Lavori al Franchi: oggi sopralluogo di Nardella tecnici e tifosi

Lavori al Franchi: oggi sopralluogo di Nardella tecnici e tifosi

Lavori al Franchi: oggi il sopralluogo del Sindaco Nardella con gli assessori Giorgetti e Guccione e presidente commissione sport, gli uffici tecnici e i rappresentanti di alcune associazioni di tifosi. Il sindaco ha visitato l’impianto per poi fare il punto della situazione sugli interventi necessari e sul prossimo restyling.

©Controradio

Il primo cittadino ha ribadito anche nelle ultime ore la sua volontà di portare avanti un restyling importante e cmq necessario per la città a prescindere da altre possibili e future ipotesi della Fiorentina.

“Abbiamo visionato l’inizio dei avori della ditta. Oggi cominciano i lavori di manutenzione straordinaria sotto la tribuna Maratona nella parte più vicina alla Curva Fiesole. Lavori che si svilupperanno nei prossimi mesi e riguarderanno tutte quelle parti che hanno portato al cedimento anche di qualche calcinaccio. Interesseranno anche i bagni per un importo complessivo già stanziato di 2 milioni di euro. Nel frattempo contestualmente stiamo portando a termine con l’Università di Firenze la radiografia sullo stato di salute dell’impianto grazie al quale cominceranno i lavori per rimuovere le criticità stattiche”, ha dihiarato ilo Sindaco a margine del sopralluogo.

“Quando scrissi la legge sugli stadi chiarii che sarebbero servite le infrastrutture per raggiungerli come in tutti i paesi moderni. Metropolitane, tramvie, autostrade: spostare 40.000 persone non è uno scherzo. L’area di Campo di Marte è ideale perché già c’è la ferrovia, poi ci saranno anche la tramvia ed i posti auto. L’obiettivo è far vivere lo stadio sette giorni su sette, dando risposte anche ai residenti. Con un progetto del genere la Fiorentina può trovare tutte le ragioni e gli stimoli possibili per essere invogliata a continuare a giocare nella casa della Fiorentina. Perché questa è la casa viola”.

Le sue dichiarazioni alla conclusione del sopralluogo raccolte per noi da Monica Pelliccia.

©Controradio

Nel video Michele Mazzoni, direttore servizi tecnici del Comune di Firenze

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Stadio Fiorentina, Nardella: ” Commisso ha chiesto chiarimenti su margini profitto”

Stadio Fiorentina, Nardella: ” Commisso ha chiesto chiarimenti su margini profitto”

Lo ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella, durante una conferenza stampa a Palazzo Vecchio, commentando l’incontro con il presidente del club viola Rocco Commisso sul futuro dello stadio.

“Durante l’incontro di ieri la proprietà della Fiorentina ci ha fatto presente che sul Franchi
vorrebbe avere delle ulteriori informazioni su quelli che possono essere i margini di profitto per loro. Incontreremo i tecnici della Deloitte ai quali esporremo gli aspetti tecnico-economici del progetto di restyling del Franchi”. Lo ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella, durante una conferenza stampa a Palazzo Vecchio, commentando l’incontro con
il presidente del club viola Rocco Commisso sul futuro dello stadio.

Il primo cittadino ha risposto anche a chi gli chiedeva un parere sulle dichiarazioni di Commisso in relazione all’opzione Mercafir con il presidente viola che ha definito una “buffonata” quella soluzione: “Io mantengo il mio stile, quello di chi rappresenta le istituzioni – ha aggiunto Nardella -. Questo stile ci impone di non cadere nelle trappole di polemiche e provocazioni. Noi badiamo alla sostanza, facciamo gli interessi di città e cittadini”.

Il sindaco ha ricordato le cifre dell’operazione che riguarda tutto il quartiere di Campo diMarte: “Abbiamo – ha detto – preventivato un investimento eccezionale su tutta l’area, mezzo miliardo di euro, di cui i 250 milioni per la tramvia già stanziati, 40 milioni per riqualificazioni e sistemazioni urbane, circa 200 milioni per il restyling dello stadio e le opere annesse perché il decreto ministeriale non esclude la realizzazione di opere commerciali fuori dallo stadio.  Noi siamo in grado di partire col restyling grazie al fatto che al Franchi arriva la ferrovia, arriverà la tramvia con la linea Rovezzano, vi è già la viabilità e la previsione di un parcheggio nell’area ferroviaria di Campo di Marte di tremila posti ai quali si aggiungeranno altri mille posti in prossimità dello stadio. Questo investimento consentirà di attivare più di 100 posti di lavoro tra diretti e indiretti, sarà anche una spinta formidabile all’economia della città”.

“Tra gli obiettivi che ci siamo dati per il nuovo Franchi – ha concludo il primo cittadino – vi è la realizzazione, all’interno dell’impianto sportivo, del museo della Fiorentina e di quello
del calcio in costume”.

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Franchi: Incontro tra Nardella e Commisso per lo stadio

Franchi: Incontro tra Nardella e Commisso per lo stadio

Incontro, nel tardo pomeriggio di ieri, tra il sindaco della Città metropolitana di Firenze Dario Nardella e il patron della Fiorentina Rocco Commisso sulla questione stadio.

Nel faccia a faccia a Palazzo Medici Riccardi (sede della Metrocittà), come si fa sapere dall’entourage del sindaco, Nardella ha ribadito l’intenzione del Comune di Firenze di procedere con il restyling dello stadio Artemio Franchi, sul quale restano aperte possibilità di collaborazione con la Fiorentina.
Riguardo all’ipotesi di un nuovo impianto sportivo a Campi Bisenzio il sindaco ha confermato piena disponibilità a valutare, insieme al Comune di Campi e alla Regione Toscana, un Piano di fattibilità tecnico-economica. (Fonte ANSA).
Una grande sfida  di livello internazionale, all’altezza della storia  e del prestigio della città di Firenze, che richiami le migliori menti del mondo per partecipare alla realizzazione di un progetto in grado di conservare il monumento (lo stadio Franchi) ed allo stesso tempo di garantire una moderna fruizione delle partite,  ed anche un investimento sostenibile. Uno stadio green, all’avanguardia tecnologica, che non consumi suolo e rappresenti un puntO di attrazione per fiorentini ed appassionati di sport.  Dopo la lettera del MIBACT (che, dice il sindaco “ha avuto il pregio di chiarire finalmente in maniera ufficiale cosa si possa fare e cosa no dello stadio Franchi”, e dopo le parole di Commisso  (“per noi partita chiusa” aveva etto il patron della Viola) Nardella decide di fare da solo e rompendo gli indugi il 18 gennaio scorso: il nuovo stadio per la Fiorentina lo realizzerà il Comune, ristrutturando l’opera del Nervi con l’ausilio di un concorso internazionale “di altissimo livello” ed un investimenti di 400/500 milioni di euro,  che rappresenti anche un’occasione di rinascita per il quartiere di Campo di Marte. Il tutto in tempi rapidi, con la prima pietra entro il 2024, e senza costi aggiuntivi per la collettività.

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Franchi: Commisso, non metterò più soldi in stadio Firenze

Franchi: Commisso, non metterò più soldi in stadio Firenze

Franchi: così Rocco Commisso, patron della Fiorentina, intervenuto a Radio Anch’io lo sport (RadioRai) sulla vicenda stadio di Firenze. ‘A giorni la posa della prima pietra per un megacentro sportivo’.

“Dopo che il Comune di Firenze ha parlato di stadio per 15-20 anni, pensavo fosse preparato per lasciarmi fare qualcosa. Abbiamo cominciato con Campo di Marte ma, dopo tre mesi, la sovrintendenza mi ha detto che non potevo fare quello che volevo. Dopo siamo andati in una località vicino l’aeroporto e lì è stata un’altra buffonata: non erano pronti e volevano solo i soldi di Rocco per mandare avanti la zona.
Ora siamo al punto di prima, con Campo di Marte, col Franchi; la sovrintendenza mi ha detto che non potevo fare quello che volevo e io ho risposto: se è un monumento, portate i soldi voi, perché ai monumenti deve pensarci lo Stato. Rocco non metterà più soldi in questo stadio”. Così Rocco Commisso, patron della Fiorentina, intervenuto a Radio Anch’io lo sport (RadioRai) sulla vicenda stadio di Firenze.
“Voglio lasciare qualcosa – aggiunge -. La Fiorentina, dal 1926 a oggi, non ha mai avuto una proprietà. Fra pochi giorni metteremo la prima pietra per il centro sportivo, che sarà il più grande d’Italia, con i suoi 26 ettari, e costerà 85 milioni; consideriamo che la struttura non rientra nel financial fair-play. Lo dissi quando arrivai che volevo lasciare qualcosa per la Fiorentina. Ribery? Non so se è vero che voglia tornare in Germania, io non parlo oggi di futuro, perché non è giusto. A Rocco, però, non piace mandar via la gente. Per quanto riguarda i fondi nella media company, io in Lega non vado, delego Joe Barone: mesi fa a Dal Pino ho detto che bisogna mantenere l’unità fra i presidenti e che quando arrivano questi fondi di finanziamento è sempre un bene per il calcio”.
“Chiesa? E’ voluto andare via e se n’è andato, ora contribuisce ai successi della Juventus. I calciatori, con i loro procuratori, sono delle piccole imprese: è un calcio malato in un certo senso”.
“Quando sono arrivato a Firenze, la Fiorentina lottava per non retrocedere: abbiamo preso la squadra dal 16/o posto e l’abbiamo portata al 10/o posto. Nessuno in Italia ha migliorato sei posizioni. Otto partite fa eravano 17/imi, adesso siamo 11/imi. Finora siamo andati sempre avanti, spero di continuare così”, prosegue Commisso.
“Non sono qui per fare business, perché i miei affari vanno bene – aggiunge -. Quando sono arrivato c’era Montella in panchina, che aveva un contratto triennale, adesso abbiamo Prandelli, che ha voluto fare un contratto fino a giugno. Poi, si vedrà. Se qualcuno fa bene, bisogna riconoscerlo: per me la meritocrazia è importantissima. Kokorin? Ancora l’ho visto solo nei video, ma io credo in Pradè. su Vlahovic non è stato facile: c’era chi diceva che non è buono, ma Prandelli ha riconosciuto il valore del ragazzo. Vlahovic è rifiorito e tutti lo vogliono, ma io non lo cedo”.
“Riprenderei la Fiorentina oggi? Forse i tempi sono stati sbagliati: ho speso un sacco di soldi e poi è arrivato il Covid. I ricavi si sono ridotti tantissimo, ma nessuno come me vuole vincere. Se c’è lo scudetto nei miei progetti? Io non faccio promesse gratuite, non mi va di dire bugie, vediamo più avanti come va. Il mio obiettivo quest’anno è fare meglio della passata stagione, nel futuro poi… L’Atalanta ci ha messo anni per arrivare dov’è, come il Napoli e la Lazio. Il pubblico negli stadi? Sono pessimista.
Non guardo solo l’Italia, ma in Europa e negli Stati Uniti. Per quest’anno, come la vedo io, gli stadi non riapriranno. Spero per l’anno prossimo. I nostri tifosi sono molto affezionati alla squadra, sono i veri numeri 1, sono stati loro a portare la squadra fuori dal caos. Se resto in Italia? No, non scappo”.

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Franchi: Commisso, non metterò più soldi in stadio Firenze

Franchi: Commisso, non metterò più soldi in stadio Firenze

Franchi: così Rocco Commisso, patron della Fiorentina, intervenuto a Radio Anch’io lo sport (RadioRai) sulla vicenda stadio di Firenze. ‘A giorni la posa della prima pietra per un megacentro sportivo’.

“Dopo che il Comune di Firenze ha parlato di stadio per 15-20 anni, pensavo fosse preparato per lasciarmi fare qualcosa. Abbiamo cominciato con Campo di Marte ma, dopo tre mesi, la sovrintendenza mi ha detto che non potevo fare quello che volevo. Dopo siamo andati in una località vicino l’aeroporto e lì è stata un’altra buffonata: non erano pronti e volevano solo i soldi di Rocco per mandare avanti la zona.
Ora siamo al punto di prima, con Campo di Marte, col Franchi; la sovrintendenza mi ha detto che non potevo fare quello che volevo e io ho risposto: se è un monumento, portate i soldi voi, perché ai monumenti deve pensarci lo Stato. Rocco non metterà più soldi in questo stadio”. Così Rocco Commisso, patron della Fiorentina, intervenuto a Radio Anch’io lo sport (RadioRai) sulla vicenda stadio di Firenze.
“Voglio lasciare qualcosa – aggiunge -. La Fiorentina, dal 1926 a oggi, non ha mai avuto una proprietà. Fra pochi giorni metteremo la prima pietra per il centro sportivo, che sarà il più grande d’Italia, con i suoi 26 ettari, e costerà 85 milioni; consideriamo che la struttura non rientra nel financial fair-play. Lo dissi quando arrivai che volevo lasciare qualcosa per la Fiorentina. Ribery? Non so se è vero che voglia tornare in Germania, io non parlo oggi di futuro, perché non è giusto. A Rocco, però, non piace mandar via la gente. Per quanto riguarda i fondi nella media company, io in Lega non vado, delego Joe Barone: mesi fa a Dal Pino ho detto che bisogna mantenere l’unità fra i presidenti e che quando arrivano questi fondi di finanziamento è sempre un bene per il calcio”.
“Chiesa? E’ voluto andare via e se n’è andato, ora contribuisce ai successi della Juventus. I calciatori, con i loro procuratori, sono delle piccole imprese: è un calcio malato in un certo senso”.
“Quando sono arrivato a Firenze, la Fiorentina lottava per non retrocedere: abbiamo preso la squadra dal 16/o posto e l’abbiamo portata al 10/o posto. Nessuno in Italia ha migliorato sei posizioni. Otto partite fa eravano 17/imi, adesso siamo 11/imi. Finora siamo andati sempre avanti, spero di continuare così”, prosegue Commisso.
“Non sono qui per fare business, perché i miei affari vanno bene – aggiunge -. Quando sono arrivato c’era Montella in panchina, che aveva un contratto triennale, adesso abbiamo Prandelli, che ha voluto fare un contratto fino a giugno. Poi, si vedrà. Se qualcuno fa bene, bisogna riconoscerlo: per me la meritocrazia è importantissima. Kokorin? Ancora l’ho visto solo nei video, ma io credo in Pradè. su Vlahovic non è stato facile: c’era chi diceva che non è buono, ma Prandelli ha riconosciuto il valore del ragazzo. Vlahovic è rifiorito e tutti lo vogliono, ma io non lo cedo”.
“Riprenderei la Fiorentina oggi? Forse i tempi sono stati sbagliati: ho speso un sacco di soldi e poi è arrivato il Covid. I ricavi si sono ridotti tantissimo, ma nessuno come me vuole vincere. Se c’è lo scudetto nei miei progetti? Io non faccio promesse gratuite, non mi va di dire bugie, vediamo più avanti come va. Il mio obiettivo quest’anno è fare meglio della passata stagione, nel futuro poi… L’Atalanta ci ha messo anni per arrivare dov’è, come il Napoli e la Lazio. Il pubblico negli stadi? Sono pessimista.
Non guardo solo l’Italia, ma in Europa e negli Stati Uniti. Per quest’anno, come la vedo io, gli stadi non riapriranno. Spero per l’anno prossimo. I nostri tifosi sono molto affezionati alla squadra, sono i veri numeri 1, sono stati loro a portare la squadra fuori dal caos. Se resto in Italia? No, non scappo”.

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