🎧 Riva, ritorna il 5 maggio al Murate Art District (MAD)

🎧 Riva, ritorna il 5 maggio al Murate Art District (MAD)

Firenze, guardare il fiume per guardare al futuro. Torna il 5 maggio al Murate Art District il Progetto RIVA, palinsesto di eventi curato da Valentina Gensini che ha come spina dorsale l’Arno, pensato per stimolare riflessioni e indagini critiche intorno al fiume che attraversa Firenze e non solo.

Nel 2021 RIVA festeggia il quinto anniversario e per l’occasione presenta un compendio dei migliori progetti prodotti negli ultimi cinque anni, con una serie di lavori inediti tra cui il progetto inedito La Riva prodotto durante la recente residenza dell’artista Kirsten Stromberg al MAD, una performance di partiture grafiche ispirate all’ecologia relazionale delle piante creata appositamente per l’edizione 2021.

Artisti, curatori, scienziati, biologi e architetti, italiani e stranieri, questi i protagonisti di un evento fluido che negli anni ha gettato le basi per un’indagine critica ed interdisciplinare per la progettazione di un parco fluviale nel cuore della città. A partire dal 2016, seguendo l’idea di riscoprire il patrimonio ambientale e culturale legato al fiume, il Progetto RIVA ha commissionato installazioni artistiche e produzioni di nuovi lavori in collaborazione con fotografi e artisti di caratura internazionale, soundscape, performance e composizioni autoriali, racconti della comunità di intellettuali e di cittadini legati alla millenaria storia del fiume, ma anche alla sua memoria collettiva con trasmissioni radiofoniche, il tutto affiancato ad un ricco programma di residenze che ha messo sempre nuovi artisti in relazione con il territorio, invitati a concepire e produrre opere inedite generando nuove visioni del fiume e della città, anche in area metropolitana, tenendo workshop di formazione per i giovani artisti toscani.

“Sono felice di rappresentare la Regione Toscana oggi, dopo aver visto nascere e crescere Riva dalla prospettiva del Comune di Firenze – ha detto Cristina Giachi, Presidente della commissione cultura della Regione Toscana -, il fiume che attraversa la città diventa il luogo fisico e immateriale di una produzione artistica residenziale che ha tutti i caratteri e porta i segni della contemporaneità. Molteplicità dei linguaggi, internazionalità, virtualità e fisicità. Credo che le istituzioni promuovendo, sostenendo e realizzando progetti come questo svolgano al meglio la loro funzione di creatori di condizioni per l’espressione creativa contemporanea. Oggi, alle soglie della ridefinizione del nostro vivere consociato cui la pandemia ci costringe, siamo portati a riscoprire l’essenzialità e l’indispensabilità dell’espressione artistica e della produzione creativa allo stesso tempo individuali e collettive”.

“Siamo felici di affiancare fin dalla nascita un progetto che dal 2016 rende l’Arno protagonista artistico della città – dichiara l’assessore alla cultura del Comune di Firenze Tommaso Sacchi – e che dà visibilità alle decine di residenze internazionali che sono state attivate alle Murate nell’ottica di un continuo e proficuo scambio di esperienze e studio. Malgrado la pandemia abbiamo fortemente voluto inaugurare questa mostra come segnale di ripartenza: gli spazi del MAD, anche se chiusi al pubblico per lunghi mesi, non hanno mai cessato di sperimentare, innovare e progettare e adesso possiamo finalmente vedere il frutto di questo lavoro”.

“Dandosi con coraggio, e in assoluta controtendenza, obbiettivi di medio e lungo termine, il Progetto RIVA opera da anni in stretto contatto con il territorio, cui dedica residenze nazionali ed internazionali, nella convinta pratica di promozione della Committenza pubblica – spiega Valentina Gensini, direttore artistico di MAD e curatore del Progetto RIVA – Le azioni del progetto, strutturate in un’ottica ecosofica, hanno privilegiato la ricerca e la produzione artistica dedicate alla lettura e comprensione delle aree intorno al fiume, ed hanno aperto inedite possibilità a molti giovani, creando una relazione profonda tra i grandi artisti internazionali che hanno tenuto workshop di formazione nella nostra area metropolitana. Finalmente la mostra al termine di questi 5 anni di lavoro permette di esporre numerose opere inedite e proporre accanto ad esse i migliori lavori prodotti dal progetto in questi anni. Pagine inedite di architetti, paesaggisti, scienziati, curatori di provenienza nazionale ed internazionale, accompagneranno una lettura critica dei lavori nei numerosi interventi in catalogo”.

In podcast l’intervista a Valentina Gensini, direttore artistico di MAD e curatore del Progetto RIVA, a cura di Gimmy Tranquillo.

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MAD, il nuovo nome del centro di arte contemporanea Le Murate

MAD, il nuovo nome del centro di arte contemporanea Le Murate

?Firenze, il centro di arte contemporanea ‘Le Murate. Progetti Arte Contemporanea’ da oggi si chiamerà ‘Murate Art District’ o MAD.

È stata infatti annunciata, in occasione della presentazione della mostra “Florentine Voices” di Piero Mottola, un’operazione di re-naming in MAD e di re-branding, fortemente voluta dal direttore artistico dello spazio Valentina Gensini, che punta così a rilanciare il centro di produzione e promozione dell’arte contemporanea di Firenze, nel panorama nazionale e internazionale, anche in virtù dell’aumento di pubblico del 2018, un +74% rispetto al 2017.

MAD rappresenta un distretto culturale evoluto, un luogo di riferimento pensato per essere abitato da artisti e curatori in residenza, focalizzato sulla produzione artistica ancor prima che sulle esposizioni, incentrato su modalitĂ  alternative di progettazione e relazione tra artisti, comunitĂ  e territorio.

Assieme al nome, cambia anche l’identità visiva: una nuova immagine coordinata, declinata su tre colori brillanti che si alterneranno costantemente, a conferma di un’identità molteplice e di un presidio cittadino tanto saldo quanto vocato alia sperimentazione e all’approccio transdisciplinare.

Primo progetto ad essere presentato sotto il marchio Murate Art District è “Florentine voices”, mostra fiorentina dell’artista e musicista sperimentale Piero Mottola, specializzato nel “tradurre” in immagini le voci e le emozioni umane grazie all’utilizzo di uno speciale algoritmo.

La mostra, che occupa tutto il prima piano, vede esposto-insieme ai lavori che hanno tracciano I’ excursus dell’artista, l’inedito Florentine voices una composizione “corale” partita da un esperimento socio-antropologico: ad un gruppo di cittadini, convocati con bando pubblico, è stato chiesto di associare a dieci parametri emozionali (paura, angoscia, agitazione, collera, tristezza, stupore, eccitazione, piacere, gioia, calma) suoni e rumori prodotti esclusivamente con Ia voce e con il proprio corp. Le centinaia di frammenti sono stati catalogati ed intrecciati in composizioni e poi trasformati in sequenza grafiche che assumono l’aspetto di quadri astratti.

Gimmy Tranquillo ha intervistato l’assessore alla Cultura del Comune di Firenze, Tommaso Sacchi:

Tutta le informazioni, sia sullo spazio che sulla programmazione, saranno a breve disponibili sui nuovo sito http://www.murateartdistrict.it

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