Appello Anni Ottanta, Nardella e Sacchi: “Disponibili a un incontro per verificare proposte e progetti”

Appello Anni Ottanta, Nardella e Sacchi: “Disponibili a un incontro per verificare proposte e progetti”

“Accolgo con piacere l’invito dei tanti firmatari dell’appello a ricordare, valorizzare e far rivivere lo spirito degli anni Ottanta fiorentini e sono disponibile ad un incontro per verificare proposte e progetti”. Questa la risposta del sindaco Dario Nardella alla lettera/appello promossa nei giorni scorsi da un gruppo di intellettuali, giornalisti, attivisti, operatori culturali e artisti fiorentini.

“Come ho avuto modo di affermare più volte, per me Firenze è qui e ora, con lo sguardo rivolto al futuro e non amo le azioni squisitamente nostalgiche. Ma qui non si tratta di nostalgia ma di una giusta sottolineatura di ciò che è stato e di ciò che ha rappresentato un periodo così determinante per l’identità della nostra città”.

“Questa terribile pandemia – aggiunge l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi – che ci ha portato via tanti cari ha insegnato, tra l’altro, che l’essenza delle nostre città non può basarsi su basi fragili quali un turismo mordi e fuggi che vive un’esperienza fugace e distorta senza capirne davvero il senso più profondo, senza una vera consapevolezza della città e delle sue storie. Ritengo che l’anima di una città risieda piuttosto nelle sue radici e nei cambiamenti nel tempo: come un corpo vivo che si plasma adattandosi alle situazioni, quindi, anche Firenze ha negli anni Ottanta un pezzo della sua veste attuale. Oserei dire che se Firenze non avesse attraversato, vissuto e alimentato quel fermento straordinario oggi non ci sarebbe questa spinta, questo coraggio nelle proposte di arte contemporanea e di cultura diffusa di cui mi sento parte attiva e promotore. Per questo anche io sono fin da subito disponibile a un incontro con i promotori”.

“Non ho l’età per aver frequentato quei locali, quei club, quei concerti e per aver vissuto tutta quell’effervescenza della new wave fiorentina di cui ben scrivete nella vostra lettera – continua il sindaco -. Ma ho avuto la fortuna di parlare negli anni con alcuni di voi e di altri ho letto, ho ascoltato, ho apprezzato. Nelle vostre parole sento tutta la passione, la tenacia delle idee, la creatività, la voglia e il gusto di sperimentare il nuovo e di essere consapevoli di scrivere un pezzo della storia”.

“L’Italia, Firenze, uscivano dall’alluvione, dagli anni di piombo. La città aveva voglia di nuova vita, di una inversione – conclude il sindaco -. Durò alcuni, intensissimi anni . Nel 1993 il risveglio drammatico con la bomba ai Georgofili. Lentamente tutto si diradò fino a disperdersi. Ma ritengo che i semi gettati allora siano ancora vivi e abbiano portato frutti. Non sarebbe giusto non coglierli”.

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Bando per gli allestimenti artistici ‘piazza coperta’ San Donato

Bando per gli allestimenti artistici ‘piazza coperta’ San Donato

🔈Firenze, al via il bando per gli allestimenti artistici dei pilastri nella ‘piazza coperta del Centro culturale nel complesso San Donato. Ripartono infatti i lavori per la realizzazione del nuovo Centro culturale di Novoli dopo lo stop imposto dall’emergenza Covid19.

L’intervento è realizzato a carico dell’Immobiliare Novoli a scomputo degli oneri di urbanizzazione previsti dal piano di recupero dell’area ex Fiat. Nell’ambito dell’intervento è in pubblicazione un bando per la selezione di ‘allestimenti artistici’ per i sei pilastri del salone principale.

“Una nuova Piazza al chiuso è in corso di realizzazione all’interno del complesso di San Donato, e il bando per allestimenti artistici pubblicato oggi per questo futuro nuovo luogo di incontro  – ha detto l’assessore all’Urbanistica Cecilia Del Re – si inserisce nel ridisegno complessivo di questa parte di città, che prevede l’atteso recupero della ex centrale Fiat con vocazione pubblica, ma anche una piazza verde di quartiere, una pista ciclabile per collegare via di Novoli e viale Guidoni e nuovi parcheggi pubblici di superficie nell’area ovest, oltre al completamento del parco. Dopo il concorso per la progettazione della ex centrale Fiat, abbiamo voluto che artisti e designer contribuissero anche a immaginare tutto ciò che può essere fonte di ispirazione in questo nuovo spazio di aggregazione che al termine dei lavori potrà essere fruito da tutti”.

“Questo concorso – dichiara l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi – aggiungerà un pezzo di bellezza in un nuovo luogo di socialità. Firenze ha sempre spalancato le porte ai giovani artisti e la speranza è che proprio tanti giovani partecipino a questa iniziativa”.

La scelta delle proposte artistiche è intesa come occasione di partecipazione della collettività alla realizzazione del nuovo Centro culturale, in abbinamento alla volontà dell’Amministrazione di collocare nel Centro culturale significative testimonianze della contemporaneità. I criteri premianti saranno l’originalità, la fattibilità e la contestualizzazione. In particolare, la proposta dovrà essere preferibilmente ideata per un solo pilastro; fattibile nei tempi e nei costi; stabile e sicura. Il progetto dovrà inoltre connotarsi come ‘site specific’ e dunque essere ideato e pensato in relazione allo spazio di riferimento (salone pilastrato a triplo volume), avendo la massima attenzione a mantenere un inserimento equilibrato nel contesto, rappresentato da uno spazio pubblico aperto a tutti e parte di un’architettura moderna in una città patrimonio Unesco.

L’importo complessivo a disposizione per i premi è di 39mila euro, con un riconoscimento di 6.500 euro per ciascuna idea selezionata. La scadenza per presentare le proposte è fissata al 31 luglio 2020. La commissione giudicatrice sarà composta da tre professionalità: una personalità attiva a Firenze nel settore dell’arte contemporanea, un architetto espressione dell’ufficio di Direzione lavori e un esperto espressione del Comune di Firenze. Il titolare della selezione è la ditta AR.CO. lavori titolare del contratto di appalto.

Gimmy Tranquillo ha intervistato l’assessora all’Urbanistica Cecilia Del Re:

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Museo Novecento, presentato programma avvenimenti estivi

Museo Novecento, presentato programma avvenimenti estivi

🔈Firenze, con 100\900 inizia l’estate del Museo Novecento con reading teatrali, concerti, lecture: un programma intenso di eventi serali gratuiti aperti al pubblico, nel rispetto delle norme di sicurezza e il distanziamento fisico.

Questo del Museo Novecento è un progetto di grande valore culturale e simbolico, una vera e propria rinascita dopo i mesi di chiusura dei musei e lo stop alle rappresentazioni teatrali e musicali.

Il Museo Novecento, unico esempio in Italia in questo periodo, si trasforma questa estate, in uno spazio teatrale corale per ospitare fino a cento posti seduti, distribuiti tra il chiostro ed il loggiato rinascimentale, luoghi suggestivi e con un’ottima acustica.

Si parte giovedì 2 luglio, con il ciclo Reading Pratolini, progetto teatrale dedicato al grande scrittore toscano, mentre venerdì 3 luglio prende il via la rassegna di concerti Piano Novecento.

Nelle settimane seguenti, saranno protagoniste nel chiostro del museo anche le opere dei grandi artisti del Novecento con Made in Italy, lezioni-racconto tenute dal direttore del museo, Sergio Risaliti. Gli eventi – tutti con inizio alle 21 – proseguiranno fino ai primi di ottobre quando il programma si concluderà fuori dagli spazi canonici del museo con una grande performance pubblica e teatrale in Piazza Santa Maria Novella.

“Siamo estremamente felici e orgogliosi di aprire al teatro e alla musica classica il nostro bellissimo museo, che si dimostra interdisciplinare e versatile, anche nell’uso degli spazi – ha dichiarato il direttore artistico del Museo Novecento, Sergio Risaliti – Vogliamo offrire ai nostri visitatori un programma estivo vasto, che faccia riscoprire, ad esempio, la storia della città di Firenze attraverso le pagine di Vasco Pratolini, per ricordarci di quanto erano ‘belli’, anche se ‘poveri’, molti ragazzi fiorentini che vivevano i quartieri popolari, pieni di dubbi e di speranze, uniti da un forte senso di solidarietà, da istinti e sentimenti antichi. Motivo di orgoglio è la collaborazione con la Fondazione del Teatro della Toscana e con la compagnia ‘iNuovi’. Non c’è soddisfazione artistica e scientifica più grande che vedere giovani attori cimentarsi con i testi di un grandissimo autore del Novecento come Pratolini, ascoltare dalle loro voci i piccoli e grandi eventi di una Firenze che è cambiata enormemente nel giro di un secolo appena, sia nei luoghi che negli animi, sia antropologicamente che urbanisticamente”.

Gimmy Tranquillo ha intervistato il Direttore del Museo 900, Sergio Risaliti:

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Firenze, dal 13 luglio riaprono tutte le biblioteche comunali

Firenze, dal 13 luglio riaprono tutte le biblioteche comunali

Tornano fruibili tutte le biblioteche comunali fiorentine: dal 13 luglio riapriranno con orario completo e con la possibilità di studiare e leggere nelle sale lettura e di scegliere i libri a scaffale aperto, rispettando però le prescrizioni anti contagio.

Le biblioteche attualmente aperte, spiega Palazzo Vecchio, sono cinque (Oblate, Luzi, Villa Bandini, Bibliotecanova, Buonarroti), con orario ridotto e servizio di prestito su prenotazioni. Dal 13 luglio si prevede, invece, la riapertura anche delle altre biblioteche fiorentine, Palagio di Parte Guelfa, Thouar, De André, Pieraccioni, Galluzzo, Orticoltura, con orario completo. Riaprono inoltre le sale di lettura con possibilità di accedere liberamente agli scaffali.

I libri che rientrano dal prestito continueranno ad essere posti in ‘quarantena’, cioè in uno spazio riservato per sette giorni per garantirne la sanificazione, mentre i libri consultati o letti in sede non verranno messi in quarantena poiché il loro utilizzo potrà avvenire solo con i dovuti dispositivi individuali di protezione. La ripresa delle attività collettive come incontri, seminari, convegni e presentazioni di libri, si spiega, è prevista da settembre. Per quanto riguarda i bibliotecari, con le nuove riaperture sarà riattivato il contratto dei lavoratori in appalto che sarà allungato fino a ottobre per recuperare le settimane di sospensione dei servizi bibliotecari.

“Da quel momento in poi si potrà fare una proroga di sei mesi – ha spiegato l’assessore alla cultura Tommaso Sacchi – quindi arriviamo al mese di marzo, e dopo si agirà come prima della pandemia, rispettando le scadenze di questo tipo di servizio in appalto. Gli uffici tecnici stanno lavorando per lo studio delle gare, stanno lavorando per garantire una continuità che permetterà di non interrompere nemmeno per un giorno il servizio bibliotecario”

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Firenze riapre il Museo della Casa di Dante, in versione digitale

Firenze riapre il Museo della Casa di Dante, in versione digitale

Il museo Casa di Dante riapre in versione digitale. Al taglio del nastro Eugenio Giani con Cristina Giachi, vicesindaco di Firenze e Tommaso Sacchi assessore alla cultura. Per la giornata di oggi l’ingresso è libero, dalle 12 alle 18.

Nel giorno del suo patrono, San Giovanni, Firenze, dopo quattro mesi riapre il Museo della Casa di Dante, in una veste tecnologica. Una riapertura che è stata rimandata a causa dell’emergenza coronavirus, ma che adesso è divenuta realtà.

La Casa di Dante è un museo storico suddiviso in tre piani che raccontano attraverso documenti e reperti la vita e le opere del Sommo Poeta. Si trova nel cuore della Firenze medievale, proprio dove, sulla scorta di una certezza documentaria, sorgevano le case degli Alighieri.

Nel nuovo allestimento del Museo della Casa di Dante, ogni spazio coincide con un momento essenziale della storia del Sommo Poeta, Dante Alighieri. Ogni sala è la tappa di un percorso che unisce attraverso legami narrativi gli aspetti privati e pubblici, familiari, letterari e politici che hanno intessuto la vita del poeta. Accolti da un Dante virtuale disegnato da un illustratore, i visitatori accedono così al Museo.

Al secondo piano, la sala dedicata alla Divina Commedia. Una proiezione video illustrerà il viaggio compiuto da Dante: il libro sembrerà sfogliarsi da solo mentre scorrono le immagini accompagnate da alcuni versi della Commedia letti dall’attore Francesco Pannofino.

“Questo riallestimento della ‘sua casa’ è la migliore delle maniere per tenere viva la memoria e la grande opera di Dante – ha affermato Eugenio Giani -. È un luogo che ci deve stimolare a riflessioni sulla figura di uno dei personaggi più importanti della storia della letteratura e da oggi lo fa grazie alla più innovative tecnologie che abbiamo a disposizione. Del resto Dante, fiorentino e toscano, rappresenta l’unità del Paese attraverso una unica lingua e ora più che mai c’è bisogno di un senso di unione e condivisione. Dante e la cultura sono un mezzo perché questo sentimento emerga nella giusta maniera”.

 

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