Met Ragazzi Estate: nell’Inferno dei Kinkaleri al Fabbricone

Met Ragazzi Estate: nell’Inferno dei Kinkaleri al Fabbricone

Met Ragazzi Estate: all’interno della rassegna  da giovedì 10 a domenica 13 giugno al Teatro Fabbricone alle ore 18 debutta in prima nazionale ‘Inferno’ di Kinkaleri, un lavoro che conduce i più piccoli (è indicato per bambini dagli 8 anni in su) in un viaggio di trasformazione, dalle tenebre alla luce.

La stagione teatro ragazzi del Met continua anche in  estate nello spazio open air adiacente al Teatro Fabbricone/Fabbrichino. In questa area verde dotata di un tappeto erboso ed una bordura coltivata con piante perenni e aromatiche, la compagnia TPO organizza atelier, spettacoli e concerti all’aperto. Il pubblico di bambini e famiglie viene accolto nel foyer della Sala Fabbrichino da cui potrà accedere al prato che si estende al bordo di una ciminiera oramai inattiva ma che simbolicamente rappresenta un trait d’union tra passato e presente della storia della nostra città.

Liberamente tratto da La Divina Commedia di Dante Alighieri, Inferno dei Kinkaleri spettacolo è un affondo nell’essenza del racconto dantesco, un’avventura grandiosa in un universo indescrivibile attraverso gironi infernali e spaventose visioni, fra peccatori e demoni, evocati in scena da Daniele Bonaiuti e Marco Mazzoni.

Prodotto da KLm / Kinkaleri in collaborazione con Fondazione Teatro Metastasio, Fondazione Toscana Spettacolo onlus, ‘Inferno’ è il risultato di un articolato laboratorio che il collettivo Kinkaleri ha intrapreso per mezzo del live streaming con le scuole cittadine durante la chiusura dei teatri e delle attività ad essi connesse: un lavoro che esplora dei linguaggi della scena come fulcro di un’esperienza da condividere come un film horror, d’avventura, o un romantico melò, tra demoni fatali e angeli svelati senza tempo.

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Met Ragazzi Estate: nell’Inferno dei Kinkaleri al Fabbricone

Met Ragazzi Estate: nell’Inferno dei Kinkaleri al Fabbricone

Met Ragazzi Estate: all’interno della rassegna  da giovedì 10 a domenica 13 giugno al Teatro Fabbricone alle ore 18 debutta in prima nazionale ‘Inferno’ di Kinkaleri, un lavoro che conduce i più piccoli (è indicato per bambini dagli 8 anni in su) in un viaggio di trasformazione, dalle tenebre alla luce.

La stagione teatro ragazzi del Met continua anche in  estate nello spazio open air adiacente al Teatro Fabbricone/Fabbrichino. In questa area verde dotata di un tappeto erboso ed una bordura coltivata con piante perenni e aromatiche, la compagnia TPO organizza atelier, spettacoli e concerti all’aperto. Il pubblico di bambini e famiglie viene accolto nel foyer della Sala Fabbrichino da cui potrà accedere al prato che si estende al bordo di una ciminiera oramai inattiva ma che simbolicamente rappresenta un trait d’union tra passato e presente della storia della nostra città.

Liberamente tratto da La Divina Commedia di Dante Alighieri, Inferno dei Kinkaleri spettacolo è un affondo nell’essenza del racconto dantesco, un’avventura grandiosa in un universo indescrivibile attraverso gironi infernali e spaventose visioni, fra peccatori e demoni, evocati in scena da Daniele Bonaiuti e Marco Mazzoni.

Prodotto da KLm / Kinkaleri in collaborazione con Fondazione Teatro Metastasio, Fondazione Toscana Spettacolo onlus, ‘Inferno’ è il risultato di un articolato laboratorio che il collettivo Kinkaleri ha intrapreso per mezzo del live streaming con le scuole cittadine durante la chiusura dei teatri e delle attività ad essi connesse: un lavoro che esplora dei linguaggi della scena come fulcro di un’esperienza da condividere come un film horror, d’avventura, o un romantico melò, tra demoni fatali e angeli svelati senza tempo.

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Al via School of MET, il nuovo progetto del Teatro Metastasio

Al via School of MET, il nuovo progetto del Teatro Metastasio

Da venerdì 12 marzo School of MET, il nuovo progetto digitale del Teatro Metastasio di Prato, prenderà il via sul sito del teatro.

Sul sito del Teatro Metastasio di Prato il 12 marzo inizia School of Met. Si tratta di uno spazio di condivisione in teatro proposto alle nuove generazioni per affrontare temi spesso esclusi dai programmi scolastici ministeriali.

Ispirata alla School of Resistance di Milo Rau, una serie di incontri online proposto durante la prima chiusura dei teatri, School of MET offre un’analoga azione politica e sociale a 10 studenti di 4 scuole secondarie superiori della zona: il liceo Copernico, il liceo Livi, il liceo Cicognini e il convitto Cicognini Rodari.

Dopo l’incontro con il regista Milo Rau a settembre a Contemporanea Festival, da ottobre 2020 a gennaio 2021 i dieci studenti selezionati sono stati accompagnati dallo scrittore e giornalista Graziano Graziani in un programma che li ha visti dialogare con antropologi, giornalisti e attivisti su argomenti politico sociali per loro sensibili, scelti dopo la lettura di “Realismo capitalista” di Mark Fisher.

Tra i temi identificati ci sono la salute mentale, la discriminazione razziale e la lotta al cambiamento climatico. Su questi temi, i ragazzi hanno aperto un dialogo con l’antropologo, scrittore, saggista e poeta Matteo Meschiari, il giornalista Wlodek Goldkorn, l’insegnante, giornalista e scrittore Christian Raimo, la sociologa e ricercatrice Francesca Coin, la giornalista Annalisa Camilli, la dottoressa Marilena Umuhoza Delli, l’antropologo, docente e ricercatore Andrea Staid, la ricercatrice indipendente e giornalista freelance Sarah Gainsforth, la performer, attivista e ricercatrice Ilenia Caleo, la docente giornalista e scrittrice Veronica Raimo, il detenuto, attore e scrittore Aniello Arena, la referente per la Regione Toscana dell’associazione politico-culturale Antigone Chiara Babetto.

Oltre al blog, online da venerdì 12, School of MET ambisce a restituisce al Teatro il suo ruolo di spazio pubblico anche in questo periodo di restrizioni.

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L’imprevedibilità del prevedibile in scena a Prato con Contemporanea Festival

L’imprevedibilità del prevedibile in scena a Prato con Contemporanea Festival

Ad inaugurare le attività della nuova stagione del Teatro Metastasio di Prato, dal 18 al 27 settembre, sarà CONTEMPORANEA FESTIVAL_20, un progetto aggregatore di un’idea di cultura in continuo movimento che raccoglie percorsi artistici nazionali e internazionali provenienti da diverse discipline, dove la trasversalità dei linguaggi caratterizza marcatamente la ricerca compositiva e la metodologia della visione.

La rassegna s’inserisce in un quadro imprevedibile, come la realtà che stiamo attraversando: lo stato delle cose ha imposto uno sforzo di immaginazione straordinario, a partire da una nuova progettazione degli spazi teatrali, capace di accogliere gli spettatori in un nuovo paradigma spaziale, che implica una diversa modalità di fruizione e di comunicazione. In questo quadro, fondamentale è stata l’attenzione rivolta alla capacità di riscrivere, produrre e reinventare il processo creativo da parte di tante artiste e artisti, a cui abbiamo affidato il compito di interpretare lo spazio della scena condizionato dai nuovi codici. Ancora una volta ci siamo affidati alla loro visione poetica e politica del nostro mondo, alla loro connaturata essenza di continuare a svolgere quella funzione di sguardo imprevedibile.

Tanti gli spettacoli, le performance e le produzioni site specific in programma – saranno in scena 21 compagnie nazionali e internazionali per 33 repliche e saranno ospitati più di 80 artisti.

Dall’estero arrivano un’incessante interrogazione sui perché della violenza, sul significato del tragico oggi e sulla banalità del male dello svizzero Milo Rau/IIPM (18 e 19 settembre), una performance in metamorfosi dove corpo e tessuto si fondono in un dipinto in movimento della danzatrice italo giapponese Masako Matsushita (19 settembre), una riflessione su verità e finzione dei catalani Agrupacion Senor Serrano (20 settembre), un nuovo progetto immersivo degli svizzeri Trickster_p che fa tracciare allo spettatore un percorso unico e personale all’interno di connessioni tra tempo, spazio, sogno e memoria (25 settembre), un monologo sotto forma di conferenza del drammaturgo e regista uruguaiano Sergio Blanco che riflette sulla morte e la mette in mostra esorcizzandola poeticamente (26 settembre), e un lavoro sul suono di Laura Simi, danzatrice e coreografa italo francese (27 settembre).

Un focus sulla coreografia italiana si accende con i lavori di Alessandro Sciaronni (27 settembre), Davide Valrosso (18 settembre), Olimpia Fortuni (19 settembre), Claudia Caldarano (20 settembre), Elisabetta Consonni (20 settembre), Greta Francolini (24 settembre), Giorgia Ohanesian Nardin (24 settembre), Luna Cenere (25 settembre), Industria Indipendente (25 settembre), Marco Chevenier (26 settembre).

 Inoltre vanno in scena due spettacoli del poetico repertorio del Teatro delle Ariette (18, 19, 20 settembre e 21, 22 settembre), l’ultima creazione sulla duplicità del tempo della Compagnia TPO (18, 19, 20 settembre), e i debutti in prima assoluta di una nuova conferenza/lezione di Massimiliano Civica (25 e 26 settembre), e di un solo di Kinkaleri che prosegue la loro ricerca sul corpo esposto alla visione, trionfante nella sua fragilità (24 settembre), e di un’introspettiva analisi di Vico Quarto Mazzini che scava nelle ragioni dell’invidia nel mondo contemporaneo (25 settembre).

Ancora, CONTEMPORANEA FESTIVAL_20 accoglie sabato19 un incontro con il regista Milo Rau (in collegamento da Gent) e la dramaturg Eva-Maria Bertschy, moderato da Lorenzo Marsili (filosofo, attivista, cofondatore di European Alternatives) sulle esperienze di Art of Resistance, definizione data dal regista alla relazione fra arte e attivismo caratteristica delle produzioni della compagnia IIPM. L’incontro da l’avvio a progetto rivolto a un gruppo di studenti pratesi, ispirato alla School of Resistance di Milo Rau: il festival ospita il primo laboratorio, condotto da Elisa Calosi (IIPM) e il critico Graziano Graziani, di un percorso di riflessione su temi sociali e politici mediato dai contesti artistici, che si svilupperà durante tutta la stagione.

Vengono inoltre attivati 2 laboratori formativi per professionisti e non, il primo sulla voce curato da Monica Demuru, il secondo sulla video-drammaturgia seguito dalla Agrupacion Senor Serrano.

Infine è prevista la presentazione del N. 0 de “La Falena”, una rivista di Critica Teatrale in versione cartacea e online che il Teatro Metastasio pubblicherà con la complicità di giovani critici tentando di coniugare riflessione estetica, attenzione alle politiche del nostro “sistema spettacolo” e sensibilità all’apertura del teatro alla società contemporanea.

Per tutta la durata del festival sarà attivo il Contemporanea Bistrot presso il Giardino Buonamici, in collaborazione con Fonderia Cultart a cura di Atipico.

Tutto il programma e le info su www.metastasio.it

CHIARA BRILLI HA INTERVISTATO IL DIRETTORE ARTISTICO, EDOARDO DONATINI

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Da domani al 22 dicembre al teatro Magnolfi di Prato “La piazza”

Da domani al 22 dicembre al teatro Magnolfi  di Prato “La piazza”

La regista esordiente, vincitrice del progetto “Davanti al pubblico 2019” Fiammetta Perugi mette in scena “La piazza”, una commedia scritta a quattro mani con Marco Bartolini. La storia di alcuni bottegai che si trovano ad affrontare la moderna evoluzione del commercio permette di riflettere sulla crisi economica, che ha fatto fallire molti piccoli esercizi, e sulla paura di rimanere soli.

Ecco la trama nel dettaglio:

Nel ridente paesino di Borgo Abbatuffoli quattro bottegai superstiti si trovano ad affrontare la moderna evoluzione del commercio, fra la gemmazione continua di grandi supermercati e centri commerciali e la subdola concorrenza dell’e-commerce.

Nanni, il macellaio del paese, una mattina si sveglia e invece di aprire la bottega comunica alla piazza la notizia della sua imminente chiusura. La macelleria sarà il secondo negozio a chiudere nel giro di un mese, rendendo sempre più Borgo Abbatuffoli un paese fantasma.

Graziano, proprietario della libreria, terrorizzato all’idea di essere il prossimo, inizierà a tessere una rete di bugie per convincere Nanni a rimanere… una rete nella quale rimarrà egli stesso intrappolato.

Note di Regia

Da una parte la crisi economica che ha messo in ginocchio molti piccoli esercizi, dall’altra la paura di rimanere soli. E se fossero la conseguenza l’una dell’altra?

La desertificazione delle piazze lascia un vuoto dentro che talvolta non riusciamo a identificare o nominare: con essa arriva la paura di perdere il proprio passato e l’incapacità di comunicare questo dolore. Così i protagonisti, specchio di questo momento storico, non riescono a parlarsi e a dire quello che davvero pensano, ed è solo quando la crisi li spinge al punto di rottura che, finalmente, agiscono.

La produzione di questo spettacolo è frutto del progetto triennale di avviamento al lavoro destinato a giovani registi neodiplomati nel contesto di “Davanti al pubblico”, un’iniziativa intrapresa dal Teatro Metastasio nel 2018.  Verrà poi presentato nei teatri del circuito della Fondazione Toscana Spettacolo onlus.

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