🎧 Un nuovo polo scolastico in via del Giglio a Campi

🎧 Un nuovo polo scolastico in via del Giglio a Campi

Firmato stamani in Palazzo Medici Riccardi il protocollo d’intesa per ‘Un nuovo Polo scolastico per la Piana’. L’accordo è stato siglato dal Sindaco Metropolitano di Firenze Dario Nardella, dal Presidente della Regione Eugenio Giani, dal Direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana Ernesto Pellecchia, il Sindaco di Campi Bisenzio Emiliano Fossi e l’assessore Monica Roso per la Conferenza Educazione e Istruzione Zona Nord Ovest.

Nelle intenzioni dei firmatari, il nuovo Polo scolastico di Campi dovrebbe consentire di raggiungere il duplice obiettivo di potenziare i servizi di istruzione per gli studenti della Piana, con una scuola innovativa e funzionale ad un processo di apprendimento orientato al lavoro, coerente alla domanda di competenze proveniente dal tessuto produttivo manifatturiero-industriale della Piana fiorentina; d’altra parte farà ridurre il pendolarismo scolastico in uscita dai Comuni della Piana, sia verso la città di Firenze che verso la città di Prato. La Metrocittà ha infatti  rilevato un pendolarismo di entità considerevole per quel che riguarda gli studenti in uscita dai comuni della Piana per motivi di studio, sia verso istituti  scolastici situati in altri comuni del territorio della Città Metropolitana che verso il comune di Prato. Il gruppo più numeroso in uscita è rappresentato dagli studenti residenti a Campi Bisenzio.

L’area della Piana, rispetto al territorio della Città Metropolitana,  presenta una quota significativa di imprese a vocazione manifatturiera di cui ben il 34 per cento è rappresentato da imprese del comparto della Meccanica, che gli studi di settore individuano come uno dei settori a più alto tasso di occupabilità. Per questo la scelta di un polo che vede la meccanica come protaginista.

Lo scenario  tendenziale nazionale è  infatti sempre più orientato verso un modello di istruzione tecnica, peraltro strettamente legato al sistema dell’Istruzione Tecnica Superiore (Its), entrambi previsti da riformare e sviluppare nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Il polo scolastico dotato di laboratori tecnologicamente avanzati, particolarmente specializzati per il settore della Meccanica, sarà  dimensionato per accogliere 900 studenti, dei quali 300 attribuibili agli indirizzi liceali e 600 agli indirizzi Tecnico (Settore Tecnologico) e Professionale, oppure, in alternativa all’istituto tecnico, all’indirizzo Liceo Scienze Applicate Steam.

il nuovo polo inoltre non dovrebbe entrare in concorrenza con l’offerta didattica già presente sul terrotorio. L’analisi dei dati riferiti agli studenti residenti nei comuni della Piana e al totale degli iscritti  presso ciascuno degli istituti scolastici del territorio, ha evidenziato infatti che nessuno di questi istituti  rischierebbe il sottodimensionamento qualora si avverassero le stime del numero di studenti che da ciascuno di questi istituti potrebbe confluire nel nuovo polo scolastico.

Le parti che hanno siglato l’accordo stamani collaboreranno per l’attuazione dell’iter del progetto; costituiranno uno specifico gruppo di lavoro congiunto; attiveranno ogni procedura utile per l’accesso a fonti di finanziamento.In seguito all’approvazione del protocollo d’intesa tra Città Metropolitana, Regione Toscana, Comuni di Firenze e Campi Bisenzio per la realizzazione di interventi strategici nell’area della Piana fiorentina, era stata prevista, tra gli altri interventi, la realizzazione di una nuova scuola superiore nel Comune di Campi Bisenzio, la cui area conosce un notevole incremento di popolazione giovanile.

E’ intanto in dirittura d’arrivo la realizzazione della nuova sede per l’Istituto scolastico Agnoletti di Sesto Fiorentino che, dal 2022,  sostituirà l’attuale sede di via Ragionieri, e che l’incremento costante degli studenti frequentanti detto istituto  non renderà possibile, come originariamente programmato, trasferire nella nuova sede anche la succursale  di Campi Bisenzio, alla quale, nel corrente anno scolastico, sono iscritti 221 studenti dell’indirizzo liceo scientifico.

NELL’AUDIO, L’INTERVISTA AL SINDACO DI CAMPI B. EMILIANO FOSSI

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Giani: “tramvia per Sesto fermerà dentro il Polo”

Giani: “tramvia per Sesto fermerà  dentro il Polo”

“Le proteste?Frutto di un equivoco”.  Dopo le critiche dei rettori uscite sui quotidiani di oggi, Giani ha convocato in tarda mattinata una conferenza stampa sul campo, proprio lì dove la futura tranvia potrebbe passare.

Solo un grande equivoco. “Tra quanti anche oggi hanno protestato sull’ipotesi del nuovo tracciato della tranvia che collegherà Peretola con Sesto Fiorentino  – spiega il presidente della Toscana, Eugenio Giani – c’è chi ha frainteso tra vecchio e nuovo liceo scientifico Agnoletti: la fermata proposta e che può mettere infatti insieme l’esigenza di un collegamento diretto e più veloce tra Peretola e Sesto Fiorentino e un passaggio prossimo al Polo scientifico è quella davanti al nuovo liceo in costruzione”. Quello che sarà inaugurato il prossimo anno, finanziato con  10 milioni (il 60 per cento della spesa) dalla Regione. Quello tra via Lastruccia e  via Madonna del piano, di fianco alla chiesetta del Trecento all’inizio del Polo scientifico. Non certo il vecchio liceo, in via Ragionieri sotto Monte Morello.

Dopo le proteste dei rettori uscite sui quotidiani di oggi, Giani ha convocato in tarda mattinata una conferenza stampa sul campo, proprio lì dove la futura tranvia potrebbe passare. E ai giornalisti ha illustrato sul posto quella che potrebbe essere l’ipotesi di nuovo tracciato, in modo che non ci siano più fraintendimenti: una staffa ad U di 7-800 centinaia di metri  tra andata  e ritorno che da via Pace e via Pasolini, dove con il nuovo percorso passerebbe il tram, arrivi fino alla chiesetta della Madonna del Campo. “Se non siamo già nel Polo scientifico ditemi dove siamo” spalanca le braccia Giani. A destra ad un centinaio di metri, e lo indica, c’è l’edificio del Cnr e del Lamma, sulla stessa linea ma in direzione opposta (più o meno alla stessa distanza) il dipartimento di chimica preceduto dal campo universitario di rugby del Cus. “Siamo chiaramente già nel Polo scientifico universitario” ribadisce il presidente, che ha accanto a sé l’assessore ai trasporti Stefano Baccelli. “E oltretutto – aggiunge –  su questa soluzione anche l’Università si era dimostrata disponibile, quando l’abbiamo prospettata nel corso di una delle ultime riunioni che abbiamo avuto”. Anche il Comune di Sesto Fiorentino si era detto d’accordo.

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Certo l’originario tracciato, quello del progetto preliminare approvato negli anni scorsi, passava più in basso ed attraversava tutto il polo. Ma avrebbe allungato il collegamento tra Firenze e Sesto, è il ragionamento del presidente, rendendo alla fine la nuova linea meno attrattiva.  “In fondo tanto da Scandicci a Firenze quanto da Peretola al centro della città si è sempre scelto il percorso più diretto” ricorda.

Nel caso della futura tranvia di Sesto – la terza, in ordine di priorità, tra le nuove linee da costruire, dopo quella per Bagno a Ripoli e l’altra per Campi Bisenzio – un passaggio più a nord rispetto al progetto preliminare, tra via Pasolini e via Pace dunque, consentirà non solo di accorciare le distanze ma anche di attraversare zone già oggi densamente abitate, offrendo dunque un servizio ai residenti oltre che all’area del centro commerciale.

“Del resto quando si costruisce un’infrastruttura come una tranvia occorre renderla anche competitiva – conclude Giani –  Altrimenti si spendono soldi, 250 milioni di euro ed altri per gestirli, e ci ritroviamo con una linea poco attrattiva”.  Vanno fatte delle scelte.

NELL’AUDIO LE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE TOSCANA EUGENIO GIANI

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🎧 Ance, convegno con l’archistar Fuksas relatore principale

🎧 Ance, convegno con l’archistar Fuksas relatore principale

Firenze, si è tenuto, presso l’Auditorium Nana Bianca, l’incontro dal titolo ‘Dopo la pandemia. L’abitare e la riqualificazione urbana’, organizzato da Ance (Associazione Nazionale Costruttori edili) di Firenze, con l’archistar Massimiliano Fuksas quale relatore principale, l’evento era dedicato al tema dei cambiamenti che il periodo pandemico ha portato nell’ambito dell’abitare e della riqualificazione urbana.

Lo scopo di questo appuntamento dell’Ance è stato quello di voler dare nuova spinta al tema dell’urbanistica, al cambiamento del concetto di spazi abitativi e urbani e stimolare nuove visioni.

In podcast l’intervista a Massimiliano Fuksas all’architetto Marco Casamonti e l’assessora all’urbanistica e allo Sviluppo Economico e Turismo del Comune di Firenze, Cecilia Del Re, a cura di Gimmy Tranquillo.

L’emergenza Covid ha cambiato profondamente il modo di vivere le nostre case, le esigenze dell’abitare, che risentono fortemente del tempo in cui siamo immersi ma hanno anche accresciuto la nostra sensibilità ambientale, così all’allarme per la salute del pianeta, si è aggiunta una nuova grande consapevolezza dell’importanza dell’origine delle materie impiegate nei processi di costruzione.

Nasce, quindi, la necessità di rivedere e ripensare la progettualità degli spazi abitativi e urbani. A questi temi l’Associazione Nazionale Costruttori edili di Firenze dedica un evento sulla riqualificazione urbana.

Per fare riqualificazione urbana a Firenze “bisogna ripensare completamente la legge regionale, perché è una legge che blocca la capacità di dialogo fra pubblico e privato”. Lo ha affermato Vincenzo Di Nardo, vicepresidente di Ance Firenze, che ha aperto il convegno.

“Bisogna trovare una via di mezzo corretta tra tutela del patrimonio e qualità architettonica”, ha detto l’architetto Marco Casamonti secondo cui “le leggi sono tutte improntate alla tutela, e queste sono leggi importanti perché preservano il patrimonio edilizio, però quando tuteli fino a togliere la possibilità alla città di essere un corpo vivo, di modificarsi, la tutela diventa talmente rigida da impedire alla città la sua normale dinamica”.

Cecilia Del Re, assessore all’urbanistica del Comune di Firenze, ha ricordato che “abbiamo fatto un percorso di partecipazione, ‘Firenze prossima’, che ha coinvolto tutta la cittadinanza e gli ordini professionali. Avere anche la prospettiva di autorevoli architetti noti in tutto il mondo, con questo convegno, ci fa proiettare nella Firenze del futuro”.

“Dobbiamo capire come migliorare le condizioni del pianeta, che soffre enormemente”. Ha detto l’architetto Massimiliano Fuksas. “Chi ha ragione è quella ragazzina che ha detto ‘bla, bla, bla’ – ha spiegato, riferendosi a Greta Thunberg -: è la verità, lei ha perfettamente ragione, non conosce gli strumenti, neanche noi li conosciamo, ma neanche i nostri governanti”. Secondo Fuksas serve “un’economia verde che pensa all’innovazione: però sostenibilità e innovazione sono diventati due luoghi comuni. Invece c’è gente che sta lavorando intorno a temi forti, importanti, come sono la ricerca sull’idrogeno e le altre fonti alternative di energia. Per favore, non parliamo più del nuovo nucleare, il nucleare pulito, perché di questo non ne dobbiamo più parlare”.

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Terrazza-giardino panoramica dell’ex caserma Vittorio Veneto “aperta ai cittadini”

Terrazza-giardino panoramica dell’ex caserma Vittorio Veneto “aperta ai cittadini”

Firenze, con l’annuncio dell’uso pubblico di questa terrazza-giardino, l’amministrazione Nardella rende noti altri dettagli del progetto di recupero del complesso della ex Caserma Vittorio Veneto in Costa San Giorgio, destinato a ricevere una struttura turistico ricettiva, con qualche attività aperta al pubblico, finito più volte nelle polemiche delle opposizioni, ma anche di associazioni ambientalistiche cittadine, per il suo uso prevalentemente privato.

Secondo il comunicato di Palazzo Vecchio quindi, una nuova terrazza-giardino panoramica con accesso diretto da vicolo della Cava sarà fruibile dai cittadini di Firenze e della Città metropolitana grazie alla convenzione con il privato, che prevede l’ampliamento dell’accessibilità pubblica del complesso dell’ex caserma Vittorio Veneto in Costa San Giorgio tramite diverse attività e programmazioni condivise con l’amministrazione comunale.

Oltre alla Terrazza-giardino saranno accessibili anche i giardini e gli orti del complesso, oltre alle attività già aperte al pubblico previste nella parte nord-ovest del complesso (attività commerciali, di somministrazione e di servizio), così come palestra e centro benessere, che dovranno prevedere un accesso agevolato per gli abitanti del quartiere 1, e il teatro all’aperto che diventerà invece un nuovo spazio dell’Estate fiorentina con una programmazione culturale promossa in collaborazione con l’amministrazione comunale.

Nel complesso sarà inoltre dedicato uno spazio gratuito a rotazione a disposizione di artigiani fiorentini all’interno del più ampio progetto che sarà la Casa delle Eccellenze; inoltre, il complesso potrà ospitare anche parte delle esposizioni culturali in mostra al Forte Belvedere per ampliare i collegamenti tra la città e l’ex caserma.

L’auditorium sarà gratuitamente a disposizione di iniziative del quartiere 1, una volta al mese, a favore di associazioni e di chi ne faccia richiesta. Sono queste le prescrizioni aggiuntive per il privato inserite nella convenzione allegata al progetto unitario convenzionato approvato dalla giunta contestualmente alla variante al Regolamento urbanistico su proposta dell’assessore all’Urbanistica Cecilia Del Re. Nel piano unitario convenzionato sono stati poi approfonditi ulteriori aspetti del recupero del complesso e stabiliti obblighi e prescrizioni per l’attuazione dell’intervento con l’indicazione anche delle opere di riqualificazione del contesto.

Come monetizzazione delle compensazioni dovute arriveranno infatti 2,2 milioni di euro dal privato per interventi di riqualificazione della zona. Inoltre, è stata eliminata la prescrizione relativa alla richiesta di verifica preliminare della fattibilità del collegamento tra Boboli e Forte Belvedere, dal momento che il privato non ha dato seguito alle verifiche a suo carico che erano state richieste dall’amministrazione comunale.

Maggiori approfondimenti vengono infine richiesti dal Comune sugli aspetti legati alla mobilità, con l’obiettivo di rendere più funzionale ed efficiente il sistema di circolazione e sosta nella zona.

“Si chiude una variante complessa e discussa, che ha l’obiettivo di recuperare un luogo abbandonato e fino ad ora inaccessibile – ha detto il sindaco Dario Nardella -. Grazie ai nuovi usi che aprono ancor più il complesso alla città, invito a guardare a questa operazione in un quadro più ampio di trasformazione delle caserme in città: stiamo recuperando gli edifici  di proprietà comunale pensando alla casa e al modello Murate. La collaborazione tra pubblico e privato va comunque a vantaggio dell’intera comunità, con la creazione di nuovi posti di lavoro. Investimenti importanti come quelli alla Manifattura Tabacchi e alla ex Caserma Cavalli stanno scrivendo la Firenze contemporanea e del futuro”.

“Un luogo finora inaccessibile e dentro cui finora nessuno è entrato, perché riservato prima solo agli ecclesiastici appartenenti al convento e poi ai membri dell’esercito – ha detto l’assessore Del Re -, che dopo la dismissione da parte del demanio sta oggi cadendo a pezzi: per volontà del demanio l’immobile è stato alienato ormai oltre sette anni fa a un soggetto privato che ora può procedere con il recupero seguito e sollecitato dalla locale Soprintendenza prima che le parti vincolate vadano in malora. Abbiamo lavorato però in questi mesi per far sì che anche i cittadini possano beneficiare di questo luogo che una volta recuperato si aprirà alla città grazie a una serie di usi stabiliti dalla convenzione allegata al piano attuativo. Così come abbiamo voluto destinare interamente gli oneri ai luoghi più vissuti da cittadini e residenti del Quartiere 1. Il lavoro della variante, iniziato nel 2015, arriva quindi oggi a compimento: sebbene Firenze anche nel prossimo piano operativo varerà il blocco alla destinazione turistico ricettiva, già in atto per gli immobili superiori ai 2.000 mq, nel caso della caserma Vittorio Veneto la destinazione ricettiva prevalente era l’unica compatibile con la condizione della collina in termini di accessibilità e carico urbanistico che poteva sopportare, così come decretato anche dai partecipanti e membri della giuria del concorso svoltosi nel 2017. Nonostante ciò, la parte nord ovest del complesso sarà comunque accessibile a tutti con attività commerciali e direzionali e, grazie a quanto inserito in convenzione e ottenuto dall’amministrazione dando seguito anche a quanto richiesto dal quartiere 1, diventerà un luogo dell’Estate fiorentina e di altre manifestazioni: si aprirà così un collegamento tra la caserma e la città, anche grazie alla nascita di una terrazza-giardino pubblica che nulla avrà da invidiare alla vista di piazzale Michelangelo. Si tratta della terza caserma che stiamo recuperando: nelle caserme che sono divenute di proprietà comunale, Santa Maria Novella e Lupi di Toscana, il pubblico sta facendo il pubblico pensando al tema della Casa sul modello delle Murate, che è ciò a cui ci ispiriamo”.

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Fortezza da Basso, approvato il progetto del nuovo padiglione Bellavista

Fortezza da Basso, approvato il progetto del nuovo padiglione Bellavista

Firenze, una sala congressuale da oltre 2500 posti, una sala espositiva, un sistema di percorsi esterni, giardini pensili, terrazze e aree verdi di copertura per massimizzare funzionalità e recupero monumentale.

È il nuovo padiglione Bellavista che sarà costruito alla Fortezza da Basso con un investimento di 19,8 milioni di euro nell’ambito degli interventi di recupero e valorizzazione previsti per il complesso dall’accordo del 2019 tra gli enti proprietari, che vede il Comune di Firenze nel ruolo di soggetto attuatore.

Il progetto definitivo tecnico ha avuto oggi il via libera della giunta di Palazzo Vecchio su proposta del sindaco Dario Nardella e dell’assessore ai Lavori pubblici Elisabetta Meucci.

Il nuovo padiglione Bellavista sarà costruito nell’area compresa tra l‘Opificio delle Pietre Dure, l’ex liceo Machiavelli e il padiglione Arsenale, area attualmente occupata dall’ex magazzino del tribunale e dal padiglione temporaneo Rastriglia, che saranno demoliti.

Il progetto prevede la realizzazione di un piano terra interamente dedicato ad attività congressuali e fieristiche; di un piano interrato prevalentemente destinato alla ristorazione, allo stoccaggio e ai servizi igienici e di un primo piano per gli impianti e l’accesso alla copertura composta da giardini, terrazze e percorsi esterni.

Nel dettaglio, l’organizzazione dell’edificio, su una superficie complessiva di 4463 mq, prevede: un piano interrato con caffetteria (327 mq), locale magazzino (351 mq), servizi igienici (220 mq), locali tecnici (173 mq), spazi di servizio e connettivo (218 mq); un piano terra con sala espositiva (suddivisibile in due sale con pareti manovrabili) da 2381 mq, locali tecnici (421 mq), servizi igienici (69 mq); un piano primo con spazi scoperti per gli impianti tecnologici e accesso alla copertura (303 mq). Si aggiungono i sistemi dei percorsi esterni, dei giardini pensili, terrazze e aree verdi di copertura. L’organizzazione funzionale dell’edificio prevede una sala congressuale plenaria da 2528 posti, sala A da 1112 posti e sala B da 701 posti; sala espositiva.

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