Prato: “Morire di lavoro è intollerabile”, sindacati, istituzioni e cittadini in piazza

Prato: “Morire di lavoro è intollerabile”, sindacati, istituzioni e cittadini in piazza

Prato: è cominciato poco dopo le 10.00 il presidio dei lavoratori dei sindacati Cgil Cisl e Uil di Prato, organizzato in seguito all’incidente sul lavoro che lunedì è costato la vita a Luana D’Orazio, operaia di 22 anni trascinata negli ingranaggi dell’orditoio a cui era addetta nella ditta ‘Luana’ di Oste di Montemurlo. La diretta di Raffaele Palumbo.

La manifestazione, è stata organizzata in concomitanza con lo sciopero generale di quattro ore proclamato dai sindacati. Sul Castello dell’Imperatore, che domina piazza Santa Maria delle Carceri, sede del presidio, svetta uno striscione con la scritta ‘Morire di lavoro oggi non solo è inconcepibile, è intollerabile’.

Sul palco si alterneranno i tre segretari provinciali dei sindacati confederali che hanno promosso la manifestazione e sei lavoratori iscritti alle sigle, alcuni dei quali provenienti dal settore tessile.

carabinieri
Foto Controradio
Al presidio stanno partecipando anche i lavoratori in sciopero della Texprint, dipendenti pakistani in protesta da mesi, iscritti al Si Cobas i cui rappresentanti hanno tentato di salire sul palco.
Prato
Foto Controradio

I sindacati confederali dal palco sottolineano “Per l’ennesima volta la tecnologia e la sicurezza si arrestano alle soglie di fabbriche e stanzoni e stavolta è stata una giovane operaia a pagare con la vota il prezzo di uno standard di sicurezza non rispettato. La morte di due ventenni nel giro di tre mesi deve far riflettere sugli investimenti operati in termini di formazione e di acquisizioni di competenze”.

Prato
Foto Controradio
“Non è sufficiente constatare che i giovani sono i più colpiti dalla crisi provocata dalla pandemia, bisogna investire su di loro e offrire loro sbocchi occupazionali che non siamo più precari e insicuri – proseguono le sigle -. Cgil, Cisl e Uil constatano con amarezza, dolore e rabbia come a pochi giorni dalla Festa del Lavoro il lavoro venga ancora una volta vilipeso, fino alle sue estreme conseguenze. Non è più tempo di parole, ma di azioni concrete delle istituzioni e delle autorità competenti, e di interventi che garantiscano la sicurezza nei luoghi di lavoro”.

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Prato: è cominciato poco dopo le 10.00 il presidio dei lavoratori dei sindacati Cgil Cisl e Uil di Prato, organizzato in seguito all’incidente sul lavoro che lunedì è costato la vita a Luana D’Orazio, operaia di 22 anni trascinata negli ingranaggi dell’orditoio a cui era addetta nella ditta ‘Luana’ di Oste di Montemurlo. La diretta di Raffaele Palumbo.

La manifestazione, è stata organizzata in concomitanza con lo sciopero generale di quattro ore proclamato dai sindacati. Sul Castello dell’Imperatore, che domina piazza Santa Maria delle Carceri, sede del presidio, svetta uno striscione con la scritta ‘Morire di lavoro oggi non solo è inconcepibile, è intollerabile’.

Sul palco si alterneranno i tre segretari provinciali dei sindacati confederali che hanno promosso la manifestazione e sei lavoratori iscritti alle sigle, alcuni dei quali provenienti dal settore tessile.

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Al presidio stanno partecipando anche i lavoratori in sciopero della Texprint, dipendenti pakistani in protesta da mesi, iscritti al Si Cobas i cui rappresentanti hanno tentato di salire sul palco.
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I sindacati confederali dal palco sottolineano “Per l’ennesima volta la tecnologia e la sicurezza si arrestano alle soglie di fabbriche e stanzoni e stavolta è stata una giovane operaia a pagare con la vota il prezzo di uno standard di sicurezza non rispettato. La morte di due ventenni nel giro di tre mesi deve far riflettere sugli investimenti operati in termini di formazione e di acquisizioni di competenze”.

Prato
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“Non è sufficiente constatare che i giovani sono i più colpiti dalla crisi provocata dalla pandemia, bisogna investire su di loro e offrire loro sbocchi occupazionali che non siamo più precari e insicuri – proseguono le sigle -. Cgil, Cisl e Uil constatano con amarezza, dolore e rabbia come a pochi giorni dalla Festa del Lavoro il lavoro venga ancora una volta vilipeso, fino alle sue estreme conseguenze. Non è più tempo di parole, ma di azioni concrete delle istituzioni e delle autorità competenti, e di interventi che garantiscano la sicurezza nei luoghi di lavoro”.

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‘Scoprifuoco’ in piazza Signoria dopo le 22, identificazioni per multe

‘Scoprifuoco’ in piazza Signoria dopo le 22, identificazioni per multe

‘Scoprifuoco’: centinaia i partecipanti in piazza Signoria a Firenze ieri sera dopo le 22, per la nuova protesta indetta dai ristoratori della Tni Italia, intitolata ‘scoprifuoco’. La polizia ha intimato i presenti ad andarsene e tornare a casa in quanto, data l’ora, stavano violando il coprifuoco.

Le forze dell’ordine hanno poi iniziato a identificare chi restava in piazza ai fini della contestazione della multa.

Sul perché della nuova protesta Pasquale Naccari, presidente di Tni Italia,  annunciando la manifestazione aveva spiegato che “le restrizioni previste dal decreto, oltre ad essere ridicole, non sono supportate da alcuna evidenza scientifica. Se si dà la possibilità ai ristoranti di aprire a cena, bisogna mettere in condizione i ristoratori di lavorare, anche all’interno dei locali e senza coprifuoco, nel rispetto delle stesse regole che si rispettano fino alle 22”.

Sempre Tni conferma per la giornata di oggi lunedì 26 aprile, giorno della ripartenza per il servizio al tavolo dei locali purché all’aperto nelle regioni gialle, la decisione di stare chiusi per solidarietà con quei gestori che non dispongono di spazi all’esterno dei loro esercizi.

La manifestazione in piazza Signoria ha coinvolto – si spiega – “tutte le categorie ‘inessenziali’ e le loro famiglie, che dicono no al coprifuoco, che avrà un solo effetto: far morire le aziende del mondo della ristorazione e non solo”.
“Chiediamo – aggiunge Naccari – di essere liberati dal coprifuoco e dalle misure restrittive che non portano a convivere con il virus, ma esclusivamente a distruggere quel tessuto economico fatto di piccole e medie aziende, che sono un patrimonio per il nostro Paese e che oggi sono completamente abbandonate a loro stesse. Non vogliamo soccombere a causa del virus, ma, come si dice ormai da mesi, sarebbe necessario imparare a conviverci. Lanciamo una provocazione: visto che chiudere i ristoranti non è servito a nulla, perché il virus ha continuato a correre, chiudiamo tutto, trasporti pubblici compresi, fino alle 18, e apriamo solo i ristoranti la sera”.

Serrande alzate per tutte le attività, senza alcun limite di sorta e nessun coprifuoco. E spostamenti liberi tra le regioni di qualunque colore. Il Movimento Io Apro,  lancia invece la sfida al governo invitando i propri iscritti e aderenti a ribellarsi, a partire da oggi ricorrendo alla “disobbedienza civile”.  E dunque a non applicare le nuove regole dettate dall’esecutivo Draghi: un sostanziale via libera.
Intanto sempre oggi in 13 città capoluoghi di regione  fra cui Firenze ci saranno flashmob delle imprese e dei liberi professionisti del settore Matrimoni ed eventi per protestare contro la mancata indicazione della data di ripartenza per le feste.

 

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“Durante la giornata ho venduto solo un abito”, Via Gioberti: il giorno dopo la riapertura dei negozi

“Durante la giornata ho venduto solo un abito”, Via Gioberti: il giorno dopo la riapertura dei negozi

Rita Dalu, commerciante ha venduto solo un vestito ieri, prima giornata di apertura dopo il ritorno in zona arancione. ” Aspettavamo molto la riapertura ma il maltempo non è stato di aiuto: come si dice agli zoppi grucciate”, commenta Danilo Bencistà, presidente dell’associazione Le Cento Botteghe di Via Gioberti e proprietario di un negozio di fotografia. Le voci dei commercianti e delle commercianti il giorno dopo la riapertura.

 

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Unità Girot: dentro le RSA per curare le persone anziane positive al covid

Unità Girot: dentro le RSA per curare le persone anziane positive al covid

“Prendere in carico i pazienti più fragili positivi al covid direttamente nelle RSA, evitando i rischi di un trasferimento in ospedale”. Il lavoro delle unità Girot dell’ASL Toscana Centro commentate da Enrico Benvenuti, responsabile Girot Asl Toscana Centro

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