I 41 sindaci dell’area metropolitana a favore della Zona Rossa

I 41 sindaci dell’area metropolitana a favore della Zona Rossa

Tutti i 41 sindaci dell’area metropolitana fiorentina hanno sostenuto la decisione della Regione di prolungare la permanenza dell’area in Zona Rossa.

Attraverso una nota congiunta pubblicata ieri sera, i 41 sindaci della Città Metropolitana di Firenze hanno dichiarato il proprio sostegno alla decisione della Regione Toscana di prolungare di una settimana lo stato di Zona Rossa nell’area metropolitana nonostante il declassamento del territorio regionale a Zona Arancione.

Nella nota, a firma di Città Metropolitana di Firenze, ovvero tutti i 41 sindaci che amministrano i comuni presenti nell’area, si spiega: “La decisione di mantenere per una settimana l’intero territorio provinciale di Firenze in zona rossa è stata presa in piena sintonia fra tutti e 41 i sindaci della Città Metropolitana insieme al Presidente della Regione Eugenio Giani, dopo attente valutazioni basate sui dati della pandemia nel nostro territorio, con particolare attenzione all’aumento dei contagi e dell’occupazione dei posti letto e delle terapie intensive negli ospedali”.

Nella lettera si fa riferimento alla situazione di difficoltà per le attività commerciali dell’area e alla situazione di affaticamento nella quale si trovano alcuni gruppi familiari: “Siamo tutti consapevoli delle difficoltà per le categorie economiche e per le scuole, con le seconde e terze medie e le superiori ancora in dad, ma si tratta di un sacrificio di cinque giorni in più, necessario per poter contenere ancora i contagi, con la speranza di poter tornare in zona arancione già dal prossimo fine settimana”.

In merito ai diversi livelli di contagio presenti nei comuni della Città metropolitana, il criterio di decisione è stato quello del pragmatismo: “I dati dei contagi non sono omogenei su tutto il territorio metropolitano, ci sono Comuni più colpiti e altri meno, ma non aveva alcun senso adottare un provvedimento a macchia di leopardo che avrebbe soltanto aumentato la confusione, mentre i cittadini oggi ci chiedono prima di tutto chiarezza delle regole”.

Stando alla nota rilasciata dalla Città Metropolitana, la scelta è stata presa di comune accordo da tutti i responsabili della classificazione delle regioni a livello nazionale, dal Ministro della Salute alle amministrazioni comunali. La decisione è stata presa “di comune accordo con il ministro della Salute Roberto Speranza, consapevoli che la battaglia per contenere la pandemia e far ripartire le attività sui nostri territori non si gioca sul filo di lana dei dati ma in scelte e comportamenti responsabili, spesso gravosi ma orientati alla soluzione dei problemi, considerato che si parla di province – quella di Prato, già in zona rossa, e quella di Firenze – dove vive la metà della popolazione toscana e dove si concentrano importanti centri ospedalieri che subiscono una pressione non più sostenibile“.

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Giani: “microzone rosse sono state un grande successo”

Giani: “microzone rosse sono state un grande successo”

Pisa, il governatore della Toscana, Eugenio Giani, parlando oggi a Pisa con i giornalisti che gli chiedevano un commento sulla Toscana in zona rossa da lunedì, ha espresso il suo parere positivo riguardo alla strategia adottata di applicare zone rosse limitatamente a specifiche aree comunali o provinciali.

“Capisco bene il disagio di chi è costretto a chiudere ma quando ieri alle 13 mi hanno comunicato che gli uffici avevano visto la comunicazione dei 102 positivi del 24 marzo a Prato, – ha detto il presidente Giani – ho fatto una scelta sicuramente impopolare ma ho preferito la trasparenza. Tuttavia, le zone rosse localizzate delle scorse settimane ci hanno permesso di garantire a livello regionale una maggiore libertà rispetto ad altre aree del Paese, quindi non sono state un fallimento ma un successo”.

“Dico alle categorie che dovranno chiudere da lunedì che se vi è zona rossa è consigliabile anche per loro che essa avvenga il prima possibile – ha aggiunto Giani – per evitare la diffusione del contagio. Oltretutto questa si sovrappone per tre giorni a quella nazionale”.

Per Giani, “le microzone rosse sono state un grande successo perché grazie a esse la Toscana ha avuto solo una settimana di zona rossa da gennaio. Altrimenti avremmo avuto quello che è successo in altre regioni dove c’è la zona rossa da lungo tempo. Mi piacerebbe che venisse riconosciuto – ha concluso – che noi, grazie alla zona arancione e a una breve zona rossa abbiamo consentito la libertà di movimento per lungo tempo. Siamo partiti l’11 gennaio e con la dad al 50% abbiamo tenuto le scuole aperte”.

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Zona Rossa per la Toscana, Speranza contraddice Giani

Zona Rossa per la Toscana, Speranza contraddice Giani

Firenze, con un post sulla sua pagina ufficiale Facebook, il governatore della Toscana, Eugenio Giani, ha dato l’annuncio del passaggio della Toscana in zona rossa.

“Il Ministro Roberto Speranza mi ha appena comunicato le risultanze della cabina di regia del Comitato Tecnico Scientifico – si legge nel post del presidente Giani – I dati della Toscana hanno un valore di contagi su 7 giorni pari a 251 su 100mila abitanti, rispetto al limite previsto dal decreto legge approvato dal Governo Draghi di 250 su 100mila abitanti”. E quindi la Toscana è in zona Rossa.

“Il decreto del Ministero della Salute prevede quindi la zona rossa per la Toscana da lunedì 29 Marzo fino al 6 Aprile – aggiunge Giani – tenendo conto che nei giorni 3-4-5 Aprile si sovrappone al provvedimento del Governo per la zona rossa prevista in tutta Italia”.

Una doccia fredda per quei toscani che erano ancora in zona arancione, e che soltanto ieri alla domanda se la Toscana sarebbe rimasta zona arancione per la prossima settimana, si erano sentiti rispondere dal presidente Giani: “Direi proprio di no: siamo a 248 nuovi casi su 100mila abitanti, e abbiamo un Rt di 1,09-1,10, quindi siamo in zona arancione”.

Secondo quanto riportato dalla pagina online della Repubblica, ai dati considerati ieri mancavano 102 positivi, che sono stati rilevati a Prato e che non savrebbero dovuto essere conteggiati nei numeri di oggi, ma appunto in quelli di ieri, e con l’aggiunta di questi 102 casi si è superato la soglia dei 250 casi ogni 100.000 abitanti, che stabiliscono l’ingresso in zona rossa.

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Toscana in zona rossa? Giani: “No, per dati resta arancione”

Toscana in zona rossa? Giani: “No, per dati resta arancione”

Firenze, Toscana in zona rossa? “Direi proprio di no: siamo a 248 nuovi casi su 100mila abitanti, e abbiamo un Rt di 1,09-1,10, quindi siamo in zona arancione”. A parlare è Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana.

“Naturalmente la decisione formale è quella di domani del Cts ma ci sono tutti i dati oggettivi per essere in arancione”. Lo stesso Giani ha anche aggiunto che “da domani mattina individuerò province o aree territoriali della Toscana da mettere in zona rossa. Un lavoro che ha funzionato”.

Riguardo all’andamento della pandemia nelle ultime 24 ore ci sono stati altri 1.518 casi, con un tasso di positivi pari al 6,14%, numeri in rialzo rispetto a ieri. Cala invece il totale dei ricoveri: sono 1.727, 14 in meno rispetto a ieri, di cui 257 in terapia intensiva, 4 in più. Si contano purtroppo altri 22 decessi.

La provincia di Firenze intanto nelle ultime 24 ore conta 494 contagi in più e supera così i 50.000 casi da inizio pandemia: per la precisione sono 50.335. Riguardo ai numeri delle vaccinazioni il monitoraggio della fondazione Gimbe sui dati del ministero della Salute aggiornati al 24 marzo, conferma che la Toscana è tra le ultime regioni per numero di over 80 vaccinati contro il Covid, sia per la prima che per la seconda dose: complessivamente ha ricevuto almeno una dose di vaccino il 23,7% degli ultraottantenni (le media nazionale è del 27,4%).

Il 6,1% ha avuto entrambe le somministrazioni, a fronte di una media nazionale del 19,1%. E su questo fronte Giani stamani ha parlato di una task force con la Protezione civile, a partire dall’inizio della prossima settimana, per arrivare dove ci sono problemi sulla campagna di vaccinazione. Parlando ancora della campagna vaccinale, Giani ha detto che ieri “abbiamo somministrato 24mila dosi, una cifra molto alta che dimostra che quando i vaccini li abbiamo li somministriamo agli anziani, agli iper-fragili e a coloro che ne hanno diritto sulla base dell’età, e oggi prevedo che si possa superare ancora quella cifra. Poi certo ci dobbiamo fermare quando non ne abbiamo più”.

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Zona rossa per altri tre comuni della provincia di Lucca

Zona rossa per altri tre comuni della provincia di Lucca

Lucca, altri tre comuni in zona rossa dal 24 marzo, sono Altopascio, Bagni di Lucca e Villa Basilica.

Per i tre comuni la zona rossa si protrarrà fino al 28 marzo: per cinque giorni quindi saranno chiuse le scuole e le attività commerciali, eccetto gli alimentari e quelle di prima necessità. Vietati anche gli spostamenti se non per motivi di lavoro, di salute o comunque di grave urgenza.

A Bagni di Lucca il lockdown è motivato dall’escalation dei nuovi casi, una trentina negli ultimi giorni, con un focolaio alla scuola d’infanzia di Ponte a Serraglio. Adesso i contagi complessivi sono 55, su una popolazione di poco più di 6mila persone.

A Villa Basilica i numeri sono più contenuti ma rapportati ad una popolazione ancora minore, 1.600 abitanti circa: in totale i nuovi contagiati sono 21 dall’inizio del mese.

“Avevo detto – spiega in una nota il sindaco di Altopascio Sara D’Ambrosio – che avremmo monitorato quotidianamente la situazione e, se qualora il dato fosse andato verso un peggioramento anziché un miglioramento, avrei chiesto al presidente Eugenio Giani di istituire la zona rossa”.

“E così ho fatto – continua il sindaco – negli ultimi tre giorni (sabato, domenica e lunedì) il numero quotidiano dei nuovi positivi segna un generale aumento, anziché una decrescita (si va dal picco dei 16 positivi di sabato, ai 10 di ieri, ai 9 di oggi). Numeri che, se rapportati agli stessi giorni della scorsa settimana, rivelano una tendenza della curva che va verso l’alto e non verso il basso. Anche il tasso settimanale di contagio ogni 100mila abitanti è cresciuto e con le ultime rivelazioni siamo sopra i 400 casi. Una crescita repentina ed è per questo motivo che ho deciso di intervenire subito”.

“Purtroppo – aggiunge – non è solo Altopascio a crescere: cresce il tasso di positività a livello regionale (oggi sfiora l’8,5 per cento, mentre ieri era fermo al 6,5 per cento) e a livello provinciale. L’intera provincia di Lucca, negli ultimi tre giorni, ha superato la soglia dei 250 casi ogni 100.000 abitanti sui 7 giorni. Non era mai successo prima. E cresce il tasso di contagio anche nella Piana di Lucca: è una crescita lenta, in alcuni territori più lenta di altri, ma è comunque una crescita costante. Di fronte a tutto questo io continuo a sostenere che sia inefficace agire per chiusure localizzate o comunali, senza prendere una decisione a livello generale. La politica serve per decidere, non per farsi trascinare dalla corrente: credo che sarebbe più opportuno scegliere una zona rossa a livello provinciale e, addirittura, a livello regionale. I dati vanno in questa direzione e intervenire ora consentirebbe di uscirne prima, per tutti”.

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