Lo Schermo dell’Arte Film Festival, anno 12

Lo Schermo dell’Arte Film Festival, anno 12

Lo Schermo dell’Arte Film Festival, diretto da Silvia Lucchesi, torna anche quest’anno. Dal 12 al 17 novembre, al Cinema La Compagnia.

Come al solito Lo Schermo dell’Arte offre un nutritissimo programma di approfondimenti sull’arte e sugli artisti contemporanei.

E in parallelo, dal 12 novembre al 1 dicembre, a Palazzo Strozzi si vede l’interessantissima mostra VISIO Moving Images After Post Internet, curata da Leonardo Bigazzi.  promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi e da Lo schermo dell’arte Film Festival.

VISIO è rivolto e dedicato agli artisti under 35 che lavorano con video e cinema. C’è stata una open call. Hanno risposto in più di 100 artisti da 35 diversi paesi. 12 sono stati selezionati. In mostra vedremo i loro lavori sulla “condizione post-internet”.

Lo Schermo dell’Arte parte alla grande. Subito infatti, alla serata di apertura, arriva una doppietta niente male: un film-istallazione del celebre artista francese Philippe Parreno

e un documentario sulla mitica fotografa Letizia Battaglia.

Si parte col botto insomma. Dopodichè il programma di Lo Schermo dell’Arte è pieno zeppo di film da vedere.

Oltre allo speciale Focus dedicato quest’anno all’artista britannico Jeremy Deller, che abbiamo visto pochi mesi fa al Museo Pecci con la mostra Wiltshire Before Christ, ci sono tanti film d’artista e documentari, molti dei quali in anteprima nazionale o mondiale; e poi progetti speciali, incontri e tavole rotonde.

Nonchè una specialissima performance. Il 15, 16 e 17 novembre gli artisti Roberto Fassone e Kasia Fudakowski “saranno” le tende del lavoro Lo scherzo dell’arte. Per un progetto speciale sull’umorismo e la comicità nell’arte contemporanea.

Si diceva della doppietta d’apertura: mercoledì 13 novembre alle 18 si parte con l’ anteprima italiana di No More Reality Whereabouts di Philippe Parreno. Si tratta di un “film di film” che riunisce brani di lavori realizzati da Parreno negli ultimi vent’anni.

Sarà una sorta di performance-film, con il pianista Mikhail Rudy che accompagnerà la visione del film con brani di molti musicisti, tra i quali John Cage, Bach, Ligeti e Scriabin.

Poi si torna con i piedi per terra in compagnia della grande Letizia Battaglia, protagonista di Shooting the Mafia, della regista inglese Kim Longinotto.

Da lì in poi il programma de Lo Schermo dell’Arte è pieno di chicche. Che esplorano il mondo dell’arte, ma anche i cambiamenti e le tematiche sociali, geopolitiche e ambientali che interessano il mondo contemporaneo.

Tra i film e documentari scelti per la dodicesima edizione de Lo Schermo dell’Arte ci sono tre anteprime mondiali:

La prima è quella del 14 novembre, alle ore 22: Romanistan (2019) di Luca Vitone racconta il suo viaggio all’incontrario lungo il tragitto di emigrazione del popolo Rom, dall’India nord occidentale all’Europa iniziato nell’VIII secolo. E per chi vuole approfondire, Vitone ha una personale al Centro Pecci fino al 2 febbraio 2020.

Poi il 15 novembre alle ore 21 arriva Welcome Palermo del duo Masbedo, realizzato l’anno scorso durante Manifesta 12.

 

Infine il 17 novembre alle ore 21 si potrà vedere Nelson-Jorit e il condominio dei diritti di Omar Rashid (2019). Il documentario segue le fasi dell’esecuzione del grande murale con il volto di Mandela realizzato nel 2018 a Firenze dallo street artist Jorit.

Altre gemme?  Ettore Spalletti, di Alessandra Galletta (2019) film dedicato al grande artista abruzzese appena scomparso.

E Beyond the Visible – Hilma Af Klint di Halina Dyrschka (2019), che racconta la storia della prima artista che ha introdotto l’astrazione nella pittura all’inizio del XX secolo. Non è stato Kandinsky, come c’è scritto su tutti i manuali! Le mostre  di Hilma Af Klimt nel mondo sono state affollatissime. Noi potremo conoscerla grazie a Lo Schermo dell’Arte il 15 novembre, alle 19.15.

Interessante infine sarà anche vedere Barbara Rubin and the Exploding NY Underground di Chuck Smith (2018). Il film racconta la storia di Barbara Rubin, artista e filmmaker in anticipo sui tempi e oggi dimenticata, che con le sue opere e le sue amicizie celebri, da Andy Warhol a Bob Dylan, da Allen Ginsberg a Salvador Dalì, ha influenzato l’evolversi dei movimenti artistici degli anni Sessanta a New York (16 novembre, alle 22.30).

Ma interessanti sono tutti i film di questa edizione de Lo Schermo dell’Arte. Quindi consultate il programma e organizzatevi: il consiglio è quello di portarsi un sacco a pelo e piantare le tende al Cinema La Compagnia per tutti i sei giorni de Lo Schermo dell’Arte.

 

Margherita Abbozzo.

 

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Peter Greenaway aprirà l’undicesima edizione de Lo Schermo dell’arte Film Festival

Peter Greenaway aprirà l’undicesima edizione de Lo Schermo dell’arte Film Festival

Sarà Peter Greenaway ad aprire l’undicesima edizione dello Schermo dell’arte Film Festival, progetto internazionale dedicato alle molteplici interazioni tra cinema e arte, che si terrà al Cinema La Compagnia di  Firenze dal 13 al 18 novembre prossimo. Oltre cinquanta gli ospiti attesi tra artisti, registi, produttori e addetti ai lavori. L’apertura ufficiale del festival sarà preceduta martedì 13 novembre alle ore 18.00 dalla inaugurazione alle Murate. Come protagoniste le opere di 12 giovani artisti residenti in Europa che lavorano con le immagini in movimento.

Per la opening night del 14 novembre il regista inglese Peter Greenaway, autore di celebri film quali I misteri del giardino di Compton House (1982), Il ventre dell’architetto (1987), Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante (1989), Nightwatching (2007) presenterà la lecture The Open Air dedicata al progetto del suo prossimo film Walking to Paris, racconto del viaggio che, tra il 1903 e il 1904, il ventisettenne Costantin Brancusi intraprese a piedi dalla Romania, suo paese natale, per raggiungere Parigi, sua città d’elezione, che lo vedrà affermarsi come massima figura del rinnovamento dell’arte del Novecento.

Il programma della opening night prosegue con due anteprime di film di artisti italiani, una scelta da parte dello Schermo dell’arte che intende sottolineare la qualità della produzione di moving images di artisti del nostro paese: 100 Piper. Breve storia del Piper di Torino (1966-1969) in 100 frammenti di Rä di Martinodedicato al leggendario Piper Club di Torino, la cui vicenda è ricostruita attraverso la riattivazione di materiali di archivio e la raccolta di memorabilia unici – fotografie, diapositive, nastri audio e locandine – provenienti da testimoni diretti di quella esperienza; e Zeus Machine del collettivo Zapruder versione cinematografica di un progetto installativo a 12 canali dedicato alla figura di Ercole, l’eroe delle leggendarie fatiche. Nel film, costruito in capitoli, ogni “fatica” è un’impresa che celebra il mito in insolite ed attuali declinazioni. I personaggi infatti sono persone comuni che, accogliendo divertite e seriamente il nesso con Ercole, nella determinazione di voler andare fino in fondo, si fanno interpreti sinceri e autentici del richiamo eroico, in continua tensione tra la vetta dell’Olimpo e la sfera terrena.

Confermando la specificità della sua programmazione tra cinema e arte, il festival riunisce circa 25 film tra lungometraggi e corti, film d’artista e documentari. Tra quest’ultimi sono le anteprime italiane di Kusama-Infinity (2018) di Heather Lenz, dedicato alla novantenne artista giapponese Yayoi Kusama, una delle figurepiù celebri della scena contemporanea, che dal 1977 vive per sua scelta nell’ospedale psichiatrico Seiwa ma dipinge quasi quotidianamente nello suo studio a Shinjuku; The End of Fear (2017) di Barbara Visserche ricostruisce, a distanza di oltre vent’anni, la vicenda dello scempio subito nel 1986 dal celebre dipintoWho is Afraid of Red, Yellow and Blue III dell’astrattista americano Barnett Newman conservato allo Stedelijk Museum di Amsterdam; Love, Cecil di Lisa Immordino Vreeland, Stati Uniti (2017), che racconta la complessa personalità e il talento del designer e fotografo di moda Cecil Beaton, ritrattista ufficiale della Regina Elisabetta, attraverso rari materiali di archivio e brani tratti dai suoi diari.
Tra i film d’artista Lo schermo dell’arte è orgoglioso di presentare il toccante Island of the Hungry Ghosts(2018) dell’artista australiana Gabrielle Brady, il cui progetto è stato sviluppato nel 2015 nell’ambito diFeature Expanded, programma di formazione del festival. Vincitore di numerosi riconoscimenti tra cui il Best Documentary Feature Award del Tribeca Film Festival 2018 e recentemente il Feature Documentary Award dell’Adelaide Film Festival 2018, il film è stato nominato nella shortlist dei premi dell’Australian Academy of Cinema and Television Arts. Girato a Christmas Island nota per il fenomeno della migrazione di milioni di granchi dalla giungla al mare, narra l’esperienza di una giovane psicologa impegnata nel dare sostegno ai migranti che lì arrivano da tutto il Medio Oriente. L’approccio delicato e la scoperta di una figura originale e fuori dagli schemi sono gli elementi del bel film Moryama-San (2017) di Ila Beka e Louise Lemoine dedicato a Yasuo Moriyama, eremita urbano di Tokyo appassionato di musica noise – la colonna sonora è di Otomo Yoshihide – che vive in modo del tutto personale gli spazi di una straordinaria casa a piccoli padiglioni disegnata dall’architetto Ryūe Nishizawa considerata un esempio dell’architettura giapponese contemporanea.

Tra i corti si segnalano tre film accomunati da atmosfere misteriose e sospese: nell’acclamato Monelle il giovane artista italiano Diego Marcon, vincitore del MAXXI Bulgari Prize 2018, illumina il buio della sala cinematografica con spari di flash che rivelano inquietanti abitanti di uno spazio fortemente connotato da un’estetica razionalista, quello della celebre Casa del Fascio di Como dell’architetto Giuseppe Terragni; inWho Was the Last To Have Seen the Horyzon? del giovane artista Driant Zeneli, che nel 2017 ha partecipato al programma di formazione VISIO dello Schermo dell’arte e che rappresenterà l’Albania alla prossima Biennale di Venezia, quattro personaggi e un cane fluttuano in un ambiente alieno, oscuro e silenzioso; mentre in Blue, presentato in anteprima, il super premiato filmmaker e artista tailandeseApichatpong Weerasethakul condensa le atmosfere surreali tipiche del suo cinema in uno scenario che allude alla condizione tra sogno e veglia.

In programma inoltre la IV edizione di Feature Expanded. Art Film Strategies, progetto di formazione diretto da Sarah Perks e Leonardo Bigazzi e sostenuto da Creative Europe/MEDIA, che porta a Firenze 12 artisti internazionali che desiderano realizzare il loro primo lungometraggio. Iniziato a Manchester a giugno 2018, Feature Expanded si conclude a Firenze durante i giorni dello Schermo dell’arte con una pitch-session nella quale gli artisti partecipanti presenteranno i propri progetti di film davanti alla giuria composta da Andrea Lissoni (Senior Curator Tate Modern), Hila Peleg (curatrice e filmmaker) e Anna Lena Vaney (Anna Lena Films). L’evento, inoltre, sarà aperto a possibili finanziatori e figure chiave dell’industria cinematografi­ca invitati per l’occasione, tra i quali: Marco Alessi (Dugong Films), Beatrice Bulgari(produttrice In Between Art Film), Rebecca De Pas (FIDLab–FIDMarseille), Marietta von Hausswolff von Baumgarten (MotherofSons). La giuria assegnerà quattro premi: Feature Expanded Distribution Award;Feature Expanded Development Award, ottod’Ame Film Award, SUB-TI Award. Inclusa nel programma del Festival anche la tavola rotonda Touching The Real. Documentary in Contemporary Art Practice che si terrà il 16 novembre alle ore 15:45 presso la Sala Luca Giordano di Palazzo Medici Riccardi, in collaborazione con In Between Art Film e Città Metropolitana di Firenze. L’incontro intende riflettere sull’utilizzo del cinema documentario da parte degli artisti contemporanei come mezzo privilegiato per indagare e raccontare il mondo che ci circonda. Saranno presenti gli artisti ospiti del programma del festival tra cui Gabrielle Brady, Phil Collins e Jumana Manna;

e la VII edizione di VISIO. European Programme on Artists’ Moving Images, curata da Leonardo Bigazzi, rivolto alle giovani generazioni di artisti che lavorano con video e cinema, che conferma il VISIO Young Talent Acquisition Prize della Seven Gravity Collection. La open call del progetto ha ricevuto 90 candidature provenienti da 32 paesi diversi tra cui sono stati selezionati i 12 artisti le cui installazioni video e i film saranno protagonisti della mostra European Identities. New Geographies in Artists’ Film and Video che inaugurerà martedì 13 novembre alle Murate. Progetti Arte Contemporanea: Tekla Aslanishvili (1988,Georgia/Germania) Vincent Ceraudo (1986, Italia, Francia/Olanda) Alice dos Reis (1995, Portogallo/Olanda) Ryan Ferko (1987, Irlanda/Canada) Riccardo Giacconi (1985, Italia) Vanessa Gravenor(1992, Canada, Stati Uniti/Germania) Margaret Haines (1984, Canada/Olanda) Alyona Larionova (1988, Russia/Regno Unito) Lukas Marxt (1983, Austria/Germania) Martina Melilli (1987, Italia) Michał Soja e Róża Duda (1994-1993, Polonia) Katja Verheul (1988, Olanda); la II edizione del progetto Moving Archive che propone film dell’archivio del festival in 9 biblioteche e istituzioni della Città metropolitana di Firenze.

Intervista di Chiara Brilli alla direttrice Silvia Lucchesi

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