Aperto tavolo crisi in Regione per Manifattura Casentino

Aperto tavolo crisi in Regione per Manifattura Casentino

La Regione Toscana prende in carico la vicenda della Manifattura del Casentino, al centro dell’attenzione generale sia per le sorti dei lavoratori attualmente coinvolti nella procedura di licenziamento collettivo (sono 18), sia per garantire la continuità produttiva del panno del Casentino, vera eccellenza mondiale nell’ambito del comparto tessuto e abbigliamento.

Al tavolo di questa mattina, convocato dal consigliere del presidente per lavoro e crisi aziendali assistito da Arti e unità di crisi lavoro, sono intervenuti i rappresentanti
aziendali di Manifattura del Casentino, il curatore fallimentare di Manifattura casentinese e i liquidatori del Lanificio di Soci, attualmente in liquidazione coatta amministrativa. Erano
presenti Cgil aretina e i rappresentanti sindacali di categoria. Per le istituzioni locali è intervenuto il vicesindaco di Bibbiena.

Per il consigliere del presidente Giani, Valerio Fabiani, è da registrare la disponibilità di tutti gli intervenuti a lavorare per una soluzione di continuità produttiva, alla luce del fatto che l’indotto coinvolge circa 100 famiglie del territorio e che la la fabbrica è una ‘fabbrica-comunità’, perché tutto il territorio è coinvolto nella filiera del prodotto. La Regione ha chiesto di sospendere la procedura di licenziamento collettivo. Questa mattina è stato condiviso il percorso per individuare una soluzione alla crisi: a breve le prime tappe.

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Vertenza Gilbarco, nuovo incontro in Regione: “Nessuno resti indietro”

Vertenza Gilbarco, nuovo incontro in Regione: “Nessuno resti indietro”

Firenze – Sulla vertenza dell’azienda Gilbarco, “gli obiettivi fondamentali  sono le certezze sul futuro del sito industriale di Firenze e la tutela di tutti i lavoratori impattati da questa riorganizzazione, compresi i somministrati”.

Si aggiorna la vicenda della Gilbarco Firenze. Un nuovo incontro si è tenuto oggi, in Regione, assieme a Valerio Fabiani, consigliere del presidente Eugenio Giani per lavoro e crisi aziendali.  Il tavolo con istituzioni, Arti, azienda, organizzazioni sindacali e Rsu ha registrato l’avvio di una fase di confronto che rimette all’azienda, presente con l’amministratore delegato Paolo Sorrentino, l’onere di presentare una proposta di accordo all’interno di principi condivisi e declinati, oltre che da Fabiani, dall’assessora al Lavoro del Comune di Firenze, Benedetta Albanese.

“Nessuno resti indietro” hanno ripetuto i due rappresentanti istituzionali, ribadendo il principio dinanzi alla multinazionale che a maggio ha aperto la procedura di licenziamento collettivo per 31 lavoratori, cui si aggiungo i 39 lavoratori interinali di prossima scadenza e che non sono ricompresi nelle procedure di tutela previste per i lavoratori dipendenti.

“Si è aperta una fase diversa, in cui si discuterà nel merito di un possibile accordo; gli obiettivi fondamentali sono le certezze sul futuro del sito industriale di Firenze e la tutela di tutti i lavoratori impattati da questa riorganizzazione, compresi i somministrati. L’obiettivo della Regione è andare a un accordo quadro che abbracci tutti i lavoratori e tenga insieme questi obiettivi” dichiara Fabiani.

“Abbiamo condiviso la cornice di riferimento, che è quella di portare avanti un ragionamento politico che non lasci indietro nessuna lavoratrice o lavoratore – dichiara l’assessora Albanese -. Oggi ci si avvia a un percorso che considera in maniera congiunta tutti i lavoratori e che poi sarà dettagliato ai tavoli che si svilupperanno prossimamente”. Albanese ha informato i presenti che lo scorso 31 maggio il sindaco Dario Nardella, alla presenza della stessa assessora e di Sorrentino, ha tenuto un incontro con Gilbarco America a cui ha rappresentato l’importanza politica per questa realtà nelle due espressioni: quella della tutela occupazionale ma anche del futuro del sito e dell’eccellenza industriale nel territorio.

 

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Pineider: firmato accordo per ricollocazione ‘esuberi’

Pineider: firmato accordo per ricollocazione ‘esuberi’

Tra gli strumenti messi in campo un advisor per cercare aziende interessate a proseguire le attività che saranno dismesse col marchio Pneider, ammortizzatori sociali, incentivi all’esodo, dote di ricollocazione e supporto nella ricerca di un nuovo impiego

Firmato l’accordo tra azienda e sindacati per la vertenza Pineider, marchio storico fiorentino, su cui da oltre un mese era stato aperto un tavolo in Regione Toscana. La proprietà conferma la procedura di licenziamento collettiva con nove esuberi tra i trentacinque lavoratori dell’azienda (23 sono impiegati nello stabilimento di Bagno a Ripoli, gli altri nel negozio in piazza Rucellai a Firenze), ma si rende disponibile all’utilizzo di più strumenti per mitigarne l’impatto sociale: dall’utilizzo degli ammortizzatori sociali (dodici mesi di contratto di solidarietà che partiranno il 6 giugno) alla ricerca ed individuazione, tramite un advisor, di aziende interessate all’assunzione di lavoratrici e lavoratori in esubero e il proseguo delle attività di pregio che l’azienda intende dismettere, dagli incentivi all’esodo alla dota di ricollocazione di 10 mila euro a lavoratore e il supporto, tramite un’azienda specializzata, per la ricerca di un nuovo impiego.

Pineider, dal 1774 una delle eccellenze fiorentine nell’incisoria, nella stampa a rilievo e anche nella pelletteria ed oggettistica, controllata da Rovagnati da cinque anni, aveva comunicato a fine marzo l’intenzione di procedere con nove licenziamenti, con l’intenzione di rivolgersi a fornitori esterni per alcune attività. Ad essere interessati gli addetti della stamperia e della logistica. Alla firma dell’accordo, che ha ricevuto il via libera dei lavoratori, a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza della Regione, c’era oggi per l’aziende Giuseppe Rossi, assistito dall’avvocato Orso Giacone, e Paola Fabbrini per Confindustria Firenze.

“Questa partita per noi non finisce qui – commentano il consiglierere del presidente Giani per le crisi aziendali, Valerio Fabiani, e  l’assessora del Comune di Firenze Benedetta Albanese  –  Monitoreremo come la situazione si evolverà nei prossimi anni e ci saremo ancora, a disposizione con tutti gli strumenti che le istituzioni possono mettere in campo”. “Valorizziamo oggi – sottolineano – il passo in avanti comunque fatto e cerchiamo di farne uno ulteriore nei prossimi mesi”.  Continuerà “a vigilare attentamente” anche il sindaco di Bagno a Ripoli, Francesco Casini, “affinché Pineider resti fortemente collegata e radicata sul territorio e per garantire la tutela dei lavoratori in azienda”. Aggiunge: “Ci rendiamo disponibili nei confronti dell’azienda per aprire una riflessione sulle opportunità di rafforzamento e crescita offerte anche dai nuovi strumenti urbanistici di cui il Comune sta per dotarsi”.

Subito dopo Fabiani, Albanese e  Casini hanno incontrato i lavoratori oggetto di esubero: assieme a Chiara Liberati della Filcams, Laura Scalia della Cgil Firenze e Stefano Nidiaci della rappresentanza sindacale ed assieme  ad Alberto Cristianini in rappresentanza della Città metropolitana.

“È stato chiuso un accordo  – commenta ancora il sindaco di Bagno a Ripoli – che, viste le criticità iniziali, lenisce al massimo gli effetti della procedura di licenziamento. Tutte le parti, inclusa l’azienda, sono coinvolte nel percorso per la ricerca di nuovo impiego per i lavoratori in uscita”.

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🎧 Lavoro, Toscana: firmato protocollo per sviluppo e occupazione in Valdarno

🎧 Lavoro, Toscana: firmato protocollo per sviluppo e occupazione in Valdarno

Reinserire i lavoratori disoccupati nel Valdarno. La soddisfazione del Comune di Cavriglia (Arezzo), da cui partì la proposta del protocollo, un anno fa.

Continua l’impegno nel lavoro della Toscana. Firmato in Regione un protocollo assieme ai 14 Comuni del Valdarno Fiorentino ed Aretino, per arginare le conseguenze della vertenza Bekaert e instaurare una sorta di modello, esportabile, anche per altre realtà. La storia della Bekaert non deve più accadare e questo protocollo mira a tutelare le lavoratrici e i lavoratori e la loro reintroduzione nel mercato occupazionale.

In podcast l’intervista all’assessora al lavoro regionale Alessandra Nardini e al consigliere per il lavoro Valerio Fabiani, a cura di Lorenzo Braccini. 

L’idea è nata nel maggio del 2021 dalla giunta comunale di Cavriglia, a seguito della crisi in cui versava la multinazionale Bekaert, che poi ha chiuso i battenti. L’obiettivo, poi raggiunto, era quello di riassorbire i lavoratori rimasti senza un impiego. Rimetterli a lavoro nei cantieri in via di definizione tra Valdarno Fiorentino e Aretino. Inoltre, questo protocollo prevede anche l’impegno di tutte le amministrazioni coinvolte a segnalare le necessità occupazionali che emergeranno in Valdarno, legate, in particolare, ai lavori connessi ai fondi del PNRR in arrivo.

“Questo protocollo riunisce le intenzioni degli enti – afferma Giulia Mugnai, sindaca di Figline Valdarno -, dei soggetti coinvolti che sono i sindacati, le categorie economiche e anche tutti i Comuni del Valdarno e della Valdisieve. Tutti hanno aderito a questo protocollo perchè è l’unico strumento che abbiamo facendo sinergia fra tutti i soggetti coinvoli per, in primo luogo, trovare una risposta alla ricollocazione di tutti i lavoratori ex beakaert. Molti in questi mesi hanno trovato un reimpiego, ma sono ancora decine quelli coinvolti nella vicenda, quindi a loro dobbiamo dare, in primis una risposta, un’opporunità per ritrovare lavoro sul territorio.”

“Ma questo protocollo serve anche e soprattutto – continua Mugnai -, come Comune lo abbiamo sempre sottolineato, per ribadire l’impegno sulla reindustrializzazione. Il sito oggi è all’abbandono da alcuni anni e questo non possiamo permettercelo perchè è uno dei siti più centrali, all’interno del nostro tessuto urbano. Serve un investimento credibile che lo faccia ripartire sotto il profilo industriale. Questo potrà portare rilancio allo sviluppo della vallata, ma anche altre opportunità di lavoro. Noi avevamo lì 318 posti di lavoro e ci siamo sempre dati l’obiettivo di riportare a Figline e Incisa quel numero di posti di lavoro. Questo significa salvare un territorio intero dalla desertificazione”, conclude la sindaca di Figline Valdarno.

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🎧 Crisi Lactalis, Nardini: “Attendiamo una risposta dal Mise”

🎧 Crisi Lactalis, Nardini: “Attendiamo una risposta dal Mise”

Toscana e Calabria hanno chiesto insieme la convocazione di un tavolo al Mise per discutere della crisi di Lactalis, che vede 160 lavratrici e lavoratori coinvolti.

Prosegue l’impegno di Regione Toscana per la situazione del gruppo multinazionale francese Lactalis, noto leader mondiale nel mercato dei prodotti lattiero caseari. In una nota congiunta con la regione Calabria, i due assessori alle politiche del lavoro Giusi Princi e Alessandra Nardini, hanno indirizzato una lettera al Ministero dello Sviluppo Economico, per chiedere l’urgente costituzione di un tavolo nazionale.

In totale, sono coinvolte 160 persone oltre le centinaia di operatori dell’indotto economico legati alla filiera del latte. In Toscana è stata annunciata la chiusura degli stabilimenti siti rispettivamente in Ponte Buggianese (Pistoia) e Cinigiano (Grosseto). In totale sono 80 i dipendenti nella nostra regione.

In podcast le parole dell’assessora toscana Alessandra Nardini. 

La decisione di coinvolgere l’unità di crisi del ministero e di chiedere l’apertura di un tavolo nazionale è stata presa a seguito dell’incontro del tavolo regionale, convocato nei giorni scorsi dall’assessora Nardini insieme con il consigliere del presidente per le crisi aziendali Valerio Fabiani. Un incontro, il primo convocato a livello regionale, al quale l’azienda non si è presentata.

“Avevamo chiesto ad Alival di essere presente al tavolo regionale che, come sempre – ha affermato Nardini -, abbiamo attivato fin da subito insieme alle amministrazioni comunali coinvolte e alle organizzazioni sindacali. Purtroppo l’azienda ha deciso di non partecipare a questo tavolo, una scelta che non abbiamo condiviso: abbiamo chiesto, insieme all’assessore al Lavoro della Regione Calabria, l’attivazione del tavolo al Mise. Attendiamo una risposta dal Mise in questo senso, noi continuiamo a tenere alta l’attenzione su questa vicenda: quando si parla di lavoro la Regione Toscana è in prima linea”.

Lactalis che ha comunicato, nei giorni scorsi, la chiusura degli stabilimenti in Toscana e in Calabria e il licenziamento di tutti i 160 dipendenti, 80 dei quali nei siti di Ponte Buggianese (Pistoia) e Cinigiano (Grosseto).

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