Firenze, Spazi Sospesi: incontri con architetti per ripensare aree ‘irrisolte’

Firenze, Spazi Sospesi: incontri con architetti per ripensare aree ‘irrisolte’

Prende il via “Spazi Sospesi”, progetto promosso da Ordine e Fondazione Architetti Firenze in collaborazione con Ground Action e Comune: incontri e passeggiate urbane fino a novembre tenuti da studi di fama nazionale e internazionale per discutere il futuro di luoghi come piazzale Vittorio Veneto, viale Tanini e piazza Dallapiccola. In programma anche un workshop operativo sull’area esterna della Palazzina Reale.

Si chiama “Spazi Sospesi” il progetto promosso da Ordine degli Architetti, Fondazione Architetti e Comune di Firenze, con la curatela scientifica di Ground Action, in programma da questo mese fino a novembre, volto a ripensare le aree “irrisolte” della città.

Si comincia con piazzale Vittorio Veneto (27-28 settembre), per poi proseguire con viale Tanini (11-12 ottobre) e piazza Luigi Dallapiccola (22-23 novembre): tre incontri per discutere il futuro di questi luoghi “che attualmente non hanno una loro riconoscibilità vera e propria, un loro utilizzo definito – spiega Silvia Moretti, presidente della Fondazione Architetti Firenze – l’obiettivo di questo progetto è suggerire punti di vista inattesi o non ancora espressi e riflessioni su luoghi presi come casi tipo che, tramite piccoli interventi a volte anche capillari, possano ritrovare una nuova identità, al fine di capire quali possano essere le opportunità per alcuni luoghi centrali di Firenze”.

Studi italiani ed esperti ospiti stranieri provenienti dai mondi dell’architettura, del paesaggio, della cultura, dell’arte e dell’esposizione internazionale, discuteranno le loro esperienze, nell’ipotesi di catalizzare l’attenzione su pratiche non convenzionali dei processi di trasformazione urbana. “Spazi Sospesi – spiegano gli organizzatori – vuol essere un luogo di incontro itinerante tra istituzioni, associazioni cittadine e liberi professionisti”.

Oltre a questi tre incontri (aperti gratuitamente a tutti i cittadini, mentre gli architetti che vorranno ricevere i crediti formativi dovranno iscriversi e seguire le procedure indicate), dall’8 al 10 novembre si terrà anche un workshop operativo a cura di Ground Action per riflettere sull’area esterna della Palazzina Reale, quella dell’Esedra, con l’obiettivo di produrre un’installazione-azione temporanea e immaginare un futuro anche per questo spazio.

“Ripensare gli spazi urbani in un’ottica sostenibile e integrata è oggi un fattore centrale nella pianificazione pubblica – ha detto l’assessore all’Urbanistica e Ambiente Cecilia Del Re –. Una visione che si ritrova nel legame ormai tracciato fra l’ambito urbanistico e quello ambientale e che sarà rispecchiata nel prossimo piano operativo da adottare. Spazi e luoghi ‘irrisolti’ della città potranno così rilanciare una propria vocazione in chiave di apertura e sostenibilità. In tutto il percorso, sarà fondamentale il confronto con i soggetti che sono parte attiva di questa evoluzione”.

“Questi eventi faranno risaltare le potenzialità dello spazio trascurato ed evidenzieranno l’importanza della qualità, della creatività e della progettualità applicate allo spazio pubblico. Le nostre città potranno cambiare fino a sorprenderci se sapremo recuperare spazi nel segno della poesia e di quella qualità aggiuntiva che fa la differenza tra edilizia e architettura”, commenta Duilio Senesi, presidente dell’Ordine degli Architetti di Firenze.

Per quanto riguarda il primo incontro in programma di “Spazi Sospesi”, quello su piazzale Vittorio Veneto, venerdì 27 settembre dalle 14.30 alle 19 alla Palazzina Reale di piazza Stazione si terrà una tavola rotonda moderata da Giulia Ricci (Domus) e Christiane Rekade (Kunst Merano Arte) con studi nazionali e internazionali: Coloco (Parigi), Analogique (Catania), Babau Bureau (Venezia), HPO (Ferrara) e Scuola del terzo luogo (Lecce). Il giorno successivo, sabato 28 settembre, è prevista una passeggiata urbana dalle 9.30 alle 13.30 in piazzale Vittorio Veneto, con esplorazione, interviste, mappatura e restituzione sul modello degli urban sketchers.

spazi sospesi

La due giorni dedicata a piazzale Vittorio Veneto sarà poi replicata con la stessa formula anche l’11 e il 12 ottobre per viale Tanini (venerdì 11 tavola rotonda alla Palazzina Reale, sabato 12 passeggiata urbana sul luogo) con ospiti lo studio Umschichten (Stoccarda), BdR Bureau (Torino), From Outer Space (Milano), False Mirror Office (Genova), Gnomone (Roma) e la moderazione della tavola rotonda a cura di Mario Lupano (Iuav) e Sociolab (Firenze), e il 22 e 23 novembre per piazza Luigi Dallapiccola, con ospiti lo studio Scob di Barcellona (in attesa di conferma), Camposaz (Trento), Fosbury (Milano), Robocoop (Roma), Senzastudio (Catania) e la moderazione della tavola rotonda a cura di Davide Tommaso Ferrando (Università di Innsbruck) e Sociolab (Firenze). Venerdì 8, sabato 9 e domenica 10 novembre l’attenzione si concentrerà invece sull’Esedra della Palazzina Reale, con un seminario e un laboratorio operativo.

Il comitato organizzatore di “Spazi Sospesi” è composto da Silvia Moretti e Colomba Pecchioli della Fondazione Architetti Firenze, Giorgio Cerrai dell’Ordine degli Architetti di Firenze e Matteo D’Ambros di Ground Action.

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Oltrarno: un’intera  strada ‘sequestrata’ dal cantiere

Oltrarno: un’intera  strada ‘sequestrata’ dal cantiere

Da tre settimane via dei Preti, a due passi da  p.zza Santo Spirito, è costretta a convivere con un vero e proprio  ‘moloch’ che rende difficile il passaggio, limita l’illuminazione delle case e la libera circolazione dei residenti

Il cantiere è di quelli importanti: si tratta della ristrutturazione di una porzione del palazzo Gucci, sede della maison di moda. Importante, ma anche imponente, come si può vedere dalle foto: in pratica via dei Preti è stata ‘sequestrata’ tranne una sottile striscia di pietre a (ora rivestita di impiallacciato). I Vigili, da noi interpellati, assicurano che sia tutto in regola. Non abbiamo motivo di non credere che non sia così.  Tuttavia, la domanda è lecita: bastano le mere  valutazioni tecniche in casi del genere? Basta cioè dire che il cantiere ha le misure giuste?  O forse andrebbero, quelle misure, parametrate alla strada, al contesto? Una stradina stretta, di passaggio, con residenza e botteghe artigiane?  Non era possibile fare diversamente?

Forse sì: a occhio lo spazio occupato dalla recinzione del cantiere è sovrabbondante rispetto alle esigenze logistiche. Un furgone da lavoro ci largheggia, per intenderci.  E allora?

La strettoia che si è creata tra i palazzi e l’impalcatura del cantiere non permette il passaggio contemporaneo  di due persone (a meno che non siano magrissime). Rende difficile il transito alle mamme con un passeggino o una carrozzina, o a un disabile. Senza contare che con le prime piogge la base calpestabile in compensato si sta già sfaldando, preannunciando problemi di agibilità.

Si parla tanto di qualità della vita ed attenzione alla residenza in centro. Come la mettiamo dunque?

Ah: il cantiere a quanto risulta andrà avanti fino a fine febbraio 2020

DG

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Pessina: bene Comune Firenze su tramvia, ora progetto definitivo

Pessina: bene Comune Firenze su tramvia, ora progetto definitivo

Andrea Pessina, soprintendente Archeologia, belle arti e paesaggio per Firenze, Pistoia e Prato è intervenuto, a margine del convegno ‘I musei negli edifici ecclesiastici: adeguamento tutela e investimento’ in corso oggi al museo di Palazzo Davanzati organizzato dai musei del Bargello, in merito ai possibili futuri progetti dell’amministrazione fiorentina: la nuova tramvia 3.2 e la copertura dello stadio “Artemio Franchi”.

“Sulla tramvia ho registrato con molto piacere le ultime dichiarazioni dell’amministrazione comunale che ha accolto la nostra richiesta di non abbattere gli alberi su viale Matteotti e abbandonato anche l’idea di fare dei sottopassi. Attualmente siamo sereni, aspettiamo la riapertura della conferenza dei servizi nella quale ci verrà presentato il progetto definitivo”. Secondo Pessina la decisione di Palazzo Vecchio è legata “anche alla necessità di rispettare i tempi del finanziamento europeo che sono molto stretti. Il sindaco si ripropone di avere la tramvia 3.2 funzionante a breve e quindi tutto deve filare liscio, nel miglior modo possibile”.

Per quanto riguarda lo stadio della Fiorentina, ad oggi “ci sono delle esigenze diverse: la famiglia Commisso ha rappresentato quelle che sono le loro esigenze, comprensibili, di avere uno stadio moderno. Ci sono delle ipotesi come quella di coprire lo stadio che sarebbero funzionali anche alla tutela dello stesso, adesso dobbiamo capire in che misura possono essere accolte”. “Il Franchi – ha spiegato Pessina – è già stato toccato per i mondiali ’90, è una struttura destinata ad accogliere decine di migliaia di spettatori, non può non essere continuamente mantenuta e adeguata alle esigenze di sicurezza. Bisogna vedere in che misura viene chiesto di metterci le mani sopra, è lì il punto di equilibrio. Credo – ha concluso – che la proprietà stia valutando anche di andare a costruire un nuovo stadio e su questo noi non abbiamo voce in capitolo”.

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Firenze, solo il 4% delle strade sono intitolate a donne

Firenze, solo il 4% delle strade sono intitolate a donne

Come riportato dall’edizione di oggi del quotidiano La Nazione, il numero di vie e piazze della città di Firenze intitolate a donne è esiguo, circa il 4% del totale. La vicesindaca e assessore alla toponomastica, Cristina Giachi, lancia il piano per riequilibrare la situazione.

In base all'”indice di femminilizzazione” dell’Associazione Toponomastica Femminile, che ha fatto un censimento su tutta la nazione, su 100 strade solo da 7 a 15 sono intitolate alle donne; a Firenze solamente il 4%. Per questo motivo la vicesindaca Giachi ha in mente un piano che prevede, al momento, 30 nomi di donne simbolo per dare un riconoscimento al loro lavoro.

“L’obiettivo è quello di riequilibrare i toponimi femminili in città – afferma Cristina Giachi – Partiamo dall’approvazione dell’intitolazione del viadotto della tramvia di San Donato a Margherita Hack per dare un segno forte di attenzione alla presenza di toponimi femminili in città: non solo un gesto simbolico, ma un modo di pensare alla città e alle sue strade facendole diventare una rappresentazione della nostra comunità e dei suoi valori al passo con i tempi”.

Oltre al viadotto della tramvia dedicato alla famosa astrofisica fiorentina, sono previsti altri nomi per la modifica della toponomastica cittadina: da Tina Anselmi a Elsa Morante, a Maria Montessori e Natalia Ginzburg, ma anche la vicesindaca di Firenze Bianca Bianchi e le partigiane Mary Cox e Maria Penna Caraviello fucilate a Serpiolle; ci sono pure la bibliotecaria dell’Orticoltura Maria Luisa Fiumi e la fondatrice del centro culturale Il Bisonte Maria Luigia Guaita, antifascista, protagonista come staffetta proprio nell’11 agosto della liberazione di Firenze.

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Intitolato a Margherita Hack il viadotto della tramvia di San Donato

Intitolato a Margherita Hack il viadotto della tramvia di San Donato

Si legge dal comunicato del Comune di Firenze, il viadotto della tramvia di San Donato sarà intitolato a Margherita Hack: è quanto prevede la delibera presentata oggi dalla vicesindaca Cristina Giachi, che ha avuto il via libera della giunta di Palazzo Vecchio.

“Il viadotto della tramvia che ormai caratterizza in chiave moderna e di evoluzione urbana l’area di San Donato – ha annunciato la vicesindaca Giachi – porterà il nome di una grande astrofisica e accademica come Margherita Hack. Un nome che evoca sapere e innovazione, nel campo dell’astronomia e della fisica, ma anche vocazione alla divulgazione scientifica e alla difesa dei diritti civili. Per questo – ha proseguito la vicesindaca – abbiamo ritenuto importante e doveroso ricordare la scienziata fiorentina anche nella toponomastica della città”.

Nel dettaglio, si chiamerà ponte Margherita Hack il nuovo ponte della tramvia che inizia alla confluenza tra via Mariti e viale Redi, prosegue sopraelevato lungo viale Francesco Redi e via di Novoli, attraversa i torrenti Terzolle e Mugnone e termina in via di Novoli, all’altezza della fermata della tramvia San Donato – Università.

Margherita Hack (Firenze, 12 giugno 1922 – Trieste, 29 giugno 2013) è stata astrofisica, accademica e divulgatrice scientifica italiana, direttrice per molti anni del dipartimento di Astronomia dell’Università di Trieste, membro delle più prestigiose società fisiche e astronomiche, dell’Accademia nazionale dei Lincei e dei gruppi di lavoro dell’Esa e della Nasa, nonché impegnata in numerose attività sociali e politiche a difesa dei diritti civili. Essendo trascorsi meno di 10 anni dalla morte della scienziata, sarà richiesta al prefetto la necessaria deroga.

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