Vaccini: caso Scanzi, procura Arezzo chiede archiviazione

Vaccini: caso Scanzi, procura Arezzo chiede archiviazione

Pm, il giornalista Andrea Scanzi non aveva diritto a vaccino in quel momento ma non c’è reato

La procura di Arezzo chiede l’archiviazione per il caso del vaccino somministrato al giornalista aretino Andrea Scanzi, vicenda di marzo per cui venne criticato per ‘aver saltato la fila’. Stando alle conclusioni del pm Marco Dioni, Scanzi non rientrava in alcuna categoria vaccinale di quel momento e dunque non aveva diritto ad anticipare la somministrazione. Tuttavia, dal punto di vista giuridico-legale, per la procura non si configura alcun reato nella condotta del giornalista. In virtù, viene spiegato, della riforma del reato di abuso d’ufficio, ipotesi su cui lavorava la procura, tale fattispecie penale non si è configurata.

Perché vi sia reato di abuso di ufficio nella condotta di Scanzi, è stato ancora spiegato alla procura di Arezzo, occorre che la violazione sia a una legge o a un regolamento, cosa che per il pm Dioni non è accaduta in questo episodio. Dunque, sottolineano dalla procura, anche se eticamente il gesto può da taluni essere considerato censurabile, dal punto di vista giuridico non è penalmente perseguibile.

Il 22 marzo scorso Scanzi aveva raccontato sui social di aver ricevuto il vaccino come ‘riservista’ e in qualità di caregiver familiare dei genitori. “Ho fatto il panchinaro del vaccino”, aveva affermato, suscitando immediate polemiche.

“Dopo l’ordinanza del generale Figliuolo di lunedì scorso – ha scritto Scanzi su Facebook -, che ribadiva di dover usare a fine giornata tutte le dosi a qualsiasi costo e di non sprecarne neanche mezza, ho detto al mio medico di base la frase che ho ripetuto ieri: “Se avanza una dose a fine giornata, non la vuole nessuno e la buttate via, io ci sono. Nel rispetto della legge e senza scavalcare nessuno (ci mancherebbe!)”, così si leggeva nei suoi canali social.

La procura di Arezzo, città dove gli fu fatto il vaccino, aprì un fascicolo. In questi mesi sono stati ascoltati i principali responsabili del servizio della Asl. Ora la richiesta di archiviazione

 

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🎧Vaccini a vettore virale: Chiara Azzari chiede di sospenderne la somministrazione a donne giovani

🎧Vaccini a vettore virale: Chiara Azzari chiede di sospenderne la somministrazione a donne giovani

Chiara Azzari, Direttore di Clinica pediatrica e di Immunologia pediatrica, e docente di Pediatria all’Università di Firenze, chiede di sospendere i vaccini a vettore virale per le giovani donne.

Nessun appello all’Ema – l’Agenzia europea del farmaco – come erroneamente riportato dalla stampa. Quella che fa la professoressa Chiara Azzari è una valutazione a ragion veduta. “Alla luce di quanto osservato fin ora è necessario interrompere la somministrazione dei vaccini a vettore virale per le donne giovani”.

Dunque per le donne giovani non va beneAstraZeneca, né Johnson&Johnson. La valutazione della Azzari è arrivata anche in seguito al caso della 41enne lucchese colpita da ictus lo scorso 26 maggio a seguito della somministrazione di un vaccino a vettore virale. Si tratta della 34esima trombosi in “sedi atipiche” verificatasi in Italia a seguito della somministrazione di questo tipo di vaccini.

L’atipicità di quanto accaduto starebbe nell’assenza sintomi prima dell’ictus e il fatto che la trombosi si sia verificata nell’aorta cerebrale e non nei seni venosi profondi. Chiara Azzari sostiene che questo genere di trombosi sono rarissime, ma la popolazione che ne è colpita è rappresentato proprio dalle giovani donne. E che dunque dovrebbero evitare il vaccino a vettore virale e – se hanno già fatto la prima dose – dovrebbero fare il richiamo Pfizer o Moderna.

Questi ultimi due vaccini sono invece a mRNA. Ovvero sono due vaccini basati su molecole di acido ribonucleico approvati per la campagna vaccinale contro COVID-19 che fanno arrivare in alcune cellule della persona immunizzata un piccolo segmento di mRNA che contiene le istruzioni per produrre temporaneamente la proteina Spike, la proteina presente sulla superficie del coronavirus SARS-Cov-2.

Chiara Azzari è inoltre una grande sostenitrice dei vaccini anche per i minori di 16 anni, ritenendo questo metodo efficace per la protezione di questo genere di popolazione e per cercare di contenere il più possibile il moltiplicarsi della varianti.

Su questi argomenti Raffaele Palumbo ha intervistato la professoressa Chiara Azzari. E’ possibile riascoltare l’intervista integrale in Podcast.

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🎧Vaccini a vettore virale: Chiara Azzari chiede di sospenderne la somministrazione a donne giovani

🎧Vaccini a vettore virale: Chiara Azzari chiede di sospenderne la somministrazione a donne giovani

Chiara Azzari, Direttore di Clinica pediatrica e di Immunologia pediatrica, e docente di Pediatria all’Università di Firenze, chiede di sospendere i vaccini a vettore virale per le giovani donne.

Nessun appello all’Ema – l’Agenzia europea del farmaco – come erroneamente riportato dalla stampa. Quella che fa la professoressa Chiara Azzari è una valutazione a ragion veduta. “Alla luce di quanto osservato fin ora è necessario interrompere la somministrazione dei vaccini a vettore virale per le donne giovani”.

Dunque per le donne giovani non va beneAstraZeneca, né Johnson&Johnson. La valutazione della Azzari è arrivata anche in seguito al caso della 41enne lucchese colpita da ictus lo scorso 26 maggio a seguito della somministrazione di un vaccino a vettore virale. Si tratta della 34esima trombosi in “sedi atipiche” verificatasi in Italia a seguito della somministrazione di questo tipo di vaccini.

L’atipicità di quanto accaduto starebbe nell’assenza sintomi prima dell’ictus e il fatto che la trombosi si sia verificata nell’aorta cerebrale e non nei seni venosi profondi. Chiara Azzari sostiene che questo genere di trombosi sono rarissime, ma la popolazione che ne è colpita è rappresentato proprio dalle giovani donne. E che dunque dovrebbero evitare il vaccino a vettore virale e – se hanno già fatto la prima dose – dovrebbero fare il richiamo Pfizer o Moderna.

Questi ultimi due vaccini sono invece a mRNA. Ovvero sono due vaccini basati su molecole di acido ribonucleico approvati per la campagna vaccinale contro COVID-19 che fanno arrivare in alcune cellule della persona immunizzata un piccolo segmento di mRNA che contiene le istruzioni per produrre temporaneamente la proteina Spike, la proteina presente sulla superficie del coronavirus SARS-Cov-2.

Chiara Azzari è inoltre una grande sostenitrice dei vaccini anche per i minori di 16 anni, ritenendo questo metodo efficace per la protezione di questo genere di popolazione e per cercare di contenere il più possibile il moltiplicarsi della varianti.

Su questi argomenti Raffaele Palumbo ha intervistato la professoressa Chiara Azzari. E’ possibile riascoltare l’intervista integrale in Podcast.

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Vaccini: Pfizer open week per 60-69enni a Siena, Arezzo e Grosseto fino al 13/6

Vaccini: Pfizer open week per 60-69enni a Siena, Arezzo e Grosseto fino al 13/6

Da domani a domenica possibilità di vaccinarsi senza prenotazione nell’Asl Toscana sud est: disponibili 2020 dosi di vaccino anti-covid Pfizer

L’Asl Toscana sud est prolunga la ‘Pfizer open week’, l’iniziativa dedicata alle persone tra 60 e 69 anni che potranno accedere – nelle sedi e date indicate – alla vaccinazione senza prenotazione.

Da domani fino a domenica 13 giugno, spiega l’Asl in una nota, saranno utilizzate 2020 dosi in tutta l’Asl: 920 nella provincia di Arezzo, 700 a Siena, 600 a Grosseto. “Prolunghiamo questa iniziativa straordinaria – afferma Antonio D’Urso, direttore generale dell’Asl Toscana sud est – perché c’è ancora bisogno di incentivare la vaccinazione dei sessantenni.

In parallelo con la progressiva apertura a tutte le fasce d’età, come disposto dalla Regione in base alle indicazioni nazionali, compiamo quindi un altro sforzo per allestire sedute con Pfizer dedicate solo alle persone tra 60 e 69 anni”. Alla Pfizer open week potranno accedere anche persone tra i 60 e i 69 anni che si sono già prenotate in una data successiva.

In caso di somministrazione del vaccino, la loro prenotazione sarà automaticamente cancellata.

Il calendario delle somministrazioni previste:

Provincia di Arezzo
Martedì 8 giugno
Cortona – Scuola Berrettini-Pancrazi: 100 dosi (20-23)
Bibbiena – Centro sociale: 100 dosi (20-23)
Montevarchi – Distretto: 60 dosi (20-23)
Sansepolcro – Foro Boario: 100 dosi (20-23)

Giovedì 10 giugno
Arezzo – Centro affari: 200 dosi (20-23)
Montevarchi – Distretto: 60 dosi (20-23)

Sabato 12 giugno
Arezzo – Teatro tenda: 100 dosi (20-23)

Domenica 13 giugno
Arezzo – Centro affari: 200 dosi (20-23)

Provincia di Grosseto
Martedì 8 giugno
Casteldelpiano – Kronos: 100 dosi (20-23)

Sabato 12 giugno
Follonica – Fonderia: 100 dosi (20-23)

Domenica 13 giugno
Grosseto – Multisala: 200 dosi (20-23)

Provincia di Siena
Martedì 8 giugno
Montepulciano – Centro polivalente: 100 dosi (20-23)
Siena – PalaGiannelli: 200 dosi (20-23)

Giovedì 10 giugno
Abbadia San Salvatore – Macchia Faggeta: 100 dosi (20-23)

Domenica 13 giugno
Poggibonsi – Palasport Bernino: 100 dosi (20-23)
Siena – PalaGiannelli: 200 dosi (20-23)

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🎧Vaccini: al via a vaccinazione dipendenti supermercati

🎧Vaccini: al via a vaccinazione dipendenti supermercati

Sono cassieri e altri dipendenti supermercati Unicoop: vaccini per 180 persone al giorno

Al via da oggi, a Villa Ragionieri, sede a Sesto Fiorentino (Firenze) della casa di cura Villa Donatello, le vaccinazioni per i dipendenti dei supermercati e negozi di Unicoop Firenze. Il taglio del nastro del primo hub vaccinale completamente dedicato ai lavoratori della grande distribuzione, che dà il via in Toscana alle somministraizoni “d’azienda”, si è tenuto questa mattina alla presenza del presidente della Regione Eugenio Giani, della presidente del Consiglio di sorveglianza di Unicoop Firenze, Daniela Mori e dell’amministratore delegato Unisalute, Cristiana Gigliotti.

L’hub comprende due postazioni e avrà la possibilità di vaccinare circa 180 persone ogni giorno. Il costo della prestazione e dell’organizzazione dell’hub aziendale sarà a carico della cooperativa di consumo, che si impegna in questo modo a mettere il prima possibile in sicurezza attraverso la somministrazione del vaccino i propri lavoratori e tutti i soci e clienti che frequentano la rete di vendita Coop.Fi. “L’inaugurazione oggi dell’hub vaccinale di Unicoop Firenze è una buona notizia per i nostri dipendenti, che da un anno e mezzo sono in prima linea nei punti vendita dove assicurano un servizio essenziale come quello della spesa, e per tutta la comunità – commenta Mori -. Vaccinare i lavoratori Unicoop Firenze che ogni giorno sono a contatto con il pubblico è un modo per mettere in sicurezza anche i consumatori e per raggiungere più velocemente l’immunità di gregge che equivale ad una nuova normalità”. “C’è tutta una serie di lavoratori costantemente a contatto con la gente per il lavoro che svolge – ha commentato il presidente della Toscana, Eugenio Giani – e che quindi merita di essere protetta. Ecco perché nel momento in cui noi viviamo l’inizio della vaccinazione da parte delle aziende, partire con le commesse e i commessi del supermercato è qualcosa che ha un significato molto profondo in termini valoriali”.

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