Letta a Pistoia ottimista per le prossime elezioni comunali

Letta a Pistoia ottimista per le prossime elezioni comunali

Pistoia, “La vedo bene, sono molto, molto ottimista, positivo, facciamo una battaglia importante qui a Pistoia, evidentemente abbiamo imparato la lezione di cinque anni fa”. Lo ha detto il segretario nazionale del Pd Enrico Letta intervenendo al Dem Festival, sabato a Pistoia a sostegno della candidata sindaco Federica Fratoni.

“Questo è il messaggio forte che diamo – ha aggiunto Enrico Letta – così come l’abbiamo imparata e la stiamo imparando anche nelle altre città che abbiamo perso negli ultimi cinque anni. Penso alla mia città, Pisa, penso alla città dove ho corso alle elezioni suppletive, Siena, insomma, abbiamo capito il messaggio che gli elettori toscani, delle città, dei capoluoghi di provincia ci hanno dato. Stiamo facendo un lavoro importante, vogliamo essere di nuovo convincenti, vogliamo di nuovo far sì che le nostre proposte siano quelle vincenti”.

“Abbiamo messo in campo candidati e coalizioni civiche il più larghe possibili e con buoni candidati anche se giochiamo ‘in trasferta’ essendo 20 comuni su 26 capoluogo a maggioranza di centrodestra. Sono amministrative in rimonta, sperando di giocarcela bene, non darò un valore politico nazionale al voto”.

“Sono convinto fermamente che queste siano amministrative basate sull’aspetto civico – ha aggiunto -, in questo momento è sbagliato confondere le vicende amministrative nazionali con il voto locale”.

Per Letta “è bene concentrarsi su un livello civico e amministrativo e su buoni sindaci: è importante in Toscana farlo perché rientra in un buon segno iniziato con la vittoria di Eugenio Giani alle Regionali. Nel periodo 2017-18 nelle città gli elettori ci avevano espulso con un giudizio negativo, stiamo lavorando per tornare in sintonia con i cittadini toscani”.

“Queste amministrative sono importanti per il rapporto con M5s. Con M5s l’unica vera collaborazione esclusiva è stata il Conte 2. Alle elezioni con loro non siamo mai andati veramente, abbiamo fatto qualche esperimento, pochi pochissimi, alle scorse amministrative. A questa tornata in tanti comuni andiamo insieme e lì si verificherà il rapporto, anche rispetto agli elettori. Per me sarà un test significativo e importante”.

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Bar in San Jacopino, sospesa licenza per clienti molesti

Bar in San Jacopino, sospesa licenza per clienti molesti

Firenze, il questore Filippo Santarelli, ha sospeso per 7 giorni la licenza, ai sensi dell’art. 100 del Tulps, a un bar del quartiere di San Jacopino.

Secondo quanto spiegato il provvedimento, predisposto dalla divisione polizia amministrativa e sociale della questura fiorentina, e notificato dal commissariato San Giovanni, è stato adottato a seguito di reiterati controlli della polizia di Stato, almeno cinque da marzo, dai quali sarebbe emerso che il bar sarebbe abitualmente frequentato anche da persone pregiudicate o già note alle forze dell’ordine, che sarebbero solite fare abuso di alcolici.

Queste ultime, dopo aver bevuto, resterebbero poi nei pressi del bar dando luogo a comportamenti molesti nei confronti dei residenti. L’area interessata negli ultimi mesi, si ricorda dalla questura, è stata teatro di danneggiamenti e di liti scaturite da ubriachi, nonché oggetto di esposti alla polizia da parte di residenti.

Sulla base di quanto rilevato, il questore “ha emesso il provvedimento, ritenendo che sussistano le condizioni di pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini”.

L’articolo 100 del ‘Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza’ Tulps, è il più temuto dai gestori degli esercizi commerciali, perché in caso di reiterata violazione può portare alla revoca della licenza: “Il questore può sospendere la licenza di un esercizio, anche di vicinato, nel quale siano avvenuti tumulti o gravi disordini, o che sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose o che, comunque, costituisca un pericolo per l’ordine pubblico, per la moralità pubblica e il buon costume o per la sicurezza dei cittadini. Qualora si ripetano i fatti che hanno determinata la sospensione, la licenza può essere revocata”.

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Beni confiscati alle mafie, 199 assegnati in Toscana

Beni confiscati alle mafie, 199 assegnati in Toscana

Firenze, sono 199 i beni confiscati alla criminalità organizzata che l’azienda nazionale che li amministra, la Anbsc, ha già destinato in Toscana. E’ l’ultimo dato disponibile negli archivi Open Regio, al netto della tenuta di Suvignano.

Si tratta di 21 aziende e 178 beni immobili:  ma siccome si tratta di unità catastali, pertinenze comprese, alla fine la consistenza reale degli immobili è minore. Un appartamento con un box auto ed un terreno, tanto per chiarirsi, conta per tre anziché uno. Quanti alla fine siano gli edifici sequestrati lo si può intuire dalla localizzazione geografica: i 138 beni destinati si trovano in sole 42 posizioni, spesso si sovrappongono; e solo 66, in tutto l’elenco, sono gli immobili principali. Circa uno su due.

I beni possono essere assegnati solo dopo confisca definitiva, situazione che interessa altri 328 beni (282 immobili e 46 aziende) in Toscana oltre a quelli già destinati. Molti però sono a volte scatole vuote prive di valore autentico. Oppure non sono utilizzabili, almeno non immediatamente, perché frutto di abusi edilizi, inagibili od ancora occupati, gravati da debiti ed ipoteche oppure confiscati solo per una parte. La destinazione dunque in quel caso si complica. Con i sequestri non ancora definitivi, i beni gestiti in Toscana dall’associazione nazionale salgono a 588 (503 immobili e 85 aziende).

Dei beni già destinati, 138 immobili sono stati trasferiti al patrimonio degli enti territoriali (26 Comuni), 27 sono stati mantenuti al patrimonio dello Stato e 13 messi in vendita. La provincia che ne conta di più è Arezzo (45), seguita da Pistoia (35), Firenze (18), Massa Carrara (17), Livorno (16), Siena (14), Lucca (13), Prato (8), Grosseto (7) e Pisa (5). Considerando tutti gli immobili confiscati in via definitiva, anche quelli in gestione all’agenzia nazionale, Grosseto è prima (87 immobili) e seguono Pistoia (79), Arezzo (66), Siena (48), Prato (39), Lucca (38), Livorno (34), Massa Carrara (32), Firenze (25) e Pisa (12).

Le 67 aziende confiscate definitivamente (21 quelle destinate) si distribuiscono tra le province di Massa Carrara (13), Prato (12), Livorno, Lucca e Pistoia (10 a testa), Firenze (6), Pisa (3), Siena (2), ed Arezzo (1). Nessuna in provincia di Grosseto.

Complessivamente, tra immobili e aziende, sono 79 le amministrazioni comunali in Toscana che contano beni confiscati. A questo indirizzo è disponibile l’elenco degli immobili ed aziende destinati alle amministrazioni locali: https://www.regione.toscana.it/-/elenco-dei-beni-confiscati-alla-criminalit%C3%A0-organizzata-e-destinati-ai-comuni-della-toscana.

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‘Spari alle Cascine’, arresti convalidati a poliziotto e compagna

‘Spari alle Cascine’, arresti convalidati a poliziotto e compagna

Firenze, convalida dell’arresto e misura di custodia cautelare ai domiciliari per il poliziotto coinvolto nel caso degli ‘spari alle Cascine’ di giovedì scorso.

Così ha deciso il gip di Firenze oggi in merito al caso del poliziotto 47enne e della sua compagna 45enne, che dopo gli ‘spari alle Cascine’, erano finiti agli arresti domiciliari per resistenza a pubblico ufficiale.

Il fermo dei due era avvenuto, sempre giovedì scorso, per aver ostacolato una perquisizione nella loro casa a Firenze, effettuata dai carabinieri che avevano individuato l’agente come l’uomo che la mattina del 19 maggio, avrebbe ferito al volto con un coltello un uomo originario del Gambia e poi sparato due colpi di pistola in circostanze ancora da chiarire.

Per di più, durante la colluttazione, avvenuta nell’abitazione dei due arrestati in occasione della perquisizione, una donna carabiniere era rimasta ferita.

Da quanto appreso la 45enne si sarebbe avvalsa della facoltà di non rispondere, mentre il poliziotto avrebbe reso dichiarazioni solo riguardo alla sua condotta in occasione ella perquisizione, ma non su quanto accaduto alle Cascine.

Per i fatti riguardanti gli spari, il poliziotto è stato quidi denunciato a piede libero. Il poliziotto ieri è stato sospeso dalla questura di Firenze dove aveva preso servizio da non molto tempo.

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🎧 Manifestazione ‘Fermate la guerra, fermate il riarmo’

🎧 Manifestazione ‘Fermate la guerra, fermate il riarmo’

Firenze, si è svolta una manifestazione organizzata dai sindacati di base Cub, Cobas, Usi, Sgb e dalla sinistra fiorentina, per protestare contro “l’economia di guerra e il carovita” ma anche contro l’invio di armi negli scenari di guerra”.

Circa un paio di centinaia di persone si sono ritrovate al concentramento della manifestazione in piazza Adua, per poi percorrere in corteo ilo centro cittadino ed arrivare fino in piazza Santissima Annunziata, dove si tenuta un’assemblea pubblica.


In podcast l’intervista a Alessandro Nannini dei Cobas, a cura di Gimmy Tranquillo.

“Condanniamo l’invasione dell’Ucraina scatenata da Putin si legge in un comunicato firmato ‘Confederazione dei Comitati di Base’ distribuito alla manifestazione – e ci mobilitiamo per l’immediato cessate il fuoco, il ritiro delle truppe russe e l’apertura delle trattative per una pace giusta e duratura. Condanniamo anche i continui riferimenti di Putin alla possibilità di usare l’arsenale atomico con il rischio evidente di una catastrofe planetaria”.

“Manifestiamo la nostra solidarietà al popolo ucraino aggredito – continua il comunicato – e siamo al fianco di quella parte del popolo russo che, nonostante migliaia di arresti, si oppone all’invasione dell’Ucraina. Siamo contro la Nato, le cui politiche e espansionistiche in Europa, dopo il dissolvimento dell’Urss, hanno fornito il pretesto alle mire neo-imperiali di Putin per invadere l’Ucraina. Siamo contro il riarmo generalizzato, esigiamo il disarmo nucleare e bellico a livello globale, dagli arsenali russi e cinesi a quelli USA e Naro e degli altri paesi con armi nucleari”.

“Diciamo NO alla decisione dei governi europei e di quello italiano di intervenire nel conflitto inviando armi all’Ucraina, NO all’utilizzo logistico e operativo delle basi militari sul nostro territorio. Vogliamo un’Europa di pace e di accoglienza per tutti i popoli e il pieno sostegno ai profughi”.

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