Ripresa attività screening oncologici in Toscana

Ripresa attività screening oncologici in Toscana

Firenze, in Toscana è ripresa l’attività degli screening oncologici, mammografia, Pap test/test Hpv e ricerca del sangue occulto fecale, che era stata sospesa dal 16 marzo a causa dell’emergenza Coronavirus.

Ai cittadini che rientrano nei target a cui sono destinati gli screening, spiega la Regione in una nota, assieme all’invito è stata inviata una lettera in cui si spiega che la ripresa degli esami, con nuove modalità organizzative, in grado di garantire la massima sicurezza di utenti e operatori: maggior distanziamento tra gli appuntamenti, utilizzo di dispositivi di protezione individuali, verifica di eventuali sintomi negli utenti che si presenteranno, adeguate procedure di sanificazione degli ambienti.

La ripartenza degli screening – si spiega da Ispro che coordina le attività – sta dando priorità agli utenti il cui appuntamento era stato sospeso. Inoltre, per ridurre i ritardi generati sia dalla sospensione che dalla necessità di distanziamento fisico, gli accessi verranno aumentati, con apertura dei presidi su 6 giorni (dal lunedì al sabato) e con fasce orarie più ampie (12 ore).

“L’emergenza Covid-19 – spiega l’assessore toscano al diritto alla salute Stefania Saccardi – ha indotto i programmi regionali dei tre screening oncologici a sospendere gli appuntamenti programmati. Una scelta molto difficile, ma necessaria per salvaguardare la salute dei cittadini, e motivata dall’esigenza di ridurre gli spostamenti delle persone, il loro rischio di contagiarsi, e avere il tempo di adattare l’organizzazione alle nuove regole. Ora che, con la diminuzione dei contagi gli screening sono ripresi, invito tutti a presentarsi senza timore: gli esami si svolgeranno nella più completa sicurezza. Gli screening sono uno strumento fondamentale per la prevenzione dei tumori e dunque sono fortemente raccomandati per la salute dei cittadini. L’estensione e l’adesione ai tre programmi di screening che la Regione offre gratuitamente alla popolazione si confermano tra i migliori del panorama italiano. Una buona prevenzione consente di individuar e per tempo i tumori e intervenire tempestivamente per curarli ed eliminarli”.

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Pubblicato bando 6 milioni di euro Regione, per ricerca Covid-19

Firenze, è stato pubblicato sul Burt, il Bollettino ufficiale della Regione Toscana, il bando ricerca Covid-19, che mette a disposizione 6 milioni di euro per la promozione di progetti di ricerca mirati all’identificazione di sistemi di prevenzione, terapie e sistemi di diagnostica e analisi per combattere le infezioni da Sars-CoV-2, e altre emergenze virali che si potrebbero presentare in futuro.

Il bando pubblicato oggi era stato approvato con una delibera di giunta il 27 aprile scorso, scade il 3 luglio prossimo. Entro quella data, potranno presentare domanda: le aziende sanitarie e ospedaliero universitarie e gli enti del SSR (Ispro – Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica – e Fondazione Toscana Gabriele Monasterio), l’Ars, Agenzia regionale di sanità, e gli organismi di ricerca aventi sede legale o unità operativa sul territorio regionale.

“Nel pieno dell’emergenza epidemiologica, a fine aprile – spiega l’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi -, abbiamo voluto promuovere progetti di ricerca che potessero aiutarci a identificare sistemi di prevenzione, terapie e sistemi di diagnostica e analisi, con l’obiettivo di combattere il Covid-19, ma anche eventuali altre epidemie future. I progetti dovranno essere finalizzati a migliorare la comprensione dell’epidemia di Covid-19 e la preparazione e la risposta alle emergenze di sanità pubblica”.

Quattro le aree tematiche entro le quali dovranno muoversi i progetti di ricerca: studio e analisi di modelli organizzativi e di presa in carico; indagini epidemiologiche e studi sociologici; studi di diagnostica e virologia; approcci terapeutici e vaccini.

Il contributo regionale verrà concesso nella misura massima dell’80% del costo totale ammissibile del progetto.

Tutte le informazioni sul bando sul sito della Regione Toscana, all’indirizzo https://www.regione.toscana.it/-/bando-ricerca-covid-19-toscana

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Saccardi: l’app immuni non serve, in Toscana possiamo fare meglio

Saccardi: l’app immuni non serve, in Toscana possiamo fare meglio

Intervista con l’assessora alla Sanità e coordinatrice regionale di Italia Viva STEFANIA SACCARDI.

La app Immuni “a me non piace, dico la verità: secondo me possiamo benissimo fare il lavoro della prevenzione senza mettere sotto controllo la vita delle persone”. Lo ha detto Stefania Saccardi, assessore alla salute della Regione Toscana, intervenendo sull’emittente televisiva toscana Tele Iride. “A me – ha proseguito – l’idea che ci sia il ‘Grande Fratello’ che verifica con chi ho cenato stasera, o chi ho visto, piace pochissimo. E’ vero che il Governo ha detto che sono tutti contatti che verranno immediatamente cancellati, che non sarà mantenuto niente, però secondo me si può fare un buon lavoro anche senza mettere la vita della gente sotto controllo. Si può fare in modo mirato”. Saccardi ha spiegato che in Toscana, nel momento in cui viene identificato un caso positivo, il dipartimento di prevenzione entro sette giorni “verifica i contatti e può fare un lavoro di monitoraggio sui contatti. E nell’ordinanza che prevede il tracciamento territoriale e l’isolamento delle persone abbiamo scritto che, se la persona positiva non è disponibile ad andare in un albergo sanitario, verrà messa in quarantena tutta la famiglia”.

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Saccardi: app Immuni non mi piace”

Saccardi: app Immuni non mi piace”

Lo ha detto l’assesosre alla sanità della Regione Toscana Stefania Saccardi, “secondo me si può fare un buon lavoro anche senza mettere la vita della gente sotto controllo. Si può fare in modo mirato”

La app Immuni “a me non piace, dico la verità: secondo me possiamo benissimo fare il lavoro della prevenzione senza mettere sotto controllo la vita delle persone”. Lo ha detto Stefania Saccardi, assessore alla salute della Regione Toscana, intervenendo sull’emittente televisiva toscana Tele Iride. “A me – ha proseguito – l’idea che ci sia il ‘Grande Fratello’ che verifica con chi ho cenato stasera, o chi ho visto, piace pochissimo. E’ vero che il Governo ha detto che sono tutti contatti che verranno immediatamente cancellati, che non sarà mantenuto niente, però secondo me si può fare un buon lavoro anche senza mettere la vita della gente sotto controllo. Si può fare in modo mirato”. Saccardi ha spiegato che in Toscana, nel momento in cui viene identificato un caso positivo, il dipartimento di prevenzione entro sette giorni “verifica i contatti e può fare un lavoro di monitoraggio sui contatti. E nell’ordinanza che prevede il tracciamento territoriale e l’isolamento delle persone abbiamo scritto che, se la persona positiva non è disponibile ad andare in un albergo sanitario, verrà messa in quarantena tutta la famiglia”.

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Saccardi: app Immuni non mi piace”

Saccardi: app Immuni non mi piace”

Lo ha detto l’assesosre alla sanità della Regione Toscana Stefania Saccardi, “secondo me si può fare un buon lavoro anche senza mettere la vita della gente sotto controllo. Si può fare in modo mirato”

La app Immuni “a me non piace, dico la verità: secondo me possiamo benissimo fare il lavoro della prevenzione senza mettere sotto controllo la vita delle persone”. Lo ha detto Stefania Saccardi, assessore alla salute della Regione Toscana, intervenendo sull’emittente televisiva toscana Tele Iride. “A me – ha proseguito – l’idea che ci sia il ‘Grande Fratello’ che verifica con chi ho cenato stasera, o chi ho visto, piace pochissimo. E’ vero che il Governo ha detto che sono tutti contatti che verranno immediatamente cancellati, che non sarà mantenuto niente, però secondo me si può fare un buon lavoro anche senza mettere la vita della gente sotto controllo. Si può fare in modo mirato”. Saccardi ha spiegato che in Toscana, nel momento in cui viene identificato un caso positivo, il dipartimento di prevenzione entro sette giorni “verifica i contatti e può fare un lavoro di monitoraggio sui contatti. E nell’ordinanza che prevede il tracciamento territoriale e l’isolamento delle persone abbiamo scritto che, se la persona positiva non è disponibile ad andare in un albergo sanitario, verrà messa in quarantena tutta la famiglia”.

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