Maria Della Scala per i quali, dopo un esposto della Soprintendenza, è partita un’inchiesta. A darne notizia è stato ogi lo stesso De Mossi. I reati ipotizzati sono danneggiamento al patrimonio archeologico e concorso in reato.

L’area di cantiere interessata è stata posta sotto sequestro. “Mi è arrivato un avviso di
garanzia questa mattina in ordine a fatti che riguardano scavi archeologici al Santa Maria Della Scala”, ha annunciato il sindaco di Siena Luigi De Mossi incontrando i giornalisti.
“Francamente è la prima volta in carriera che per lavori edilizi, per reati contravvenzionali venga recapitato un avviso di garanzia come indagato al sindaco – ha aggiunto il primo
cittadino -.

È oltretutto ironico come il Comune di Siena sia anche parte offesa. Adesso ognuno si deve assumere le proprie responsabilità. Io mi sono assunto sempre le mie e continuerò a
farlo, ma devono farlo tutti”.

Tra i reati contestati, secondo quanto appreso, ci sarebbe anche la violazione di tre articoli
del Codice dei beni culturali e del paesaggio. In particolare, tra le contestazioni del pm senese Daniele Rosa, ci sono le opere illecite, violazioni in materia di ricerche archeologiche, e opere eseguite in assenza di autorizzazione o in difformità da
essa. I reati ipotizzati sarebbero stati accertati lo scorso settembre.

I lavori su cui la Soprintendenza ha effettuato l’esposto, prevedevano il restauro completo del tragitto del percorso che attraversa il Santa Maria della Scala denominato ‘la strada
interna’. Nell’informazione di garanzia sono indicate come parti offese il Comune di Siena e il Demanio culturale dello Stato.

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