Campi Bisenzio: decesso per probabile overdose, in ditta materiale plastico

Campi Bisenzio: decesso per probabile overdose, in ditta materiale plastico

I Carabinieri della Compagnia di Signa sono intervenuti presso una ditta di materiale plastico di Campi Bisenzio per un malore occorso ad un dipendente che, dopo essersi recato in bagno, nonè più tornato al suo posto di lavoro.

I colleghi della ditta di Campi Bisenzio, allarmati dall’assenza hanno forzato la porta del bagno dove hanno trovato l’uomo in stato di incoscienza. Gli operatori del 118 sono intervenuti, ma senza riuscire a rianimarlo. All’interno del bango è stata trovata una siringa contenente una sostanza imprecisata.

La salma verrà traslata presso la medicina legale del careggi per l’esame autoptico.

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Campi Bisenzio: decesso per probabile overdose, in ditta materiale plastico

Campi Bisenzio: decesso per probabile overdose, in ditta materiale plastico

I Carabinieri della Compagnia di Signa sono intervenuti presso una ditta di materiale plastico di Campi Bisenzio per un malore occorso ad un dipendente che, dopo essersi recato in bagno, nonè più tornato al suo posto di lavoro.

I colleghi della ditta di Campi Bisenzio, allarmati dall’assenza hanno forzato la porta del bagno dove hanno trovato l’uomo in stato di incoscienza. Gli operatori del 118 sono intervenuti, ma senza riuscire a rianimarlo. All’interno del bango è stata trovata una siringa contenente una sostanza imprecisata.

La salma verrà traslata presso la medicina legale del careggi per l’esame autoptico.

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Scoperto a Firenze recettore per la cura del neuroblastoma

Scoperto a Firenze recettore per la cura del neuroblastoma

Scoperto a Firenze un recettore per la cura del neuroblastoma, tumore che colpisce i più piccoli. Esso regola il grado di differenziamento delle cellule tumorali, specie di quelle più aggressive. La proteina si chiama β3-adrenergico (β3-AR) ed è in grado di regolare il grado di differenziamento del neuroblastoma.

Lo studio è stato pubblicato dalla rivista scientifica internazionale Oncogene. A il recettore è stato uno studio coordinato da Maura Calvani, biologa del laboratorio di Oncoematologia Pediatrica dell’ospedale Meyer, in collaborazione con Francesca Cencetti, docente di Biochimica del Dipartimento di Scienze Biomediche Sperimentali e Cliniche dell’Università degli Studi di Firenze insieme ad altri membri del gruppo di ricerca coordinato da Paola Bruni, docente di Biochimica dell’ateneo fiorentino.

Nonostante per le forme di neuroblastoma a basso rischio esistano già terapie efficaci, le forme ad alto rischio non hanno ancora disponibili cure totalmente risolutive. Ed è proprio per quest’ultima forma che la proteina potrebbe essere un valido aiuto. Il recettore β3-adrenergico mantiene le cellule tumorali in uno stato indifferenziato attivando la sintesi e l’azione del lipide bioattivo sfingosina 1-fosfato. Gli studi sono stati condotti a livello cellulare e in vivo, evidenziando come bloccando l’attività di questo recettore con specifiche molecole, le cellule tumorali vanno incontro ad un maggiore differenziamento. E’ proprio questo processo che permette la riduzione della crescita tumorale.

La via per nuove strategie terapeutiche per la cura del neuroblastoma potrebbe dunque essere aperta. Trattandosi di un tumore che colpisce prevalentemente soggetti in età pediatrica, necessita di una particolare attenzione. L’obiettivo del team di studiosi è permettere a questi piccoli pazienti di avere una prospettiva di cura.

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Rufina: minacce, insulti e botte a una 19enne, denunciate due coetanee

Rufina: minacce, insulti e botte a una 19enne, denunciate due coetanee

Due ragazze di 17 e 18 anni, per mesi, hanno bullizzato una ragazza loro coetanea (19enne), prima con  molestie sui social: prendendola di mira su Facebook e Instagram; poi con insulti, minacce, pedinamenti per strada fino ad aggredirla. Per questo i carabinieri della stazione di Rufina, nel Fiorentino, hanno denunciato le due giovani per atti persecutori, violenza privata e lesioni.

Le due stalker avevano iniziato alla fine di Novembre sui social per poi approfittare di ogni occasione per aggredirla anche fisicamente. Strada, autobus o treno che fosse, per la studentessa diciannovenne queste due ragazze erano diventate un vero e proprio incubo, culminato in un ultimo faccia a faccia a metà luglio quando, incuranti del fatto che la ragazza fosse in compagnia della madre, l’hanno aggredita, bloccandola, tirandole i capelli con insulti, più volte, nonostante i tentativi della madre e di alcuni passanti di frapporsi fra le tre.

L’immediata denuncia dell’episodio ai carabinieri e gli approfondimenti svolti a seguito della delega della procura della repubblica di Firenze (titolare del fascicolo il pm Giacomo Pestelli) hanno portato alla luce questo scenario di vessazioni che andava avanti ormai da mesi: per la diciottenne, il gip del tribunale di Firenze, Maurizio Caivano, ha emesso la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa ed ai suoi familiari nonché il divieto assoluto di comunicazione mentre la posizione della minore è al vaglio della competente procura per i minorenni.

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Anziana uccisa: legale figlio, quando ha colpito era ubriaco

Anziana uccisa: legale figlio, quando ha colpito era ubriaco

“Angelo Del Ticco aveva bevuto alcolici e in quel momento non era una persona lucida a causa dell’ingente quantità di alcol assunta”. Lo ha detto l’avvocato Francesca Triaca, legale difensore dell’uomo accusato di omicidio volontario pluriaggravato della madre Marisa Tosoni, avvenuto nella notte tra lunedì e martedì in una villetta di Cetona, nel Senese.

“Adesso stiamo aspettando i risultati degli esami ematici e tossicologici – prosegue l’avvocato -, oltre alle conclusioni del medico legale per capire le cause del decesso. Sicuramente il mio assistito è molto provato”.

“Tengo a precisare – ha aggiunto il difensore – che Del Ticco è stato collaborativo e già ieri ha risposto, ricostruendo l’accaduto” con gli inquirenti, ha concluso l’avvocato.

La donna sarebbe stata picchiata fino al decesso dal figlio, nella casa dove entrambi vivevano a Cetona, a seguito di una lite scaturita da una discussione sullo stile di vita seguito da quest’ultimo.

Del Ticco adesso è detenuto nel carcere di Santo Spirito a Siena in attesa, nelle prossime ore, dell’interrogatorio di garanzia per la convalida del fermo.

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