Vaccini Toscana: domani Consiglio straordinario su sfiducia a assessore

Vaccini Toscana: domani Consiglio straordinario su sfiducia a assessore

Il Consiglio regionale della Toscana e’ stato convocato d’urgenza per mercoledi’ 7 aprile alle 11,30 in seduta antimeridiana e con prosecuzione pomeridiana, per una sessione di lavori tutta dedicata al tematiche relative al contrasto della pandemia da Covid-19.

All’ordine del giorno, tra gli altri punti, la mozione di non gradimento nei confronti dell’assessore alla Sanita’, Simone Bezzini, presentata dal gruppo della Lega, prima firmataria la capogruppo Elisa Montemagni. In discussione anche due proposte di delibera.

La prima, presentata dai gruppi di Fratelli d’Italia, M5s e Forza Italia, primo firmatario Francesco Torselli (FdI), e’ per chiedere l’istituzione di una Commissione regionale d’Inchiesta per la “verifica delle misure messe in atto dalla Giunta e dal Sistema sanitario regionale, degli atti e dei criteri seguiti per contrastare la pandemia da Covid-19”.

La seconda mozione, invece, proponente la capogruppo della Lega Montemagni, chiede l’istituzione di una Commissione Speciale per supporto, monitoraggio e controllo della campagna vaccinale. Poiche’ la Toscana e’ classificata in “zona rossa”, la seduta si svolgera’ in modalita’ telematica con collegamento da remoto.

I lavori della seduta potranno essere seguiti sul sito web istituzionale, sulla pagina facebook e sul canale youtube.

Nei giorni scorsi la Lega ha inoltre presentato un esposto per capire come sia possibile che siano state somministrate 234mila dosi di vaccino al personale socio-sanitario se gli operatori di tutta la Toscana, secondo dati Istat, sono meno di 73mila.
“Serve fare luce su una questione che riguarda oltre 80mila dosi di vaccino – sottolinea il consigliere Marco Curcio in una nota – che non si sa perché sono andate ad alcuni cittadini e non invece a persone veramente fragili, come ad esempio agli over-80 per i quali la
Toscana arranca nelle ultime posizioni in Italia. Se anche si trattasse di personale amministrativo, quindi non a contatto con i pazienti, si tratterebbe di assumersi la responsabilità di questa scelta che non ha messo i più fragili davanti a tutti”.

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Covid:incontro Regione-industrie anche per produrre vaccino toscano

Covid:incontro Regione-industrie anche per produrre vaccino toscano

Primo incontro fra Regione Toscana e aziende della farmaceutica per costruire una filiera idonea a produrre vaccino toscano

Le imprese di Farmindustria-Toscana, della Rete Toscana Pharma Valley e di Confindustria Toscana-Dispositivi medici hanno risposto all’appello del presidente Eugenio Giani. Obiettivo, realizzare un vaccino toscano ma altre produzioni anti-pandemiche (dagli anticorpi monoclonali ai sistemi diagnostici per rilevare il Covid, alle immunoglobuline anti Sars-CoV- 2), ma anche per consolidare la produzione di terapie e tecnologie mediche e per avviare una piattaforma logistico digitale per le scienze della vita.

Al primo tavolo di confronto hanno partecipato, oltre agli assessori Simone Bezzini (sanità) e Leonardo Marras (attività produttive), i vertici di Menarini, Kedrion, Eli Lilly, Molteni Farmaceutici, Diesse Diagnostica, Aboca, Esaote, Abiogen, Fondazione Toscana Life Sciences e Gsk Vaccines, che con il suo stabilimento di Rosia, in provincia di Siena, è già fra le dieci aziende italiane in corsa, per costruire la filiera dei vaccini, su cui sta puntando il Governo. E’ stato condiviso l’avvio di un tavolo operativo, per sostenere progetti strategici il cui coordinamento è stato affidato a Paolo Tedeschi per conto della presidenza e in collaborazione con la Fondazione Tls.

“Una risposta così significativa al mio appello mi lascia ben sperare nella possibilità di dare effettiva concretezza a una progettualità strategica e operativa nella lotta al Covid – commenta Giani -. Sono orgoglioso di quello che stiamo costruendo, insieme, per la tutela della salute pubblica. Investiremo sulla qualità delle proposte e le porteremo da subito all’attenzione del Governo e, in particolare, al tavolo avviato dal ministro dello sviluppo economico, Giorgetti, proprio su questi temi”.

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Covid:incontro Regione-industrie anche per produrre vaccino toscano

Covid:incontro Regione-industrie anche per produrre vaccino toscano

Primo incontro fra Regione Toscana e aziende della farmaceutica per costruire una filiera idonea a produrre vaccino toscano

Le imprese di Farmindustria-Toscana, della Rete Toscana Pharma Valley e di Confindustria Toscana-Dispositivi medici hanno risposto all’appello del presidente Eugenio Giani. Obiettivo, realizzare un vaccino toscano ma altre produzioni anti-pandemiche (dagli anticorpi monoclonali ai sistemi diagnostici per rilevare il Covid, alle immunoglobuline anti Sars-CoV- 2), ma anche per consolidare la produzione di terapie e tecnologie mediche e per avviare una piattaforma logistico digitale per le scienze della vita.

Al primo tavolo di confronto hanno partecipato, oltre agli assessori Simone Bezzini (sanità) e Leonardo Marras (attività produttive), i vertici di Menarini, Kedrion, Eli Lilly, Molteni Farmaceutici, Diesse Diagnostica, Aboca, Esaote, Abiogen, Fondazione Toscana Life Sciences e Gsk Vaccines, che con il suo stabilimento di Rosia, in provincia di Siena, è già fra le dieci aziende italiane in corsa, per costruire la filiera dei vaccini, su cui sta puntando il Governo. E’ stato condiviso l’avvio di un tavolo operativo, per sostenere progetti strategici il cui coordinamento è stato affidato a Paolo Tedeschi per conto della presidenza e in collaborazione con la Fondazione Tls.

“Una risposta così significativa al mio appello mi lascia ben sperare nella possibilità di dare effettiva concretezza a una progettualità strategica e operativa nella lotta al Covid – commenta Giani -. Sono orgoglioso di quello che stiamo costruendo, insieme, per la tutela della salute pubblica. Investiremo sulla qualità delle proposte e le porteremo da subito all’attenzione del Governo e, in particolare, al tavolo avviato dal ministro dello sviluppo economico, Giorgetti, proprio su questi temi”.

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Vaccini, sindaci Piana Lucca: campagna a rilento, chiediamo incontro con ass. Bezzini

Vaccini, sindaci Piana Lucca: campagna a rilento, chiediamo incontro con ass. Bezzini

I sindaci della conferenza zonale Piana di Lucca chiedono un incontro alla conferenza aziendale dei sindaci e all’assessore regionale alla Sanità Simone Bezzini per avere informazioni chiare e dettagliate sulla campagna di vaccinazione.

La richiesta è del sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini, in qualità di presidente della conferenza zonale, a nome e per conto dei sindaci di Altopascio, Capannori, Montecarlo, Pescaglia, Porcari e Villa Basilica, ha inoltrato a Giorgio Del Ghingaro, presidente della conferenza aziendale dei sindaci dell’Asl Toscana Nord Ovest e, per conoscenza, alla direttrice generale Maria Letizia Casani.

I sindaci si dicono preoccupati per quello che sta accadendo alla luce dei ritardi e delle incertezze che stanno caratterizzando la campagna vaccinale nella nostra regione. anche alla luce delle ultime notizie.

“Il piano vaccinazioni all’interno della Regione Toscana procede con un andamento nell’insieme abbastanza incerto – scrivono i sindaci in una nota -. Questo ovviamente non è senza ripercussioni sulla effettiva programmazione delle vaccinazioni per le categorie individuate preliminarmente, con il rischio di incidere poi anche sulle vaccinazioni su larga scala, che dovevano iniziare entro il mese di aprile e invece non sappiamo a quando saranno effettivamente rinviate”.

“Pur a fronte della notizia della disponibilità del vaccino monodose Johnson&Johnson per la seconda decade del mese di aprile stesso- prosegue il cominicato firmato dai sindaci della piana di Lucca- , ci risulta che ad oggi non sia ancora giunta a compimento la vaccinazione degli ultra 80enni e la vaccinazione dei cosiddetti ‘fragili’, che procede con un sistema di prenotazione alquanto complesso nelle modalità”.

“Per questo motivo – proseguono i primi cittadini – abbiamo chiesto la convocazione della conferenza aziendale dei sindaci, anche con la partecipazione dell’assessore regionale alla salute Bezzini o di un suo delegato, al fine di avere informazioni dettagliate sul piano delle vaccinazioni messo a punto dalla Regione Toscana. L’obiettivo è anche di correggere le modalità non funzionali che si sono palesate in questi mesi e fornire quindi un’adeguata e precisa informazione alla popolazione”.

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Covid. monoclonali: in Toscana 1080 dosi del farmaco salvavita

Covid. monoclonali: in Toscana 1080 dosi del farmaco salvavita

Gli anticorpi monoclonali, secondo le indicazioni dell’Aifa, saranno somministrati a pazienti attualmente in isolamento domiciliare, selezionati dalle Usca e dai medici di medicina generale che li indirizzeranno presso i centri specialistici.

Fra oggi e domani saranno consegnate alla Toscana le prime 1.080 dosi di anticorpi
monoclonali Bamlanivimab prodotti dalla Eli Lilly: la notizia è stata data oggi in una conferenza stampa dal presidente della Regione Eugenio Giani e dall’assessore alla sanità Simone Bezzini.

Secondo quanto reso noto dalla Regione, le prime 250 dosi  di monoclonali sono già arrivate, al momento sono state individuate 12 strutture specialistiche sul territorio regionale idonee a praticare il trattamento, ma con l’arrivo di altre dosi il numero dei centri sarà ampliato.

Gli anticorpi monoclonali, secondo le indicazioni dell’Aifa, saranno somministrati a pazienti attualmente in isolamento domiciliare, selezionati dalle Usca e dai medici di medicina
generale che li indirizzeranno presso i centri specialistici. “Se tutto va bene. come sono convinto che andrà bene, sarà una nuova stagione”, ha sottolineato Giani, ricordando che gli anticorpi monoclonali “da giugno li produrremo noi” grazie al lavoro svolto da Tls a Siena.”Da giugno -ah aggiunto Giani- avremo a disposizione centomila dosi di monoclonali della TLS e a qual punto ne avremo a sufficienza”

Al momento però gli unici anticorpi monoclonali in commercio sono il cocktail della Regeneron e il farmaco di Eli Lilly. Il Regen-Cov è il cocktail di anticorpi monoclonali reso celebre per essere stato usato anche dall’ex presidente Usa, Donald Trump. Prodotto dal casa farmaceutica americana Regeneron, è basato sugli anticorpi casirivimab e imdevimab.

Il primo è stato isolato in un paziente di Singapore e il secondo è stato ottenuto in laboratorio inserendo la proteina spike del coronavirus nell’organismo di un topo modificato genericamente. Secondo i risultati della ricerca sarebbe in grado di ridurre la carica virale in modo significativo e ridurre del 50 per cento il rischio di contrare l’infezione.

Questo ha aperto alla possibilità di usare questo cocktail come “vaccino passivo”, in attesa di una maggiore disponibilità dei vaccini antiCovid. I dati indicano che il farmaco può allo stesso tempo ridurre la carica virale dei soggetti infetti.

Il Bamlanivimab è l’anticorpo monoclonale autorizzato per l’uso di emergenza come trattamento per i pazienti ad alto rischio, con Covid-19 da lieve a moderato, negli Stati Uniti e in altri paesi nel mondo.

Prodotto da Eli Lilly and Company, gli studi mostrano un’efficacia del 72 per cento nel ridurre il rischio di ospedalizzazione per i pazienti con sintomatologia moderata. Bamlanivimab ed etesevimab è la combinazione di anticorpi targata Eli Lilly che gli studi indicano essere in grado di ridurre il rischio di ricovero e morte per Covid-19 del 70 per cento.

I due monoclonali sono stati testati in pazienti ad alto rischio con recente diagnosi di Covid-19. Dai risultati emerge che sono anche in grado di ridurre la carica virale e accelerare la risoluzione dei sintomi.

Anche AstraZeneca si è impegnata nello studio degli anticorpi monoclonali ed ha realizzato l’AZD7442, una combinazione a lunga durata d’azione (Long Acting AntiBody, LAAB) che imitano gli anticorpi naturali e hanno il potenziale per trattare e prevenire la progressione della malattia in pazienti potenzialmente infettati dal virus.

Potrebbe essere usato come intervento preventivo in ambienti pericolosi come comunità, ospedali, case di riposo, studentati perché il vantaggio è che ti dà anticorpi immediati.

 

Un mese fa AIFA ha reso pubblico il parere della Commissione Tecnico Scientifica (CTS) riunitasi in seduta straordinaria nelle giornate del 2, 3 e 4 febbraio 2021 sull’utilizzo degli anticorpi monoclonali.

Come indicato nel parere, adottato il 4 febbraio 2021, “la CTS, pur considerando l’immaturità dei dati e la conseguente incertezza rispetto all’entità del beneficio offerto da tali farmaci, ritiene, a maggioranza, che in via straordinaria e in considerazione della situazione di emergenza, possa essere opportuno offrire comunque un’opzione terapeutica ai soggetti non ospedalizzati che, pur avendo una malattia lieve/moderata risultano ad alto rischio di sviluppare  una forma grave di COVID-19  con conseguente aumento delle probabilità di  ospedalizzazione e/o morte. Si tratta, in particolare, di un setting a rischio per il quale attualmente non è disponibile alcun trattamento standard di provata efficacia”.

 

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