Batterio New Delhi: da mercoledì 11 il monitoraggio sarà pubblicato sul sito dell’Ars

Batterio New Delhi: da mercoledì 11 il monitoraggio sarà pubblicato sul sito dell’Ars

Da mercoledì 11 settembre sul sito dell’Ars verranno pubblicati aggiornamenti settimanali sulla presenza del batterio New Delhi negli ospedali della Regione.  Da lunedì 16 invece verranno accellerati i tempi del quick test. Queste sono le decisioni emerse dall’incontro in assessorato. Le misure sono state elaborate per rispondere meglio al bisogno di fornire una corretta comunicazione del fenomeno.

Dunque, da mercoledì 11 settembre, sul sito dell’Agenzia Regionale di Sanità verrà pubblicato settimanalmente il monitoraggio sulla presenza del batterio New Delhi. Anche i dati sull’isolamento del batterio nel sangue dei pazienti, il numero di test di screening positivi, la percentuale di decessi nei pazienti in cui è stato isolato il batterio saranno resi pubblici. L’aumento del numero di test microbiologici dovuto alle misure di sorveglianza ha reso necessario accellerare i tempi del test molecolare. Questo test, dal 16 settembre, garantirà tempi più brevi per la risposta, circa 2-6 ore, invece che dei tradizionali 2 giorni.

Le misure non saranno attuate solo nelle aziende sanitarie pubbliche, ma anche nelle case di cura private così come concordato con Aiop, Associazione italiana ospedalità privata. L’incontro ribadisce che tutte gli ospedali della Regione si impegneranno ad attuare queste decisioni unite alle misure previste dal decreto del 26 luglio. Tra le quali l’attenzione all’igiene delle mani grazie all’utilizzo di gel idroalcolico e salviette, mascherine e guanti.

Il vicepresidente del gruppo Forza Italia alla Camera Stefano Mugnai ha presentato un’interrogazione urgente al ministro Roberto Speranza sulla questione. “Il ministro della Salute chiarisca celermente quale sia lo stato di diffusione del batterio e quali misure intende mettere in atto per contenere il rischio infettivo a partire della Toscana”, afferma Mugnai.

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Vendemmia 2019: produzione giù nell’empolese. Cresce Vernaccia San Gimignano

Vendemmia 2019: produzione giù nell’empolese. Cresce Vernaccia San Gimignano

L’empolese sta registrando una diminuzione della produzione del 50% a causa delle grandinate delle scorse settimane, così fa sapere Confcooperative Toscana. In altre parti della Toscana, come per la Vernaccia di San Gimignano, si preannuncia invece una crescita della produzione.

Le previsioni per l’area dell’empolese valdelsa non sono buone. Molte aziende infatti hanno perso la metà delle uve e prevedono una raccolta inferiore rispetto alla vendemmia 2018. Dalla nota di Confcooperative Toscana si legge che, se la raccolta delle uve a maturazione precoce come quelle dei vitigni Pinot è già iniziata, la vendemmia è stata rimandata a causa del ritardo nella maturazione delle uve, dal sangiovese al Cabernet Sauvignon e al Merlot.
La settimana più impegnativa per la raccolta dovrebbe essere quella del 23 settembre, secondo Fedagri Confcooperative Toscana. “Con il freddo e le piogge che quest’anno abbiamo avuto ad aprile e maggio la fioritura e poi la maturazione hanno subito un ritardo. Questo rinvio della raccolta preoccupa i viticoltori il cui lavoro in queste settimane è strettamente dipendente dall’andamento meteo. Possiamo osservare comunque che le uve che si sono salvate dalle grandinate si presentano in buona salute. Non sono state danneggiate da parassiti o da muffe”, così spiega Ritano Baragli, vicepresidente Fedagri Confcooperative Toscana e presidente della Cantina Sociale Colli Fiorentini.
Invece, per la Vernaccia di San Gimignano, la cui raccolta si prevede per la metà di settembre, si stima una produzione di vino superiore di circa il 5%, in linea con il resto della Toscana. “Le aspettative sono tante”, dichiara Irina Strozzi, presidente del Consorzio. “La vendemmia 2019 si preannuncia molto buona sia dal punto di vista qualitativo che da quello quantitativo, fattore determinante per mantenere l’equilibrio di mercato, stabile per la Vernaccia di San Gimignano nel corso degli ultimi mesi, mentre le altre denominazioni hanno subito flessioni più o meno significative”, conclude Strozzi.

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Scambio di opere Uffizi-Accademia

Scambio di opere Uffizi-Accademia

Due trittici di Pacino di Bonaguida ed uno di Jacopo del Casentino entrano a far parte della collezione di pittura medievale della Galleria dell’Accademia. Il passaggio di opere, fino a ieri esposte agli Uffizi di Firenze, è stato disposto in base alla recente riforma dell’ex ministro Alberto Bonisoli.

Il passaggio agli Uffizi del ‘Cristo Crocifisso’ del Maestro del crocifisso Corsi è stato  invece disposto dalla Galleria dell’Accademia. L’opera è stata collocata insieme alle maestà di Giotto, Cimabue e Duccio di Buoninsegna. Lo scambio incrociato di opere è stato effettuato questa mattina: i trittici sacri sono da questo pomeriggio esposti all’Accademia accanto ad altri capolavori di Pacino di Bonaguida.
Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, ha commentato come “troppo spesso la Galleria dell’Accademia viene percepita solo come il museo dove c’è il David di Michelangelo, ma è anche un repertorio ricchissimo e un autentico manuale della pittura fiorentina del Medioevo. Grazie al trasferimento dei tre trittici portatili questa collezione – continua – viene valorizzata ancora di più. Portiamo quindi avanti la stessa strategia di decentramento intelligente che abbiamo adoperato con successo per Palazzo Pitti, e che intendiamo estendere anche al museo di San Marco, uno dei più importanti luoghi di cultura al mondo”.

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Scambio di opere Uffizi-Accademia

Scambio di opere Uffizi-Accademia

Due trittici di Pacino di Bonaguida ed uno di Jacopo del Casentino entrano a far parte della collezione di pittura medievale della Galleria dell’Accademia. Il passaggio di opere, fino a ieri esposte agli Uffizi di Firenze, è stato disposto in base alla recente riforma dell’ex ministro Alberto Bonisoli.

Il passaggio agli Uffizi del ‘Cristo Crocifisso’ del Maestro del crocifisso Corsi è stato  invece disposto dalla Galleria dell’Accademia. L’opera è stata collocata insieme alle maestà di Giotto, Cimabue e Duccio di Buoninsegna. Lo scambio incrociato di opere è stato effettuato questa mattina: i trittici sacri sono da questo pomeriggio esposti all’Accademia accanto ad altri capolavori di Pacino di Bonaguida.
Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, ha commentato come “troppo spesso la Galleria dell’Accademia viene percepita solo come il museo dove c’è il David di Michelangelo, ma è anche un repertorio ricchissimo e un autentico manuale della pittura fiorentina del Medioevo. Grazie al trasferimento dei tre trittici portatili questa collezione – continua – viene valorizzata ancora di più. Portiamo quindi avanti la stessa strategia di decentramento intelligente che abbiamo adoperato con successo per Palazzo Pitti, e che intendiamo estendere anche al museo di San Marco, uno dei più importanti luoghi di cultura al mondo”.

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Due trittici di Pacino di Bonaguida ed uno di Jacopo del Casentino entrano a far parte della collezione di pittura medievale della Galleria dell’Accademia. Il passaggio di opere, fino a ieri esposte agli Uffizi di Firenze, è stato disposto in base alla recente riforma dell’ex ministro Alberto Bonisoli.

Il passaggio agli Uffizi del ‘Cristo Crocifisso’ del Maestro del crocifisso Corsi è stato  invece disposto dalla Galleria dell’Accademia. L’opera è stata collocata insieme alle maestà di Giotto, Cimabue e Duccio di Buoninsegna. Lo scambio incrociato di opere è stato effettuato questa mattina: i trittici sacri sono da questo pomeriggio esposti all’Accademia accanto ad altri capolavori di Pacino di Bonaguida.
Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi, ha commentato come “troppo spesso la Galleria dell’Accademia viene percepita solo come il museo dove c’è il David di Michelangelo, ma è anche un repertorio ricchissimo e un autentico manuale della pittura fiorentina del Medioevo. Grazie al trasferimento dei tre trittici portatili questa collezione – continua – viene valorizzata ancora di più. Portiamo quindi avanti la stessa strategia di decentramento intelligente che abbiamo adoperato con successo per Palazzo Pitti, e che intendiamo estendere anche al museo di San Marco, uno dei più importanti luoghi di cultura al mondo”.

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