Meningite: un caso a Prato, grave donna di 64 anni

Meningite: un caso a Prato, grave donna di 64 anni

Un caso di meningite a Prato, ad essere colpita dall’infezione, spiega la Asl, una donna di 64 anni residente a Prato ora ricoverata in terapia intensiva all’ospedale pratese Santo Stefano: la prognosi è riservata.

In corso la tipizzazione dell’infezione; già avviata, spiega sempre la Asl, la profilassi per le persone venute a più stretto contatto con la donna che risulta non essere vaccinata contro la meningite. “L’unità funzionale di igiene e sanità pubblica dell’area pratese – si spiega dall’Azienda sanitaria – ha già attivato le procedure per l’indagine epidemiologica al fine di ricostruire i luoghi frequentati dalla signora ed ha già avviato le procedure di profilassi per i contatti stretti”.

L'articolo Meningite: un caso a Prato, grave donna di 64 anni proviene da www.controradio.it.

Cyberbullismo, Toscana: da Pd proposta legge per prevenzione

Cyberbullismo, Toscana: da Pd proposta legge per prevenzione

Una proposta di legge per contrastare bullismo e cyberbullismo con azioni di prevenzione e sensibilizzazione: a presentarla i consiglieri regionali del Pd Ilaria Giovannetti, prima firmataria, e Stefano Scaramelli, presidente della commissione sanità insieme all’assessore regionale alla presidenza Vittorio Bugli.

Il testo, che dovrebbe andare in commissione sanità il 30 ottobre, prevede che la Regione finanzi interventi rivolti alle scuole, ai luoghi di aggregazione giovanile, anche di ambito sportivo, volti alla realizzazione di campagne di sensibilizzazione e di informazione rivolte agli studenti e alle loro famiglie; all’organizzazione di corsi di formazione rivolti a gruppi di studenti finalizzati alla creazione di occasioni di ascolto e confronto e programmi di formazione per il personale scolastico ed educativo. La proposta di legge prevede anche l’istituzione di un ‘Comitato regionale per la lotta al bullismo e al cyberbullismo’, con funzioni propositive nei confronti della giunta toscana.

“Questa proposta – ha spiegato Ilaria Giovannetti – nasce proprio dai giovani che, attraverso il Parlamento regionale degli studenti ci hanno posto qualche tempo fa il problema di arrivare a una normativa toscana. L’aspetto più importante – ha aggiunto Giovannetti – è forse quello dell’istituzione del Comitato che assumerà il compito di elaborare progetti e coordinare le azioni”. Per Scaramelli “la sfida è essenzialmente di carattere culturale. Vuol dire aprire una breccia dentro un tema che molte volte non si vuole affrontare, e farlo con una legge in una regione come questa è importante”. Bugli ha ricordato che “la Regione Toscana ha già proprie azioni di contrasto al bullismo e al cyberbullismo. Ma non vi è dubbio che il fenomeno ha assunto una tale dimensione che vi è il bisogno di dotarci di una norma a livello regionale”.

L'articolo Cyberbullismo, Toscana: da Pd proposta legge per prevenzione proviene da www.controradio.it.

Al Meyer ricostruito l’orecchio a un bambino grazie alla stampa 3D

Al Meyer ricostruito l’orecchio a un bambino grazie alla stampa 3D

La stampa 3D ha consentito ai chirurghi del Meyer di ricostruire da zero l’orecchio di un bambino: è la storia di Lapo (nome di fantasia) paziente 13enne del Meyer, toscano, affetto da microtia, una malformazione congenita rara (colpisce 5 bambini su 10.000 nati), nel suo caso bilaterale, che porta a un’assenza di sviluppo dell’orecchio esterno. Il chirurgo plastico del Meyer che lo ha operato ha potuto ricostruire l’orecchio a partire da una piccola porzione di cartilagini costali prelevate dal bambino dando loro la forma dell’orecchio grazie a modelli stampati in 3D.

Quello appena eseguito al Meyer è il primo intervento in Italia che si avvale di questa tecnologia ed ha visto la collaborazione del team di chirurghi del pediatrico fiorentino, guidati in sala dal dottor Flavio Facchini (specialista in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva) insieme alla dottoressa Alessandra Martin (Chirurgo Pediatra), chirurghi dell’equipe del professor Antonino Morabito, anestesisti e infermieri.

In sala erano inoltre presenti alcuni ingegneri di T3Ddy: la professoressa Monica Carfagni, responsabile del laboratorio, Yary Volpe e Elisa Mussi. Il laboratorio T3Ddy (www.t3ddy.org), sostenuto dalla Fondazione Meyer, nasce dall’incontro tra le eccellenze cliniche del Meyer e quelle dei ricercatori del Dipartimento di Ingegneria Industriale dell’Università di Firenze e ha come obiettivo l’introduzione di tecnologie 3D altamente innovative nella pratica clinica.

meyer
Il dottor Flavio Facchini

L’intervento ha richiesto una lunga preparazione prima di arrivare in sala. Innanzitutto, la forma esatta delle cartilagini del bambino con le quali ricostruire l’orecchio è stata acquisita mediante TAC. A quel punto, grazie ad un software di ultima generazione, è stata stampata in 3D una copia delle cartilagini: da questo modello tridimensionale si è potuta vedere al millimetro la porzione di cartilagini da prelevare. Poi, per definire con la massima precisione possibile che forma avrebbe avuto un orecchio “naturale” del bambino, è stato preso a modello un orecchio della mamma del piccolo: grazie a scansioni 3D, il team ne ha riprodotto il modello tridimensionale. L’orecchio è stato stampato in tutte le sue parti e, una volta in sala, è stato fondamentale per plasmare le cartilagini ottenendo un orecchio esteticamente uguale a quello vero.

Prima di arrivare in sala operatoria, grazie alle stampe 3D dell’orecchio e delle cartilagini, l’intero intervento è stato simulato più volte dal team del Meyer: questo ha consentito di affinare la tecnica. “Il vantaggio di un intervento di questo tipo, rispetto a quelli eseguiti con la precedente tecnica 2D, è l’estrema precisione, che ha consentito di ridurre al minimo le cartilagini prelevate dalle coste del bambino. Quando siamo arrivati a prelevare le cartilagini sapevamo già i frammenti da utilizzare, perché il modello che avevamo stampato le riproduceva con fedeltà assoluta”, spiega il dottor Flavio Facchini. Grazie alla stampa 3D, inoltre, si sono ridotti i tempi di esecuzione dell’intervento (6 ore) e, di conseguenza, quelli dell’anestesia.

meyer

Lapo, tra qualche mese, verrà sottoposto ad un secondo intervento per ricostruire con la stessa tecnica anche il secondo orecchio: “Per un bambino con una malformazione che era così evidente, il recupero estetico acquista una grande valenza psicologica e sociale: lui non aveva problemi di udito ma la malformazione gli creava grande disagio”, racconta il dottor Facchini.

Adesso ci sono altri 6 bambini in attesa dello stesso intervento, e le prospettive sono incoraggianti: “Al Meyer si inaugura una nuova frontiera della chirurgia ricostruttiva, che apre la strada anche ad altri tipi di ricostruzione 3D: ad esempio per correggere le malformazioni del volto, alterazioni congenite del distretto testa-collo, gli esiti di traumi ed ustioni e gli esiti di interventi oncologici demolitivi”, annuncia il dottor Facchini. “La tecnica che abbiamo applicato al Meyer rappresenta il futuro della chirurgia: i modelli 3D consentono di pianificare l’intervento chirurgico e di adattare, con una precisione che era impensabile con le tecniche 2D, il modello ricostruttivo al singolo paziente”. Fino ad ora, infatti, per avere un modello di riferimento da cui partire per ricostruire l’orecchio, il chirurgo faceva tutto manualmente, disegnando i contorni anatomici su una lastra trasparente appoggiata alla parte presa a modello.

La simulazione preoperatoria rappresenta inoltre un ottimo strumento per la formazione e il training dei giovani chirurghi, che in questo modo avranno una curva di apprendimento molto più rapida.

Il dottor Facchini si è specializzato in tecniche ricostruttive dell’orecchio e microchirurgia nella più importante scuola mondiale del settore, l’ospedale pediatrico Necker di Parigi, e recentemente vi ha trascorso un periodo per approfondire la tecnica chirurgica grazie a una missione finanziata della Fondazione Meyer.

L'articolo Al Meyer ricostruito l’orecchio a un bambino grazie alla stampa 3D proviene da www.controradio.it.

Friedman: “Quota 100? Una Follia. Renzi ha ragione”

Friedman: “Quota 100? Una Follia. Renzi ha ragione”

Intervista con il giornalista e scrittore Alan Friedman che domani sarà alla Feltrinelli Red di Firenze per presentare il suo ultimo libro “Questa non è l’Italia”. E sulla nuova creatura di Renzi: Italia Viva può arrivare al 10%

Che cosa è successo al Paese? Come siamo arrivati a questo punto? Quant’è malata la nostra economia? Qual è la ricetta giusta per creare crescita e lavoro?  E chi sarà, alla fine dei giochi, a scegliere il successore del Presidente Mattarella?
Nel suo nuovo libro Questa non è l’Italia Alan Friedman ci regala una bussola per   navigare nel caotico mare dell’attuale situazione politica ed economica.

Questa non è l’Italia rivela le storie segrete e le verità  dietro alle turbolenze del  passato governo; affronta di petto le spinose tematiche dell’euro, del debito pubblico e dei conti italiani; spiega con numeri e cifre dell’impatto sull’economia dell’instabilità politica
nazionale; dipinge un quadro ricco di dettagli su personalità come quelle di Mario Draghi, Jean-Claude Trichet, Paolo Savona e Steve Bannon.
Questa non è l’Italia è il ritratto di un Paese che si ritrova alle prese con sé stesso; un richiamo alla coscienza collettiva; un grido a favore di un risveglio nazionale.

ALAN FRIEDMAN È un giornalista esperto di economia e politica, conduttore televisivo e scrittore statunitense. All’inizio della carriera fu un giovanissimo collaboratore dell’amministrazione del presidente Jimmy Carter, poi è stato per lunghi anni corrispondente del «Financial Times», in seguito inviato dell’«International
Herald Tribune» e editorialista del «Wall Street Journal». Tra i suoi libri: Tutto in famiglia, La madre di tutti gli affari, Il bivio, Ammazziamo il Gattopardo (Premio Cesare Pavese),
My Way. Berlusconi si racconta a Friedman da cui ha realizzato il documentario distribuito da Netflix in tutto il mondo. Già editorialista per «Panorama» e «Il Corriere della Sera», attualmente collabora con «La Stampa». Con la Newton Compton ha pubblicato Questa non è l’America, per settimane in vetta alle classifiche dei libri più venduti e vincitore del Premio Roma per la Saggistica 2017, e Dieci
cose da sapere sull’economia italiana, il libro di saggistica più venduto del 2018. Per saperne di più: www.alanfriedman.it

 

L'articolo Friedman: “Quota 100? Una Follia. Renzi ha ragione” proviene da www.controradio.it.

Forteto, Mugnai: “Nuovo rinvio, il Pd non penserà di far slittare ancora?”

Forteto, Mugnai: “Nuovo rinvio, il Pd non penserà di far slittare ancora?”

Il Vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera Stefano Mugnai segue la vicenda fin dalla commissione regionale d’inchiesta in Toscana del 2012: “Trent’anni di abusi e orrori su minori affidati alla comunità totem di Pd e sinistra”.

“Nuovo slittamento a data da definire per l’insediamento della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Forteto che era stato calendarizzato per domani, martedì 22 ottobre, alle ore 18. Il Pd non penserà mica di andare avanti tre anni e mezzo con i rinvii?”. Se lo domanda provocatoriamente il Vicecapogruppo di Forza Italia alla Camera onorevole Stefano Mugnai che – prima di essere autore di una delle proposte di legge che hanno portato all’istituzione di una Commissione d’inchiesta sui fatti della comunità di Vicchio del Mugello, alle porte di Firenze – nel 2012 come Consigliere regionale azzurro in Toscana ebbe a presiedere la prima commissione regionale di inchiesta sul Forteto.

La sua battaglia prosegue a Montecitorio: “Questa maggioranza di governo sembra non voler fare piena luce su cosa sia stato Il Forteto e sulle responsabilità che emergeranno in ordine ai 40 anni di cortocircuito istituzionale che resero possibili quegli orrori”, incalza Mugnai. “Il nuovo rinvio dell’insediamento delle Commissioni bicamerali, quindi anche quella d’inchiesta sul Forteto, parrebbe andare in questa direzione”, osserva.

“Questa è una maggioranza che pur di non lasciar votare gli italiani si propone di rimanere in piedi fino al termine naturale della legislatura – conclude Mugnai – ora mica penseranno di rinviare l’insediamento della Commissione Forteto per 3 anni e mezzo?”.

L'articolo Forteto, Mugnai: “Nuovo rinvio, il Pd non penserà di far slittare ancora?” proviene da www.controradio.it.