Protesi seno, diagnosticato tumore a paziente in Toscana

Protesi seno,  diagnosticato tumore a paziente in Toscana

E’ quanto rende noto la Regione Toscana spiegando che la scoperta è stata fatta grazie al piano regionale di intervento per la ‘Sorveglianza del rischio di insorgenza del linfoma anaplastico a grandi cellule in associazione con impianti protesici mammari

Protesi al seno, diagnosticata precocemente una rara forma tumorale in una paziente. E’ quanto rende noto la Regione Toscana spiegando che la scoperta è stata fatta grazie al piano regionale di intervento per la ‘Sorveglianza del rischio di insorgenza del linfoma anaplastico a grandi cellule in associazione con impianti protesici mammari (Bia- Aclc)’, definito nel 2018, dopo che la multinazionale Allergan aveva sospeso in tutta l’Ue la vendita di alcuni tipi di protesi al seno, per un possibile legame con l’insorgenza di un tumore raro. Dopo la presa in carico da parte di un centro senologico del Ssr (Ispro, Istituto per lo studio la prevenzione e la rete oncologica) per la comparsa di un quadro clinico sospetto, la paziente, si spiega, “è stata sottoposta in tempi strettissimi, agli accertamenti previsti, tra cui anche l’esame citologico. Il primo completamento diagnostico, all’Aou Le Scotte di Siena individuata come struttura di riferimento per questo percorso, è stato possibile entro una settimana, con una successiva fase di ulteriore approfondimento in meno di dieci giorni”.

— Tutto grazie, prosegue la Regione, ad “una sinergia tra centri altamente specializzati del Ssr e che ha permesso alla paziente di essere indirizzata alle successive fasi di diagnosi e terapia all’Aou Careggi”. “Si tratta – spiega ancora la Regione – di uno dei primi e più significativi risultati ottenuti dal piano straordinario regionale, che si aggiunge agli altri casi precocemente intercettati dal sistema di rete, ma per i quali le indagini diagnostiche non hanno confermato il sospetto clinico”.

L'articolo Protesi seno, diagnosticato tumore a paziente in Toscana proviene da www.controradio.it.

Pd Firenze: “Individuare fase nuova, una strada unitaria”

Pd Firenze: “Individuare fase nuova, una strada unitaria”

Ieri sera, nella Direzione Cittadina del Pd fiorentino, il segretario Massimiliano Piccioli si è dimesso. Affidato ad Andrea Ceccarelli, Presidente dell’Assemblea Cittadina, il compito di avviare un percorso di ascolto e di confronto con i segretari di circolo, gli eletti ed i riferimenti istituzionali del Partito. “Bisogna per individuare il migliore percorso per la fase nuova, una strada unitaria che permetta il rilancio dell’attività del Pd cittadino e l’elezione del nuovo Segretario”, si legge nel comunicato.

Nelle sue dimissioni Piccioli ha detto: “Il mio impegno nel Partito Democratico non finisce qui. Continuerà dai banchi del Consiglio Comunale di Firenze, come Consigliere facente parte del Gruppo Consiliare Pd. Il Pd è la mia casa e così potrò contribuire ancora meglio al governo dell città che amo”.

Il Presidente Ceccarelli ha accettato l’incarico sottolineando la necessità di avere il tempo necessario ad individuare soluzioni il più possibili condivise, inclusive, capaci di affrontare e raccogliere le difficili sfide che oggi vengono proposte al Pd fiorentino.

DELLE DIMISSIONI DI PICCIOLI ABBIAMO PARLATO CON MARCO RECATI SEGRETARIO METROPOLITANO DEL PD

L'articolo Pd Firenze: “Individuare fase nuova, una strada unitaria” proviene da www.controradio.it.

Ripensare lo spazio come luogo di soddisfazione dei bisogni

Ripensare lo spazio come luogo di soddisfazione dei bisogni

Luoghi, innovazione sociale nuove forme di partecipazione civica, economia – Manifattura Tabacchi Firenze, 31 ottobre 2019 – h.9.00-16.30

Il convegno propone un focus sui luoghi come potenziali generatori di rinnovati legami sociali, come possibili sistemi che attraggono e contemporaneamente attivano risposte ai bisogni e alle richieste dei cittadini.

Al centro della riflessione ai luoghi di innovazione sociale che hanno nella densità relazionale il loro punto di forza. Contesti e spazi, anche molto diversi fra loro, ma molto vicini nel valore che riescono ad alimentare.

NE ABBIAMO PARLATO CON ENRICO PARSI, SCUOLA COOP

L'articolo Ripensare lo spazio come luogo di soddisfazione dei bisogni proviene da www.controradio.it.

Conciliare vita e lavoro è un diritto, lo ha stabilito il Tribunale di Firenze

Conciliare vita e lavoro è un diritto, lo ha stabilito il Tribunale di Firenze

Conciliare vita familiare e lavorativa è un diritto e il datore di lavoro ha il dovere di garantirlo. Per la sua violazione l’Ispettorato del lavoro di Firenze è stato condannato con una sentenza da considerarsi un unicum nella materia delle pari opportunità, perché riconosce la conciliazione vita-lavoro un vero e proprio diritto soggettivo.

Una sentenza che è anche antesignana rispetto all’obbligo imposto dalla recentissima Direttiva europea che introduce l’equilibrio fra attività professionale e vita familiare, imponendo a tutti gli Stati membri di adeguarvisi entro il 2020. Il Tribunale del lavoro di Firenze ha infatti accolto il ricorso presentato della Consigliera regionale di parità della Toscana, Maria Grazia Maestrelli, volto all’accertamento della discriminazione collettiva a danno di 83 dipendenti dell’Ispettorato del lavoro di Firenze.

Le due avvocatesse Lucia Secchi Tarugi (anche Consigliera di Parità della provincia di Siena) e Daniela Cantisani, che hanno patrocinato il ricorso, hanno evidenziato una violazione che è stata riconosciuta e sanzionata ordinando al direttore dell’Ispettorato di rimuovere gli ordini di servizio interni che non rispettavano l’ultimo contratto collettivo nazionale della Funzione Pubblica che concede flessibilità oraria ai dipendenti genitori di ragazzi sotto i 16 anni. In 14 infatti erano dovuti ricorrere al part-time dopo l’apertura di un procedimento disciplinare contro una dipendente. Il giudice ha anche obbligato l’Ispettorato a mettersi a un tavolo con le rappresentanze sindacali per adeguare l’orario agli strumenti di conciliazione vita-lavoro.

“La sentenza – ha detto la Consigliera di parità Regione Toscana Maria Grazia Maestrelli – conferma una situazione che il mio ufficio denuncia da anni riguardo agli effetti negativi della mancata concessione delle misure di conciliazione vita-lavoro e il pregiudizio che di conseguenza sono costrette a subire le lavoratrici madri, purtroppo di sovente, costrette per tale ragione ad arrendersi ad un obsoleto retaggio culturale che impone alle donne di scegliere fra la famiglia e il lavoro. È prioritario che chi ha il compito e l’obiettivo di adoperarsi per l’affermazione dei principi di parità, pari opportunità e non discriminazione in ambito lavorativo sia per primo in grado di conoscere e riconoscere quali sono e devono essere le buone prassi organizzative da mettere in atto affinché le garanzie richieste dalla legge trovino riscontro efficace nelle condizioni di lavoro. Fa specie constatare che sia proprio l’Ispettorato del lavoro a non esser stato capace di adottare al suo interno quelle risapute ed elementari misure, segnatamente per la famiglia e per le pari opportunità, che servono ad assicurare una migliore conciliazione dei tempi vita-lavoro, in particolare alle madri lavoratrici”.

L'articolo Conciliare vita e lavoro è un diritto, lo ha stabilito il Tribunale di Firenze proviene da www.controradio.it.

Erika: test tossicologici saranno decisivi per stabilire causa morte

Erika: test tossicologici saranno decisivi per stabilire causa morte

Durante l’esame autoptico, dal cadavere della 19enne sono stati prelevati tessuti per sottoporli ai test di laboratorio necessari a riscontrare se ci sono nell’organismo sostanze chimiche riconducibili all’assunzione di droghe.

E’ di 60 giorni il termine che i medici legali devono rispettare per stilare la relazione sull’autopsia sulla salma di Erika Lucchesi, la 19enne di Livorno, morta nella discoteca Jaiss di Sovigliana di Vinci (Firenze) la notte tra il 19 e il 20 ottobre scorsi, probabilmente per l’assunzione di droghe sintetiche e di alcol.
L’autopsia – che si è conclusa ieri sera a Medicina legale a Firenze – consta di due relazioni disposte dal pm Fabio Di Vizio, una medico legale, l’altra tossicologica. La seconda in particolare può chiarire se il decesso è stato causato da droghe. Alcuni testimoni infatti hanno riferito ai carabinieri di aver visto ingerire da due a quattro pasticche di droga sintetica, tipo ecstasy, a Erika. Anche rispetto a questo c’è l’esigenza probatoria di stabilire se c’è un rapporto tra assunzione di droga e decesso, e l’autopsia porrà dei punti fermi su questo.
Durante l’esame autoptico, dal cadavere della 19enne sono stati prelevati tessuti per sottoporli ai test di laboratorio necessari a riscontrare se ci sono nell’organismo sostanze chimiche riconducibili all’assunzione di droghe. Se la perizia medico legale sembra escludere traumi esterni, quella tossicologica dirà nel giro di un paio di mesi quale è stato l’impatto mortale degli stupefacenti sulla 19enne.
Sulla morte della ragazza nella discoteca di Vinci (Firenze) il pm Di Vizio ha aperto un fascicolo che, per ora, ha tre indagati: la rappresentante legale del locale, lo spacciatore che ha venduto la droga e un amico di Erika Lucchesi. Le indagini dei carabinieri proseguono.

 

L'articolo Erika: test tossicologici saranno decisivi per stabilire causa morte proviene da www.controradio.it.