Windopen, pubblicato lo storico album inedito

Windopen, pubblicato lo storico album inedito

I Windopen sono stati una formazione di punta della Bologna punk rock dei tardi ’70 e i primi ’80, fondati da Roberto Terzani, poi nei Litfiba. Disponibile ‘Quando i Baci Erano Fiocchi’ raccolta di canzoni mai pubblicate prima e oggi su vinile. L’intervista a cura di Giustina Terenzi

“Quando i Baci Erano Fiocchi” è la seconda uscita dei Windopen per Spittle Records, dopo la ristampa del fondamentale ‘Wind Open Rock!’ uscito originariamente nel 1979 per la mitica Harpo’s Bazaar (Skiantos, Gaznevada e molti altri).

Bologna. A cavallo tra la fine dei ’70 e l’inizio degli ’80. I fatti di marzo ’77 e l’assassinio dello studente Francesco Lorusso. La strage della bomba alla stazione, Radio Alice chiusa dalla polizia dopo un’irruzione (che però fu trasmessa integralmente in diretta). Ma anche ‘Bologna Rock’ e il concerto dei Clash in piazza maggiore. L’Harpo’s Bazaar e l’italian Records. Il Punkreas e lo Small. Il Disco D’oro e le fanzines…Tra i ragazzi si parlava il gergo e parole tipo ‘sbarbe’ e ‘fiocchi’ erano diventate linguaggio comune. Anni bui ma al tempo stesso luminosi, hanno inevitabilmente generato un esuberante potente movimento musicale che da Bologna si è poi diffuso in tutta Italia, E noi ne facevamo decisamente parte. 

‘Quando i Baci Erano Fiocchi’ è una raccolta di canzoni scritte e registrate in quel periodo, nella cantina di Via s. Vitale 13 con un registratore a 4 piste a cassette. Mai pubblicate prima, vedono oggi la luce dopo essere state editate, rimixate e rimasterizzate in digitale.

WINDOPEN – ‘Quando I Baci Erano Fiocchi’
Disponibile su vinile, no streaming, per SPITTLE Records
Tracklist:
Side A
01. Quando I Baci Erano Fiocchi
02. Aiuto !
03. Yeeeeeeh !
04. Solo Per Noi
05. Fuori Di Me
06. Brutte Storie
Side B
01. Ancora Sotto Shock
02. Le Teste Dure
03. Ho Bisogno Di Qualcuno
04. Mi Hanno Detto Di Stare Lontano Da Te
05. La Notte è una Città (demo version)
06. Ora E Per Sempre

L'articolo Windopen, pubblicato lo storico album inedito da www.controradio.it.

Windopen, pubblicato lo storico album inedito

Windopen, pubblicato lo storico album inedito

I Windopen sono stati una formazione di punta della Bologna punk rock dei tardi ’70 e i primi ’80, fondati da Roberto Terzani, poi nei Litfiba. Disponibile ‘Quando i Baci Erano Fiocchi’ raccolta di canzoni mai pubblicate prima e oggi su vinile. L’intervista a cura di Giustina Terenzi

“Quando i Baci Erano Fiocchi” è la seconda uscita dei Windopen per Spittle Records, dopo la ristampa del fondamentale ‘Wind Open Rock!’ uscito originariamente nel 1979 per la mitica Harpo’s Bazaar (Skiantos, Gaznevada e molti altri).

Bologna. A cavallo tra la fine dei ’70 e l’inizio degli ’80. I fatti di marzo ’77 e l’assassinio dello studente Francesco Lorusso. La strage della bomba alla stazione, Radio Alice chiusa dalla polizia dopo un’irruzione (che però fu trasmessa integralmente in diretta). Ma anche ‘Bologna Rock’ e il concerto dei Clash in piazza maggiore. L’Harpo’s Bazaar e l’italian Records. Il Punkreas e lo Small. Il Disco D’oro e le fanzines…Tra i ragazzi si parlava il gergo e parole tipo ‘sbarbe’ e ‘fiocchi’ erano diventate linguaggio comune. Anni bui ma al tempo stesso luminosi, hanno inevitabilmente generato un esuberante potente movimento musicale che da Bologna si è poi diffuso in tutta Italia, E noi ne facevamo decisamente parte. 

‘Quando i Baci Erano Fiocchi’ è una raccolta di canzoni scritte e registrate in quel periodo, nella cantina di Via s. Vitale 13 con un registratore a 4 piste a cassette. Mai pubblicate prima, vedono oggi la luce dopo essere state editate, rimixate e rimasterizzate in digitale.

WINDOPEN – ‘Quando I Baci Erano Fiocchi’
Disponibile su vinile, no streaming, per SPITTLE Records
Tracklist:
Side A
01. Quando I Baci Erano Fiocchi
02. Aiuto !
03. Yeeeeeeh !
04. Solo Per Noi
05. Fuori Di Me
06. Brutte Storie
Side B
01. Ancora Sotto Shock
02. Le Teste Dure
03. Ho Bisogno Di Qualcuno
04. Mi Hanno Detto Di Stare Lontano Da Te
05. La Notte è una Città (demo version)
06. Ora E Per Sempre

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Tori Amos “Ocean To Ocean” – Disco della settimana

Tori Amos “Ocean To Ocean” – Disco della settimana

Tori Amos ha pubblicato il suo attesissimo nuovo album Ocean to Ocean il 29 ottobre su Decca Records. Una raccolta di canzoni dalla forte carica emotiva che narrano una storia universale, quella di una crisi profonda per rinnovarsi di nuovo.

Mentre le comunità di tutto il mondo subivano i colpi della pandemia e delle misure politiche e sanitarie ad essa connesse (perdita di vite umane, della musica dal vivo, della socialità, dell’istruzione, dei viaggi e molto altro) anche  Tori Amos ha trascorso un momento estremamente difficile.

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La traccia principale dell’album ed il primo singolo da esso estratto, “Speaking With Trees”, affronta con sincerità il dolore provato dagli artisti in un periodo in cui non c’era speranza in vista per la musica dal vivo. L’energia repressa di Tori Amos è tangibile nel suo pianoforte a moto perpetuo incorniciato dalla turbolenta batteria e percussioni di Matt Chamberlain. “Ho nascosto le tue ceneri sotto la casa sull’albero, non sorprenderti, non posso lasciarti andare”.

Impossibile per Tori Amos star ferma durante il lockdown, suona dal vivo da quando aveva tredici anni. Divide la sua vita tra Cornovaglia, Florida, e la strada. Le sue canzoni nascono dal viaggio e dall’osservazione. Il suo ultimo disco in studio, Native Invader del 2017, univa quattro filoni estremamente disparati – un viaggio in Tennessee, storie ispirate ai suoi antenati, l’ascesa di Donald Trump e la lenta perdita di sua madre per un ictus – con energia e coesione. Ma senza musica dal vivo, viaggi o altro da osservare, Tori Amos ha trascorso il periodo di pandemia con forte disagio; rintnata in Cornovaglia, ha vissuto una crisi personale non dissimile da quella che moti hanno sofferto durante il terzo blocco del Regno Unito – quello in inverno, che sembrava non dover finire mai.

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Contro ogni previsione, quella crisi ha portato a Ocean to Ocean, il lavoro più personale di Amos da anni: un album esplosivo per calore e connessione, con profonde radici nella sua prima composizione. È scesa in uno stato emotivo più profondo di quanto avesse mai fatto prima, ma la profondità è diventata creativa, riportandola al tipo di introspezione del suo album di debutto Little Earthquakes. “Questo è un album sulle tue perdite e su come le affronti”, dice. “Per fortuna quando hai vissuto abbastanza a lungo, puoi riconoscere che non ti senti come la mamma che vuoi essere, la moglie che vuoi essere, l’artista che vuoi essere. Mi sono resa conto che per cambiare questo, devi scrivere dal luogo in cui ti trovi. Ero nel mio inferno privato, quindi mi sono detto, allora è da lì che scrivi – l’hai già fatto prima… ”

Scritta tra marzo e l’estate di quest’anno, Ocean to Ocean è una storia universale, ovvero toccare il fondo e rinnovarsi di nuovo. In Cornovaglia era circondata da coloro che amava: suo marito Mark, la figlia adulta Tash e il suo ragazzo. Per un disco scritto in un ambiente intimo, due sono le cose da sottolineare: la sua ricca varietà stilistica, dal tango al romanticismo, e la immediatezza delle canzoni, che scorrono quasi come una serie di lettere d’amore alla famiglia sia presente che assente. È, in un certo senso, il suo disco più “Cornish”, legato alla sua terra, realizzato finora: l’opera d’arte dice tutto, con Tori Amos che ha girato sulle scogliere e nelle grotte sulle coste sud-occidentali della contea per collezionare immagini. 

“Se hai elaborato cose tristi viaggiando, sei riuscita a eliminarle”, dice. “Il mio schema è sempre stato quello di saltare su un aereo e andare negli Stati Uniti. Viaggiavo solo per fare nuove esperienze. Dovevo invece trovare un luogo e “viaggiare” come facevo quando avevo cinque anni, nella mia testa”.

Un senso di dislocazione, sia geografica che emotiva, è presente nella title track, il cui dramma si svolge sulle coste del Regno Unito e degli Stati Uniti. È una canzone di parentela e amore, sull’aggrapparsi l’uno all’altro attraverso tempi difficili con un’urgenza malinconica che abbiamo sentito nel lavoro di Tori Amos fin dall’inizio.

 

“Ho preso l’impegno di cercare di guardare le cose in un modo che mi portasse a rafforzarmi”, dice Tori. “Ma che cos’è il potere? A volte non sei ancora pronto per alzarti in piedi, devi iniziare dallo stare seduto per terra. Tutti abbiamo avuto momenti che possono buttarci giù. Questo album si trova con te dove sei, specialmente se sei in un luogo di perdita. Sono affascinata quando qualcuno, dopo aver attraversato una tragedia, riesce a superare il proprio dolore. È lì che sta il valore. Quando qualcuno è effettivamente in quel posto, pensando “è finita”, come raggiungi quella persona? Non si tratta di una pillola o di una doppia dose di tequila. Si tratta di stare insieme nel fango. Ti incontrerò nel fango.»

 

Dall’uscita del suo primo album solista che ha tracciato la carriera, Little Earthquakes, e del suo album numero 1 Under The Pink, Tori Amos è stata una delle artiste più longeve e ingegnose dell’industria musicale, con tre album nella top 10 e il singolo di grande successo globale Professional Widow che è rimasto nella Top 40 per ben 15 settimane e ha continuato a risuonare nei club per oltre un decennio. Tori è passata dal successo commerciale del pop a una musica che affronta seri problemi relativi al genere femminile, aprendo successivamente la strada a una generazione di giovani popstar attiviste. Dalla sua rappresentazione viscerale dell’aggressione sessuale in Me and a Gun e dal suo album dopo l’11 settembre Scarlet’s Walk al suo musical teatrale decisamente femminista The Light Princess, il suo lavoro non ha mai evitato di mescolare il personale con il politico. Nota per la sua grande attenzione ai problemi umanitari, Tori è stata la prima voce pubblica per RAINN (Rape, Abuse, and Incest National Network), che è la più grande organizzazione anti aggressione sessuale degli Stati Uniti e continua a essere membro del suo National Leadership Council.

Ocean to Ocean sarà disponibile anche in vinile (2 LP) il 28 gennaio 2022.

Tori Amos sarà in concerto in Italia nell’ambito del tour europeo il 22 febbraio 2022 a Milano, Teatro degli Arcimboldi.

Ocean To Ocean è il nostro Disco della settimana.

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Low Hummer “Modern Tricks For Living” – Disco della Settimana

Low Hummer “Modern Tricks For Living” – Disco della Settimana

Post punk, electro, garage, dream pop, riverberi 90’s e pulsazioni dance. “Modern Tricks For Living” dei giovanissimi Low Hammer è il nostro disco della settimana.

Album di debutto per la promettente band di Hull formata alla fine del 2019 da  Dan Mawer (voce e chitarra), Aimee Duncan (voce e chitarra), John Copley (chitarra), Jack Gallagher (basso), Stephanie Hebdon (testiere e chitarra) e Joe Gray (batteria).

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L’album, prodotto da Matt Peel (Menace Beach, Pulled Apart By Horses, Crushed Beaks) è stato registrato presso il The Nave studio di Leeds ed è un caleidoscopio di
post punk, electro, garage, dream pop, riverberi 90’s e pulsazioni dance punteggiato da tastiere e taglienti riff di chitarra accompagnato da testi cinici e ironici.

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“Modern Tricks For Living”, pubblico da Dance To The Radio (etichetta di Leeds con un nome che è già un manifesto), è stato anticipato dai singoli “I Tell You What”, “Never Enough”, “Human Behaviour” e “The People, This Place”.

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Official site: www.lowhummer.com

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Disco della settimana: The Bevis Frond “Little Eden”

Disco della settimana: The Bevis Frond “Little Eden”

Little Eden è il nuovo album di The Bevis Frond, appena uscito per Fire Records. Una panoramica psichedelica della Gran Bretagna moderna, punteggiata da melodie pop e malinconia inglese.

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L’album scorre con un avvolgente soffio di maturità che pervade la fatalistica Do Without Me e l’ossessionante Hold Your Horses, che suona come un outtake di Dylan da The Basement Tapes. In Little Eden si ritrova tutto il bagaglio musicale condiviso con Teenage Fanclub o Dinosaur Jr, quell’approccio molto anni 90 alla tradizione di Neil Young, ai Love di Arthur Lee, ai Byrds ed ai Kinks, fino a Hendrix, rivisto tramite il suono “alternative” o “grunge”.

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Little Eden è un disco prodotto in solitario da Nick Saloman, e forse soffre di una certa prolissità e di una produzione inferiore alle aspettative, ma che inanella una serie di tracce della consueta, cristallina, bellezza, al servizio di un concept simile al “The Village Green Preservtion Society” dei Kinks, una denuncia all’austerità e alla freddezza che sono arrivate a definire in maniera troppo marcata la nostra società moderna in contrapposizione a piccoli Eden immaginari o reali nella sfera personale.
“A cult favourite” Pitchfork

“A perennially underrated English cult figure” Classic Rock

“Still mixing pop, punk and psych to giddy effect” The Guardian

Little Eden di The Bevis Frond è il nostro “Disco della settimana”!

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