Teatri della Fondazione Teatro Toscana chiusi da oggi

Teatri della Fondazione Teatro Toscana chiusi da oggi

🔈Firenze, i teatri della Fondazione Teatro della Toscana chiuderanno da oggi fino a nuove disposizioni, mentre i musei civici e le biblioteche del Comune continueranno ad essere aperti rispettando la norma della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, nel rispetto delle prescrizioni del Decreto del Presidente del Consiglio.

Queste le principali novità annunciate dall’assessore alla cultura e presidente della Fondazione Teatro della Toscana, Tommaso Sacchi, durante una surreale conferenza stampa, dove i giornalisti sono stati fatti entrare al Teatro della Pergola scaglionati con le ‘maschere’ che controllavano il rispetto della distanza interpersonale minima di un metro, e dove due sedie su tre della platea, erano sbarrate da una X, fatta di nastro adesivo, sempre per rispettare la regola del metro.

“I musei civici – ha specificato Sacchi – resteranno aperti ad eccezione della Torre di Arnolfo, del Camminamento di ronda e gli scavi archeologici a Palazzo Vecchio, che sono spazi angusti. Sono invece sospese le visite di gruppo. Le biblioteche saranno aperte per il prestito, le sale letture applicheranno le prescrizioni del Decreto mentre gli eventi sono annullati”.

“Voglio esprimere la massima solidarietà – ha detto Sacchi – al mondo della cultura nazionale e locale che sta fronteggiando perdite molto significative, con ricadute sociali ed economiche molto forti. Il quadro è assai preoccupante, è la crisi più grave che insieme stiamo attraversando da molti anni e non sarà passeggera. Occorre trovare al più presto forme di sostegno. Da parte mia dedicherò ogni minuto per aiutare il settore culturale. Sono in contatto con il ministero dei Beni culturali per trovare incentivi e misure di supporto nuove. Penso per esempio alla possibilità di estendere l’Art Bonus a tutte le forme di cultura”.

L’assessore ha anche fornito alcuni dati a campione sul crollo della fruizione di eventi e spazi culturali. “Il museo Novecento – ha elencato – il 3 marzo 2019 registrò 425 accessi, il 3 marzo 2020 solo 17 accessi. Il museo Bardini il 2 marzo 2919 ebbe 49 accessi, lo stesso giorno di quest’anno solo 11. A Santa Maria Novella il 4 marzo del 2019 ci furono 245 ingressi (lato biglietteria comunale) e quest’anno, il 4 marzo, solo 9. La società Prg che organizza concerti pop e rock ha registrato un calo di prevendita dell’85%, il Maggio musicale un calo di botteghino tra il 30 e il 40%, l’Orchestra della Toscana un calo tra il 15 e il 30%, al teatro di Rifredi sono già stati annullati una decina di spettacoli”.

“Mi auguro – ha concluso – che vengano attivate rapide misure per alleviare questo periodo così difficile. Da parte mia posso assicurare che lavorerò giorno dopo giorno a fianco di tutti gli operatori del mondo della cultura, essenza stessa della nostra città”.

Gimmy Tranquillo ha raccolto le dichiarazioni dell’assessore Sacchi:

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Coronavirus: Firenze,chiude Pergola,stop gruppi musei civici

Coronavirus: Firenze,chiude Pergola,stop gruppi musei civici

 “Purtroppo sono costretto” ad annunciare “la chiusura del Teatro della Pergola sino alla” fine della “durata del decreto del presidenza del Consiglio dei Ministri”. Lo ha detto l’assessore alla cultura del Comune di Firenze Tommaso Sacchi dopo le ultime misure del Governo sul Coronavirus.

“Abbiamo valutato – ha spiegato Sacchi – di non poter garantire, sebbene il decreto non ci imponga la chiusura, la distanza interpersonale di almeno un metro. Ci sono troppi ambienti comuni”.
“I musei cittadini civici – ha poi spiegato – saranno aperti anche perché abbiamo registrato un forte calo dei visitatori dei musei” e quindi non ci sono problemi a far rispettare la distanza di un metro. Annullate però le visite di gruppo. Sarà così aperto Palazzo Vecchio ma prevista la chiusura della Torre di Arnolfo”.

Anche l’Accademia dei Georgofili rinvia, a data da destinarsi, tutti gli eventi e le manifestazioni organizzate in sede e fuori sede, in programma fino al 3 aprile compreso. E’ quanto si legge in una nota dell’Accademia all’indomani del Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri del 4 marzo 2020, avente per oggetto le misure per il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del virus Covid-19.
Sospese inoltre tutte le visite guidate della sede accademica, la mostra in corso su ‘I Georgofili e gli Stati Uniti d’America’ e le attività di consultazione presso la sede della biblioteca e dell’archivio dell’Accademia dei Georgofili.

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Pietro De Maria alla Pergola

Pietro De Maria alla Pergola in un recital dedicato a Beethoven nell’anno del duecentocinquantenario dalla nascita

Sabato 11 gennaio, ore 16, il pianista veneziano Pietro De Maria, che da anni riscuote il consenso del pubblico fiorentino, torna al Teatro della Pergola con un omaggio alla produzione pianistica di Beethoven. Nel copioso catalogo di composizioni dedicate alle tastiera, svetta il corpus delle trentadue Sonate, composte nell’arco di circa un trentennio, e divenute ben presto una pietra miliare della letteratura pianistica di tutti i tempi. Pietro De Maria proporrà sabato una selezione di quattro Sonate che testimoniano l’evoluzione stilistica e creativa del Maestro di Bonn dalla giovinezza alla maturità: la Sonata op. 2 n. 2, scritta da un Beethoven poco più che ventenne, la Sonata op. 78, datata 1809 ed espressamente composta per l’allieva Therese von Brunsvik, a cui è affettuosamente dedicata, e le sperimentali Sonate op. 26 e op. 27. n. 2, risalenti ai primi anni dell’Ottocento. Entrambe accomunate dalla rinuncia al primo movimento in forma-sonata (sostituito nell’op. 26 da un Andante con variazioni e nell’op. 27 n. 2 da un Adagio), le due composizioni sono passate alla storia per i loro epiteti. L’op. 26 è infatti nota come ‘Marcia funebre’ per il terzo movimento denominato dall’autore ‘Marcia funebre sulla morte di un eroe’, mentre l’op. 27 n. 2 è conosciuta universalmente per il sottotitolo, tanto romantico quanto apocrifo, di ‘Al chiaro di luna’, su cui sono stati versati fiumi d’inchiostro che ne hanno romanzato la genesi.

Al Teatro della Pergola va in scena la commedia “Ditegli sempre di sì”

Al Teatro della Pergola  va in scena la commedia  “Ditegli sempre di sì”

Da domani  fino al 5 gennaio, Roberto Andò dirige Gianfelice Imparato, Carolina Rosi e la Compagnia Luca De Filippo in “Ditegli sempre di sì”.

Si tratta di una commedia in bilico tra la pochade e un vago pirandellismo, un congegno bizzarro in cui Eduardo De Filippo si applica a variare il tema della normalità e della follia, consegnando al personaggio di Michele Murri, il protagonista, i tratti araldici della sua magistrale leggerezza.

Via via che ci si avvicina al finale, il fantasma delle apparenze assume un andamento beffardo, sino a sfiorare, nel brio del suo ambiguo e iperbolico disincanto, una forma spiazzante.

“Ditegli sempre di sì” è uno dei primi testi scritti da Eduardo De Filippo. Si tratta di un’opera vivace, colorata, il cui protagonista, Michele Murri, è un pazzo metodico, con la mania della perfezione. Una commedia molto divertente che, pur conservando le sue note farsesche, suggerisce serie riflessioni sul labile confine tra salute e malattia mentale.

Gianfelice Imparato interpreta il ruolo di Michele Murri, Carolina Rosi è sua sorella Teresa, la regia è affidata a Roberto Andò, qui alla sua prima esperienza eduardiana.

“L’intreccio è di una semplicità disarmante – afferma Andò – e si direbbe che l’autore si sia programmaticamente nascosto dietro la sua evanescenza, per dissimulare l’inquietudine e la profondità che vi stava insinuando. Come se ne avesse pudore o paura. Ecco la storia: un pazzo, erroneamente congedato come guarito dal manicomio che lo ha ospitato, torna a casa dalla sorella Teresa e inizia, lucidamente, furiosamente, a sperimentare e stravolgere gli effetti della cosiddetta normalità”.

Una scena di “Ditegli sempre di sì”, commedia diretta da Roberto Andò.

 

La prima versione della commedia risale al 1925, ed è dunque la prima volta che in un lavoro di Eduardo compare il tema della follia. Nonostante il grande successo tributatole negli anni della compagnia Scarpetta prima e nelle stagioni del Teatro Umoristico poi, come altre commedie dei “giorni pari”, “Ditegli sempre di sì”, a un certo punto, venne messa da parte. Probabilmente, per attenuare, dopo la separazione artistica dei due fratelli De Filippo, il ricordo dell’interpretazione di Peppino nei panni di Luigi Strada, lo studente pazzo di teatro. Come il Bernhard di Minetti, anche Eduardo crede infatti che il rapporto tra l’attore e la pazzia sia insito nell’arte drammatica.

“È da notare – osserva Roberto Andò – come, pur facendo molto ridere, a partire da certi anni, “Ditegli sempre di sì” sia stata sempre definita una “commedia dolorosa”. Frutto di successive elaborazioni e, per un certo tempo, nel suo derivare dalla farsa scarpettiana, lasciata aperta all’improvvisazione, Eduardo provvide a darne una versione definitiva e italianizzata in occasione della sua regia televisiva del 1962, in cui, a mio parere, rivestendo ancora una volta i panni del protagonista, si produsse – commenta – in una delle sue più grandi interpretazioni”.

In “Ditegli sempre di sì”, la pazzia di Michele Murri è vera: è stato per un anno in manicomio, e solo la fiducia di uno psichiatra ottimista gli ha permesso di ritornare alla vita normale. Michele è un pazzo tranquillo, socievole, cortese, all’apparenza un uomo normalissimo, ma in verità la sua follia è più sottile, perché consiste essenzialmente nel confondere i suoi desideri con la realtà che lo circonda: eccede in ragionevolezza, prende tutto alla lettera, ignora l’uso della metafora, puntualizza e spinge ogni cosa all’estremo.

 

“Il tema della pazzia ha sempre offerto spunti comici o farseschi, ma di solito – precisa Andò – è giocato a rovescio, con un sano che si finge pazzo. Invece, in “Ditegli sempre di sì”, il protagonista è realmente pazzo, da qui, il dolore e il senso di minaccia che pervadono l’opera. Tra porte che si aprono e si chiudono, equivoci, fraintendimenti, menzogne, illusioni, bovarismi, lo spettatore – continua – si ritrova in un clima sospeso tra la surrealtà di Achille Campanile e un Pirandello finalmente privato della sua filosofia, irresistibilmente proiettato nel pastiche”.

Tornato a casa dalla sorella Teresa, Michele si trova a fare i conti con un mondo assai diverso dagli schemi secondo i quali è stato rieducato in manicomio. Il luogo dove siamo convocati è il tipico interno piccolo-borghese di Eduardo, il salottino, che subito diviene lo specchio scheggiato della follia del protagonista, l’antro in cui la sua mente può elaborare, manipolare, distorcere i ragionamenti e i sofismi di chi gli viene a tiro, scardinandone la fragilità e la vanità.

“Sarebbe facile dire che Michele Murri ci è vicino, e affermare – continua Roberto Andò – che il suo continuo attentare alla logica, il suo modo di vigilare sullo sguardo degli altri, il suo deviare continuo dal senso delle parole e delle intenzioni, assumendone la letteralità, è un filtro che, prima o poi, ognuno di noi ha temuto o desiderato. Come sarebbe anche facile dire che Michele, come ogni pazzo che si rispetti, è un forsennato contestatore della vita e del suo senso. Alla fine – conclude – la questione è la stessa che, anni dopo, il genio di Thomas Bernhard riassumerà in una scarna e micidiale domanda: è una commedia? È una tragedia?”.

(ore 20:45; domenica ore 15:45; riposo lunedì 30 dicembre; martedì 31 dicembre ore 20:30)

Elledieffe – La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo, Fondazione Teatro della Toscana

Gianfelice Imparato, Carolina Rosi

DITEGLI SEMPRE DI SÌ

di Eduardo De Filippo

con (in ordine di apparizione) Paola Fulciniti, Massimo De Matteo, Edoardo Sorgente, Vincenzo D’Amato, Federica Altamura, Andrea Cioffi, Nicola Di Pinto, Viola Forestiero, Boris De Paola, Gianni Cannavacciuolo

scene e luci Gianni Carluccio

costumi Francesca Livia Sartori

aiuto regia Luca Bargagna

aiuto scene Sebastiana Di Gesu

aiuto costumi Pina Sorrentino

regia Roberto Andò

Durata: 1h e 35’, intervallo compreso.

 

055.0763333 –  biglietteria@teatrodellapergola.com.

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