🎧Giornata dell’ambiente: 5-6 giugno visite nelle oasi wwf Maremma

🎧Giornata dell’ambiente: 5-6 giugno visite nelle oasi wwf Maremma

Si potrà osservare la nidificazione del falco pescatore nell’oasi di Orbetello e le rondini di mare nel bosco di Patanella nelle oasi Wwf

Il 5 e 6 giugno il WWF celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente, le oasi del WWf riaprono le porte. “È una giornata di ripresa, mettiamo a disposizione le nostre oasi per godere dei benefici che ci offre la natura. Una giornata di ripresa di questi spazi naturali”, dichiara Fabio Cianchi, coordinatore delle Oasi WWF della Maremma, “in particolare qui Maremma nelle tre oasi garantiamo escursioni privati, laboratori per bambini e altre attività oggi e domani”.

Per quella giornata i visitatori e le visitatrici, nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria, verranno accolti dagli esperti e dai volontari che li accompagneranno lungo percorsi guidati per scoprire i segreti nascosti tra sponde di fiumi ancora integri, laghi e paludi ricchi di fauna, boschi e coste, valli montane, orti botanici e antichi crateri vulcanici. Ma non mancheranno giochi per i più piccoli e attività speciali per quelli che cercano qualcosa di più esclusivo, come per gli appassionati di fotografia naturalistica, che troveranno nell’Oasi di Orbetello per fotografare la coppia di falco pescatore e i suoi tre pulcini; una postazione speciale al Bosco di Patanella con Fabio Cianchi, coordinatore delle Oasi WWF della Maremma, che racconterà la storia di un Bosco sottratto alla distruzione e di un’isola che ospita la più importante colonia del Tirreno di rondine di mare ed infine Giuliana Gabriella Corea vi aspetterà nell’Oasi di Burano per leggervi qualche brano del suo ultimo libro “Con gli occhi di un guardaparco”.

Il tema stesso della Giornata Mondiale dell’Ambiente richiama proprio l’urgenza di proteggere e rigenerare gli ambienti naturali, recuperando i danni inflitti agli ecosistemi del pianeta per passare dallo sfruttamento della natura alla sua guarigione: l’ONU infatti lancerà proprio il 5 giugno il Decennio delle Nazioni Unite per il Ripristino degli Ecosistemi https://www.decadeonrestoration.org, un’azione che può essere svolta solo con un sistema di aree protette adeguatamente tutelato.

 

 

 

 

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Capraia: Falco pescatore torna Arcipelago toscano dopo 90 anni

Capraia: Falco pescatore torna Arcipelago toscano dopo 90 anni

Dopo il ritorno della foca monaca lo scorso anno – a circa 70 anni dopo gli ultimi avvistamenti – a Capraia (Livorno) torna a nidificare il Falco pescatore

Un evento definito “eccezionale”, era 90 anni che non accadeva nell’Arcipelago Toscano. Lo rende noto l’ente Parco spiegando che “l’ultima nidificazione nell’Arcipelago Toscano sicuramente documentata risale a prima del 1930 all’isola di Montecristo, anche se ci sono informazioni, non validate scientificamente, che lo vorrebbero ancora nidificante nella stessa isola nel 1950”. L’accertamento della nidificazione è stato fatto ieri, 4 maggio, direttamente dal presidente del Parco, Giampiero Sammuri, esperto della specie, si ricorda, e pure ideatore del progetto ‘Falco pescatore’, iniziato nel 2006, quando era alal guida del Parco regionale della Maremma. Sammuri, durante un sopralluogo insieme al tecnico faunistico Vincenzo Rizzo Pinna, ha potuto osservare una coppia in nidificazione con 3 uova deposte su uno dei nidi artificiali posizionati appositamente nella costa occidentale dell’isola, di fronte alla Corsica. “E’ un’emozione incredibile – ha commentato -, dedico questo eccezionale avvenimento alla memoria del mio amico Jean-Luc Chiappini, che, quando iniziammo il progetto, era presidente del Parco regionale della Corsica. Insieme ci eravamo dati proprio questo obbiettivo: creare un popolazione nidificante nella costa meridionale della Toscana da congiungere con quella Corsa attraverso l’Arcipelago Toscano”. Ad oggi in Italia sono solo 7 le coppie nidificanti, della quali 6 in Toscana e una nel Parco Regionale di Porto Conte in Sardegna.

L’evento, spiega sempre il Parco, “è il frutto del lavoro di anni di collaborazione nell’ambito del progetto dedicato, e in particolare dell’allestimento di nidi artificiali, realizzato con l’aiuto dei tecnici del Parco regionale della Corsica, che si sono arrampicati per costruire i nuovi nidi e con il supporto logistico dell’elicottero dei vigili del fuoco, che ha trasportato i materiali. I nidi artificiali” con il tempo “hanno attirato una coppia che ha deciso di riprodursi”. Sammuri, per tutelare la schiusa delle uova, ha emesso un’ordinanza in vigore da oggi fino al 7 giugno, con cui si vieta l’accesso, in ogni forma e con ogni mezzo, per una distanza inferiore ai 300 metri dal nido, e in particolare nel tratto di mare compreso tra Punta del Recisello a nord e Punta del Fondo a sud, nella costa occidentale di Capraia, “già classificato come zona MB ristretta”. Tra le altre coppie nidificanti in Toscana una è al Parco della Maremma, 2 nella riserva regionale della Diaccia Botrona a Castiglione della Pescaia, una nell’oasi Wwf di Orbetello e una in quella di Orti Bottagone a Piombino. Il falco pescatore, ricorda il Parco dell’Arcipelago Toscano, “era estinto come nidificante in Italia dal 1969 (ultimo nido in Sardegna) e solo grazie al progetto del 2006 ideato da Sammuri, promosso dal Parco regionale della Maremma in collaborazione con il Parco regionale della Corsica, ha nuovamente iniziato a nidificare in Italia proprio nel parco della Maremma nel 2011, a 42 anni di distanza dall’ultima nidificazione. Successivamente il Parco nazionale Arcipelago Toscano è entrato come partner nel progetto insieme al Parco regionale di Migliarino San Rossore, al Wwf Oasi e, dal 2021 anche al Parco nazionale dell’Asinara e a quello regionale di Porto Conte” dove nel 2020 “si è verificata la prima nidificazione proprio da quel famoso 1969”.

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Capraia: Falco pescatore torna Arcipelago toscano dopo 90 anni

Capraia: Falco pescatore torna Arcipelago toscano dopo 90 anni

Dopo il ritorno della foca monaca lo scorso anno – a circa 70 anni dopo gli ultimi avvistamenti – a Capraia (Livorno) torna a nidificare il Falco pescatore

Un evento definito “eccezionale”, era 90 anni che non accadeva nell’Arcipelago Toscano. Lo rende noto l’ente Parco spiegando che “l’ultima nidificazione nell’Arcipelago Toscano sicuramente documentata risale a prima del 1930 all’isola di Montecristo, anche se ci sono informazioni, non validate scientificamente, che lo vorrebbero ancora nidificante nella stessa isola nel 1950”. L’accertamento della nidificazione è stato fatto ieri, 4 maggio, direttamente dal presidente del Parco, Giampiero Sammuri, esperto della specie, si ricorda, e pure ideatore del progetto ‘Falco pescatore’, iniziato nel 2006, quando era alal guida del Parco regionale della Maremma. Sammuri, durante un sopralluogo insieme al tecnico faunistico Vincenzo Rizzo Pinna, ha potuto osservare una coppia in nidificazione con 3 uova deposte su uno dei nidi artificiali posizionati appositamente nella costa occidentale dell’isola, di fronte alla Corsica. “E’ un’emozione incredibile – ha commentato -, dedico questo eccezionale avvenimento alla memoria del mio amico Jean-Luc Chiappini, che, quando iniziammo il progetto, era presidente del Parco regionale della Corsica. Insieme ci eravamo dati proprio questo obbiettivo: creare un popolazione nidificante nella costa meridionale della Toscana da congiungere con quella Corsa attraverso l’Arcipelago Toscano”. Ad oggi in Italia sono solo 7 le coppie nidificanti, della quali 6 in Toscana e una nel Parco Regionale di Porto Conte in Sardegna.

L’evento, spiega sempre il Parco, “è il frutto del lavoro di anni di collaborazione nell’ambito del progetto dedicato, e in particolare dell’allestimento di nidi artificiali, realizzato con l’aiuto dei tecnici del Parco regionale della Corsica, che si sono arrampicati per costruire i nuovi nidi e con il supporto logistico dell’elicottero dei vigili del fuoco, che ha trasportato i materiali. I nidi artificiali” con il tempo “hanno attirato una coppia che ha deciso di riprodursi”. Sammuri, per tutelare la schiusa delle uova, ha emesso un’ordinanza in vigore da oggi fino al 7 giugno, con cui si vieta l’accesso, in ogni forma e con ogni mezzo, per una distanza inferiore ai 300 metri dal nido, e in particolare nel tratto di mare compreso tra Punta del Recisello a nord e Punta del Fondo a sud, nella costa occidentale di Capraia, “già classificato come zona MB ristretta”. Tra le altre coppie nidificanti in Toscana una è al Parco della Maremma, 2 nella riserva regionale della Diaccia Botrona a Castiglione della Pescaia, una nell’oasi Wwf di Orbetello e una in quella di Orti Bottagone a Piombino. Il falco pescatore, ricorda il Parco dell’Arcipelago Toscano, “era estinto come nidificante in Italia dal 1969 (ultimo nido in Sardegna) e solo grazie al progetto del 2006 ideato da Sammuri, promosso dal Parco regionale della Maremma in collaborazione con il Parco regionale della Corsica, ha nuovamente iniziato a nidificare in Italia proprio nel parco della Maremma nel 2011, a 42 anni di distanza dall’ultima nidificazione. Successivamente il Parco nazionale Arcipelago Toscano è entrato come partner nel progetto insieme al Parco regionale di Migliarino San Rossore, al Wwf Oasi e, dal 2021 anche al Parco nazionale dell’Asinara e a quello regionale di Porto Conte” dove nel 2020 “si è verificata la prima nidificazione proprio da quel famoso 1969”.

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“Più fondi per ambiente e sostenibilità:un’assemblea di cittadini per Next Generation Eu”

“Più fondi per ambiente e sostenibilità:un’assemblea di cittadini per Next Generation Eu”

In Piazza Duomo davanti a Palazzo Guadagni Strozzi Sacrati una coalizione di associazioni, movimenti, e gruppi spontanei toscani, consegnerà la richiesta alla Regione Toscana di convocazione di un’Assemblea di Cittadini che discuta l’utilizzo delle risorse del pacchetto “Next Generation EU”

Un’assemblea di cittadini è lo strumento richiesto dalle associazioni del territorio per orientare le risorse del pacchetto “Next Generation EU” di competenza regionale verso le azioni necessarie a risolvere le problematiche complesse connesse al
contenimento del riscaldamento globale, alla lotta contro la perdita della biodiversità, alla riduzione dello sfruttamento delle risorse, all’implementazione di processi economici ed industriali sostenibili, alla riduzione delle diseguaglianze sociali.

La presentazione della proposta è avvenuta davanti al Palazzo Strozzi Sacrati accompagnata da una performance: alcuni attivisti e attiviste si sono simbolicamente incatenati all’entrata e poi hanno alzato i cartelli con le loro richieste davanti a una manifestante vestita come la dea della giustizia.

“Lo Stato Italiano riceverà presto dalla Commissione Europea 209 miliardi di euro da impiegare per i progetti Next Generation EU e di questi si stima che circa 12 miliardi verranno destinati alla Regione Toscana”, si legge nel comunicato stampa, “Questa è un’occasione unica, con estrema probabilità l’ultima, per affrontare e gestire le crisi climatiche, ambientali e sociali che già affliggono il nostro Paese con effetti più gravi che sugli altri Stati dell’Unione Europea. Se i fondi del Next Generation EU saranno utilizzati per mitigare il cambiamento climatico, proteggere la biodiversità e ricostruire la giustizia sociale, allora potremo assicurare un futuro sostenibile alle nostre figlie, ai i nostri figli e alle nuove generazioni”.

La proposta ha carattere di innovazione politico-democratica, in quanto lo strumento delle AC, utilizzato in modo crescente sia all’interno dell’Europa che in paesi extra-europei, è uno strumento di democrazia partecipativa, deliberativa e aleatoria che nelle
intenzioni dovrebbe affiancare la democrazia rappresentativa elettiva dell’istituzione Regione Toscana, al fine di dare maggiore legittimazione popolare su un argomento irripetibile e di importanza strategica per la stessa sopravvivenza del pianeta. Tramite questo strumento si intende anche favorire la partecipazione alla presa di
decisioni delle giovani generazioni, quelle che pagheranno i costi economici e ambientali delle crisi climatiche, ecologiche e sociali in atto.

Tra le associazioni e movimenti spontanei che hanno partecipato: Extinction Rebellion Toscana, Wwf delegazione Toscana, Valdisieve in Transizione, Legambiente Prato, Associazione Luca Coscioni e molti altri.

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🎧 “La ciclovia tirrenica mette a rischio la riserva naturale della Lecciona”

🎧 “La ciclovia tirrenica mette a rischio la riserva naturale della Lecciona”

La denuncia di  cittadini e associazioni ambientaliste: “Non siamo contro la ciclovia, ma il percorso è sbagliato e pericoloso: la soluzione c”è:  il tracciato naturale di via dei Tigli”

“A rischio la Riserva Naturale della Lecciona, complesso ecosistema tra Viareggio e Lucca, oltre che ultima area incontaminata della Versilia. Contro ogni logica, il progetto di ciclovia Tirrenica – dal confine francese a Roma – prevede la realizzazione di un nuovo, inutile percorso per attraversare Viareggio. Inutile perché la ciclovia Tirrenica ha già un suo tracciato naturale, il Viale dei Tigli, facilmente adattabile a quanto richiesto dalla normativa Europea” Questa la denuncia di Comitati, WWF, ITALIA NOSTRA.

L’appello lanciato è teso a ribadire “quanto sia deleteria la realizzazione di un’opera che rischia di compromettere un fragilissimo equilibrio naturale”.

La riserva naturale La Lecciona si trova all’interno del Parco naturale Migliarino San Rossore. “Il suo ecosistema costituisce un indubbio valore ambientale anche perché sono sempre più rare dune come queste, ben conservate e caratterizzate da morfologie naturali, dove i processi dinamici naturali si svolgono liberamente” sottolineano le associazioni ambientaliste. “Qualunque intervento teso ad una sua non meglio intesa “riqualificazione” o anche relativo ad una migliore accessibilità è negativo – quando non estremamente dannoso – perché uno dei fattori di rischio degli equilibri naturali è certamente dato da una frequentazione antropica non controllata.Per questa ragione l’idea di renderle percorso (per circa km 2,5) di un tratto della ciclovia tirrenica ha creato sconcerto e sgomento, nonché la immediata mobilitazione non solo di tutte le associazioni ambientaliste presenti sul territorio ma anche di numerosi cittadini”.

“Decisione ancor più sorprendente dal momento che, a breve distanza dalla Lecciona, corre parallelo il Viale dei Tigli: una strada carrabile (anch’essa per altro all’interno del parco) di oltre km 5 , dotata inoltre di due stradelli laterali (larghi circa 3 metri) da anni classificati come piste ciclabili” che secondo le associaizoni potrebbero essere tranquillamente adattate per la ciclovia.

“All’inequivocabile valore ambientale, va ad aggiungersi quello sentimentale che lega generazioni di viareggini alla Lecciona, cittadini di tutte le età e formazione che hanno sempre avvertito quell’area come un paradiso a portata di mano dove spiare di stagione in stagione, i percettibili mutamenti di profumi, colori e silenzi e, anche se non edotti sulle specifiche norme ambientali, hanno sempre istintivamente protetto l’area frequentandola con amore e discrezione, accogliendo e cercando di educare ad un rapporto armonioso con questo sito prezioso i numerosi ospiti di fuori comune che sempre più numerosi hanno imparato a frequentarla, e che ora saranno a fianco dei viareggini pronti a difenderla da questo immotivato sfregio” conclude il comunicato di Comitati, WWF, ITALIA NOSTRA.

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