Firenze: ancora allerta caldo, codice arancio martedì 21 e mercoledì 22

Firenze: ancora allerta caldo, codice arancio martedì 21 e mercoledì 22

Per oggi è stato diramato il codice giallo, per domani e mercoledì quello arancione. Oggi la temperatura massima percepita sarà di 35 gradi, domani di 36 e venerdì di 37 gradi.

Una nuova allerta caldo a Firenze. Per oggi è stato diramato il codice giallo, per domani e mercoledì quello arancione. Oggi la temperatura massima percepita sarà di 35 gradi, domani di 36 e venerdì di 37 gradi.

Il decalogo

https://www.salute.gov.it/portale/caldo/dettaglioContenutiCaldo.jsp?lingua=italiano&id=5234&area=emergenzaCaldo&menu=vuoto

Non uscire nelle ore più calde: durante un’ondata di calore, evitare l’esposizione diretta al sole nelle ore più calde della giornata (tra le 11 e le 18).
Migliorare l’ambiente domestico e di lavoro: la misura più semplice è la schermatura delle finestre esposte a sud e a sud-ovest con tende e oscuranti regolabili (persiane, veneziane) che blocchino il passaggio della luce, ma non quello dell’aria. Efficace è naturalmente l’impiego dell’aria condizionata, che tuttavia va usata con attenzione, evitando di regolare la temperatura a livelli troppo bassi rispetto alla temperatura esterna. Una temperatura tra 25-27°C con un basso tasso di umidità è sufficiente a garantire il benessere e non espone a bruschi sbalzi termici rispetto all’esterno. Da impiegare con cautela anche i ventilatori meccanici, che accelerano il movimento dell’aria, ma non abbassano la temperatura ambientale; per questo il corpo continua a sudare. È perciò importante continuare ad assumere grandi quantità di liquidi. Quando la temperatura interna supera i 32°C, l’uso del ventilatore è sconsigliato perché non è efficace per combattere gli effetti del caldo.
Bere molti liquidi: bere molta acqua e mangiare frutta fresca è una misura essenziale per contrastare gli effetti del caldo. Soprattutto per gli anziani è necessario bere anche se non si sente lo stimolo della sete. Esistono tuttavia particolari condizioni di salute (come l’epilessia, le malattie del cuore, del rene o del fegato) per le quali l’assunzione eccessiva di liquidi è controindicata. Se si è affetti da qualche malattia è necessario consultare il medico prima di aumentare l’ingestione di liquidi. È necessario consultare il medico anche se si sta seguendo una cura che limita l’assunzione di liquidi o ne favorisce l’eliminazione.
Moderare l’assunzione di bevande contenenti caffeina, evitare bevande alcoliche.
Fare pasti leggeri: la digestione è per il nostro organismo un vero e proprio lavoro che aumenta la produzione di calore nel corpo.
Vestire comodi e leggeri, con indumenti di cotone, lino o fibre naturali (evitare le fibre sintetiche). All’aperto è utile indossare cappelli leggeri e di colore chiaro per proteggere la testa dal sole diretto. Proteggere anche gli occhi con occhiali da sole con filtri UV. Particolare attenzione ai bambini.
In auto, ricordarsi di ventilare l’abitacolo prima di iniziare un viaggio, anche se la vettura è dotata di un impianto di ventilazione. In questo caso, regolare la temperatura su valori di circa 5 gradi inferiori alla temperatura esterna evitando di orientare le bocchette della climatizzazione direttamente sui passeggeri. Se ci si deve mettere in viaggio, evitare le ore più calde della giornata (specie se l’auto non è climatizzata) e tenere sempre in macchia una scorta d’acqua. Non lasciare mai neonati, bambini o animali in macchina, neanche per brevi periodi.
Evitare l’esercizio fisico nelle ore più calde della giornata. In ogni caso, se si fa attività fisica, bisogna bere molti liquidi. Per gli sportivi può essere necessario compensare la perdita di elettroliti con gli integratori.
Offrire assistenza a persone a maggiore rischio (come gli anziani che vivono da soli, i lattanti etc.) e segnalare ai servizi socio-sanitari eventuali situazioni che necessitano di un intervento. Negli anziani un campanello di allarme è la riduzione di alcune attività quotidiane (spostarsi in casa, vestirsi, mangiare, andare regolarmente in bagno, lavarsi) che può indicare un peggioramento dello stato di salute. Controllare la temperatura corporea dei lattanti e bambini piccoli, abbassandola con una doccia tiepida e quando possibile aprire il pannolino
Dare molta acqua fresca agli animali domestici e lasciarla in una zona ombreggiata.

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Acli, guadagni giovani e donne -21% in Toscana

Acli, guadagni giovani e donne -21% in Toscana

Firenze, secondo lo studio ‘I redditi dei lavoratori dipendenti in Toscana’, la cui elaborazione è stata fatta da Iref su dati dei Caf Acli per il 2020 ed i cui risultati saranno presentati alla Festa Regionale delle Acli l’8 luglio a Ponticino, i giovani guadagnano meno degli adulti e una donna in Toscana guadagna il 21,1% in meno di un uomo, tuttavia ci sono alcuni segnali di ripresa, soprattutto della ‘generazione delle reti’, composta da coloro che sono nati dopo il 1996.

La ricerca dell’Acli ha preso come termine di paragone la seconda generazione di baby boomers (ovvero le persone nate tra il 1956 e il 1965) e i millennials (nati tra il 1981 e il 1995), con questi ultimi che anagraficamente potrebbero essere i figli dei primi. Si osserva che in Toscana il gap salariale tra genitori e figli – a livello di lavoratori dipendenti – è pari a oltre 6.500 euro. Ad Arezzo è sotto i 5.000 euro, a Livorno e Lucca è di oltre 8.000 euro. In pratica, a parità di mansione e orari, il figlio potrebbe arrivare a guadagnare fino al 32,5% in meno del padre.

Tra i dati positivi emerge che il 27,3% della generazione delle reti, la i-Generation (nati tra il 1996 e il 2015), ha un reddito medio compreso tra 12.886 e 19.677 euro, cifre vicine alla generazione precedente (i millennials) che però nel frattempo hanno accumulato un’altra esperienza lavorativa.

È necessario che le politiche per il lavoro seguano l’evolversi della società e che strutturino risposte mirate che tengano in considerazione le diverse fasce d’età dei lavoratori, investendo anche su orientamento scolastico e formazione professionale”, commenta Elena Pampana, vicepresidente regionale Acli Toscana con delega al lavoro.

Per quanto riguarda il genere una donna guadagna appunto il 21,1% in meno di un uomo: su scala locale a Grosseto il ‘gender pay gap’ è del 32%, pari a 7.242 euro di differenza. Divari salariali oltre il 30% anche a Massa (30,5%) e Livorno (30%). Numeri diversi a Siena (14,8%) e Arezzo (15,1%). Incrociando generazioni e genere, si nota come le lavoratrici millennials e dunque under 40 abbiano la differenza più ampia, con una retribuzione in media inferiore del 42,4% rispetto agli uomini sessantenni. Analizzando provincia per provincia a Livorno la differenza reddituale mediana “padre/figlia” è di 17.386 euro: una figlia può guadagnare il 52,4% in meno del padre. La provincia dove il gap si vede “meno” è Arezzo (34,9%).

“È evidente che l’Italia deve ancora crescere per ridurre il gap salariale tra donna e uomo: la parità non si ottiene solo a parole ma nei fatti” aggiunge Elena Lo Giacco, responsabile Acli Toscana delle politiche per la parità di genere. “Come in tutte le ricerche ci sono alcuni dati negativi ed altri che possiamo leggere in modo più positivo, con una speranza per il futuro – conclude Giacomo Martelli, presidente di Acli Toscana -. È vero che coloro hanno attualmente circa 30 anni guadagnano meno dei padri. Però fanno sperare i giovanissimi: il fatto che la i-generation abbia un reddito molto simile a circa il 29% dei millennial, pur avendo meno esperienza, ci sprona a progettare delle politiche per il lavoro che supportino ed incentivino tutti i lavoratori”.

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Pian dell’Albero, soldato russo in divisa, Regione e comuni ritirano gonfaloni

Pian dell’Albero, soldato russo in divisa, Regione e comuni ritirano gonfaloni

Firenze, ogni anno alla cerimonia per il ricordo dell’eccidio nazista di Pian dell’Albero, è presente anche un soldato russo, ma quest’anno quella divisa militare russa, accanto ai gonfaloni di alcuni comuni toscani, ai sindaci è apparsa poco consona.

Così all’arrivo del colonnello della Federazione russa, ogni anno invitato dall’Anpi al ricordo dell’eccidio nazista di Pian dell’Albero, i sindaci si sono tolti la fascia tricolore e hanno ritirato i gonfaloni “per evitare strumentalizzazioni”.

Il militare era l’addetto navale della Federazione russa e a invitarlo era stato l’Anpi, sezione di Gavinana, che ogni anno organizza l’evento e che anche quest’anno ha spedito gli inviti per la cerimonia, uno anche per l’Ambasciata russa.

“Il colonnello russo viene tutti gli anni in divisa. Tutti gli anni invitiamo sia gli Stati Uniti che la Gran Bretagna, che hanno liberato Firenze e l’Italia, così come invitiamo la Federazione russa perché anche loro hanno avuto caduti in questo episodio”, spiega il vicepresidente dell’Anpi di Gavinana Gigi Mannelli.

Ma quest’anno quella presenza è stata evidentemente giudicata se non gradita quantomeno controversa e Regione Toscana e i Comuni di Firenze, Bagno a Ripoli, Sesto Fiorentino, Figline-Incisa e Rignano sull’Arno hanno ritirato i gonfaloni mentre sindaci e assessori si sono tolti la fascia tricolore e non hanno voluto prendere la parola all’arrivo del colonnello, con tanto di corona d garofani e telecamera al seguito.

“Come ogni anno – spiega l’assessore di Palazzo Vecchio alla Cultura della memoria e della legalita’ Alessandro Martini – siamo stati in prima fila alla commemorazione dell’eccidio di Pian d’Albero in piazza Elia Dalla Costa. La memoria delle stragi del nazifascismo e il ricordo delle vittime è per noi un valore che serve a mantenere alta l’attenzione sulla libertà. Non vogliamo però cadere in strumentalizzazioni in un momento in cui un atroce conflitto per mano di un popolo aggressore sta insanguinando l’Ucraina”.

“Abbiamo quindi deciso, insieme agli amministratori degli altri comuni – riprende Martini -, unitamente al gonfalone della Regione, di partecipare alla commemorazione senza la fascia tricolore e senza i gonfaloni, che sono stati allontanati dal posto per evitarne un accostamento improprio e strumentale ad una divisa militare russa e alla corona della Federazione russa presenti alla celebrazione”.

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Rigassificatore, Cingolani: “Piombino dovrà avere compensazioni adeguate”

Rigassificatore, Cingolani: “Piombino dovrà avere compensazioni adeguate”

“Piombino può dire di aver fatto un’operazione per l’Italia che non ha fatto nessun altro e per questo dovrà avere compensazioni adeguate”. Lo ha detto il ministro alla Transizione ecologica Roberto Cingolani, in un’intervista al quotidiano Il Tirreno, parlando del progetto del rigassificatore a Piombino, in provincia di Livorno.

Intanto a Piombino si è formato un trasversale fronte del no al rigassificatore, un movimento che al netto delle questioni tecniche e di sicurezza contesta una scelta che giudica calata dall’alto.

“Mi stupisce questa contestazione – ha ripreso Cingolani. Io ho incontrato due volte il sindaco di Piombino e ho avuto e ho la massima attenzione al territorio: come ho detto al sindaco abbiamo valutato tutte le altre possibilità, ma questa, che non è un’installazione permanente, è l’unica soluzione possibile se vogliamo garantire in tempi brevi sicurezza e indipendenza energetica al Pese. Piombino può dire di aver fatto un’operazione per l’Italia che non ha fatto nessun altro e per questo dovrà avere compensazioni adeguate”.

“Intanto i tempi: la guerra è scoppiata 120 giorni fa, in due mesi il mio ministero ha realizzato un piano di diversificazione energetica, che prevede due rigassificatori non permanenti, e subito abbiamo contattato gli enti locali interessati. Il governo ha nominato poi un commissario, per la Toscana il presidente della Regione Giani, per facilitare le operazioni e tranquillizzare i cittadini. Siamo il primo Paese in Europa ad aver diversificato le sorgenti di gas tra naturale e liquido, e questo ci renderà energeticamente autonomi dalla Russia entro il 2024”.

Per quanto riguarda la paura dei cittadini sulla pericolosità dell’impianto Cingolani ha spiegato: “L’impianto è sicuro, sono state fatte tutte le verifiche tecniche. Ed è un impianto temporaneo”. Il ministro ha spiegato che quella di Piombino: “È una scelta tecnica e molto ponderata: abbiamo valutato tutti i candidati ma servivano caratteristiche precise: pescaggio sufficiente, bacino ampio, vicinanza alle tubazioni. I posti migliori sono risultati Piombino e Ravenna, ma Piombino è il primo perché qui per allestire la nave rigassificatrice bastano 12 mesi, l’inizio del 2023; a Ravenna ne servono per ragioni tecniche 8 in più”. Quindi vuol dire che o Piombino o si stacca la luce?

“Senza questa soluzione dovevo staccare la luce e chiudere le fabbriche all’Italia – ha spiegato infine Cingolani – Per questo come ho detto al sindaco, che ho visto la seconda volta l’8 giugno insieme ad altre forze politiche, faremo di tutto per compensare lo sforzo della città, risponderemo alle istanze del territorio che capisco benissimo ha una serie di problemi e di esigenze: le bonifiche, il passaggio alle rinnovabili per l’industria metallurgica”.

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Red Hot Chili Peppers al Firenze Rocks, il ritorno di Frusciante

Red Hot Chili Peppers al Firenze Rocks, il ritorno di Frusciante

Firenze, la terza calda notte del Firenze Rocks, calda in tutti sensi, arrivano al gran completo i Red Hot Chili Peppers, i biglietti erano esauriti da settimane, ed ad attenderli alla Visarno Arena c’erano 65.000 fans.

Tra i Red Hot Chili Peppers, sul palco, è ritornato lo storico chitarrista della band, John Frusciante, che si è subito preso la scena di Firenze con una intro di assolo di chitarra che ha aperto il concerto. Il suo rientro tra i Peppers è stato segnato anche dall’uscita, nell’aprile scorso, del dodicesimo disco della band, ‘Unlimited Love’, il primo progetto targato Frusciante dal 2006 a oggi, ben 16 anni, un’era nel mondo del rock. Gli occhi dei fans sono tutti per il chitarrista star, il quale non tradisce le aspettative del pubblico dando un’impronta di adrenalina pura al suono del gruppo.

Sul palco i Peppers alternano ai più grandi hit della loro carriera, le nuove canzoni dell’ultimo album, regalando così al pubblico suoni intramontabili della storia della band che si avvicendano a momenti strumentali e psichedelici, ed il pubblico è con loro dall’inizio alla fine.

Prima dell’arrivo dei Red Hot Chili Peppers sull’enorme palco della Visarno Arena, l’organizzazione di Firenze Rocks ha proposto l’esibizione di una leggenda dell’hip hop mondiale, vincitore di Grammy Award per il miglior album rap: Nas. E ancora prima di lui si sono esibiti anche il rapper italiano Tedua, la popstar californiana Remi Wolf e la band bolognese Savana Funk.

Ma è alle 21:00 circa, che è arrivato il clou della serata, quando calato il silenzio è stato il momento dei Red Hot Chili Peppers. Il loro concerto, annunciato per il Firenze Rocks del 2020, era stato rinviato per ben due stagioni prima che il Covid permettesse di averli ‘live’ sulle rive dell’Arno. E così il concerto è arrivato proprio quando sono scaduti i 30 anni dall’uscita di un disco fondamentale per la loro carriera come Blood Sugar Sex Magik ed i Peppers sono freschi del ritorno nel gruppo di Frusciante, una congiuntura astrale favorevole che ha regalato un grande spettacolo ai 65mila delle Cascine.

Il trio ha fatto assaporare il nuovo album con These Are the Ways, It’s Only Natural e Black Summer. Immancabili le perle storiche come Around the World, Californication e Tell Me Baby. Dopo oltre un’ora e mezzo di puro rock la band si nasconde qualche minuto dietro le quinte prima del gran finale con By the Way, brano tratto dall’omonimo album della band, uno dei diamanti della loro carriera. La degna chiusura di un concerto in cui la musica ha dominato la scena.

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