Toscana: Rossi, “stop isolamento a casa, ora alberghi sanitari”

Toscana: Rossi, “stop isolamento a casa, ora alberghi sanitari”

La Regione Toscana ha emanato un’ ordinanza con cui invita i soggetti in isolamento a casa, positivi al Coronavirus, ad accettare di trasferirsi temporaneamente in un albergo sanitario, dove saranno seguiti quotidianamente da medici e infermieri, e, eventualmente, di dichiarare esplicitamente un loro eventuale diniego. Lo ha annunciato in un videomessaggio il presidente Enrico Rossi.

“E’ una misura di protezione maggiore per se stessi e gli altri”, ha detto. Attualmente in Toscana sono 3.500 le persone positive che osservano la quarantena in casa.

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Coronavirus: 173 nuovi casi, 3426 tamponi e 18 decessi in Toscana, 5.672 contagi dall’inizio

Coronavirus: 173 nuovi casi, 3426 tamponi e 18 decessi in Toscana, 5.672 contagi dall’inizio

Sono 173 i nuovi casi positivi al Coronavirus registrati in Toscana a ventiquattro ore dal precedente bollettino, analizzati nei laboratori toscani; e 18 i nuovi decessi. Continua a scendere il trend dei nuovi casi positivi (ieri erano stati 226). Diminuisce il numero dei decessi: 18, rispetto ai 22 di ieri. Così come diminuisce di 20 unità il numero dei ricoveri rispetto a ieri; nelle terapie intensive si registra una diminuzione di 2 unità.

Continuano ad aumentare, rispetto a ieri, i pazienti clinicamente guariti +7 (da 216 a 223), e anche quelle virali +3 (da 84 a 87).

Ad oggi sono dunque 5.672 i contagiati dall’inizio dell’emergenza. 87 sono finora le guarigioni virali (i cosiddetti “negativizzati”, risultati negativi al test ripetuto per due volte a distanza di 24 ore), 223 le guarigioni cliniche (senza più sintomi ma non ancora negativizzati) e 308 i decessi. I casi attualmente positivi in cura rimangono dunque 5.054. Spetterà in ogni caso all’Istituto superiore di sanità attribuire le morti al Coronavirus: nella quasi totalità dei casi, si tratta infatti di persone che avevano patologie concomitanti.

Questi gli 18 decessi registrati in Toscana nelle ultime 24 ore, che vanno ad aggiungersi ai 290 registrati fino a ieri, per un totale di 308 decessi dall’inizio dell’epidemia. Con l’indicazione di sesso, età, comune di domicilio: F. 88, Filattiera; M. 66, Mulazzo; M. 72, Lucca; M. 75 Pietrasanta; F. 77, Borgo a Mozzano; M. 88, Capannori; F. 68, Livorno; F. 82, Livorno; M. 95, Livorno; F. 90, Carrara; M., 85, Firenze; F. 95, Firenze; F. 80, Firenze; F., 82, Pistoia; F. 99, Pistoia; M., 82, Pescia; M. 64, Firenze; M., 79, Montevarchi.

Per quanto riguarda i ricoveri, a oggi sono in totale 1.415 (ieri erano 1.437), di cui 286 in terapia intensiva.

Questi i numeri che fotografano la situazione toscana a venerdì 3 aprile, così come sono stati trasmessi dall’assessorato al diritto alla salute al Ministero della salute, e come verranno comunicati dal capo della Protezione civile Angelo Borrelli.

Di 5.672 tamponi fino ad oggi risultati positivi al test, questa è la suddivisione per provincia di segnalazione, che non sempre corrisponde necessariamente a quella di residenza: 1.626 Firenze, 374 Pistoia, 332 Prato (totale Asl centro: 2.227), 856 Lucca, 659 Massa-Carrara, 527 Pisa, 316 Livorno (totale Asl nord ovest: 2.313), 273 Grosseto, 339 Siena, 370 Arezzo (totale sud est: 959).

Dal 1° febbraio ad oggi nei laboratori toscani sono stati effettuati in tutto 47.886 tamponi, su 41.571 persone (in alcuni casi sono stati effettuati più test per lo stesso paziente). Solo nelle ultime 24 ore, sono stati fatti 3.426 tamponi. Questo aumento si deve al fatto che il numero di laboratori impegnati nel processare i tamponi è ancora salito. Attualmente i laboratori sono 13: ai tre laboratori di microbiologia e virologia delle tre aziende ospedaliero universitarie di Careggi, Pisa e Siena, in funzione dall’inizio di febbraio, negli ultimi giorni se ne sono aggiunti infatti altri 10: Ispro (Istituto per lo studio, la prevenzione e l a rete oncologica), i laboratori di Arezzo e Grosseto (Asl sud est), Livorno, Lucca e 2 a Massa (Asl nord ovest), Prato (Asl centro), Meyer, più un laboratorio privato.

Dal monitoraggio giornaliero sono invece 15.237 le persone in isolamento domiciliare in tutta la Toscana: 7.230 nella Asl centro, 6469 nella Asl nord ovest, 1.538 nella Asl sud est.

Le informazioni sui singoli casi saranno fornite dagli uffici stampa delle aziende sanitarie, nel rispetto della privacy, con successivi comunicati stampa o per telefono.

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Test sierologico a personale a rischio. No ai test dei privati

Test sierologico a personale a rischio. No ai test dei privati

Test sierologici rapidi a chi appartiene alle categorie con maggior rischio espositivo, anche in ragione della tutela della salute pubblica. O, su richiesta del medico o pediatra di famiglia, ai singoli individui che manifestino sintomi di infezione da Covid. I test sierologici fatti dai privati non avranno nessun valore. La Regione è disposta a convenzionarsi con i privati che lo vorranno. Ma se invece questi procederanno a fare i test in autonomia, la Regione li denuncerà alla Protezione civile nazionale, chiedendo la requisizione dei kit per i test sierologici.

E’ il contenuto della nuova ordinanza firmata oggi del presidente Enrico Rossi. “Abbiamo deciso di mettere ordine nel campo dei test sierologici – ha detto Rossi nel videomessaggio inviato tramite la sua pagina Facebook – Faremo il test sierologico secondo un ordine di priorità che in futuro potrà anche allargarsi. Prima di tutto abbiamo pensato agli operatori sanitari, e poi a quelli delle Rsa, Rsd, strutture socio-sanitarie e di accoglienza; al volontariato, le farmacie, le forze dell’ordine, il personale penitenziario. Anche ai singoli cittadini, se il medico o pediatra di famiglia lo riterrà necessario. Ma al di fuori di queste categorie, non si potranno fare i test rapidi. E i privati che vorranno farli, dovranno convenzionarsi con noi. Se il test viene effettuato al di fuori della sanità pubblica, dove viene fatto gratuitamente, per noi non ha nessun valore. Noi siamo disponibili a collaborare con il privato, ma non possiamo permettere che i cittadini vengano turlupinati, né che ci sia spreco di risorse al di fuori di un quadro di priorità stabilito dalla sanità pubblica”.

Questi i gruppi su cui saranno eseguiti i test sierologici rapidi nell’ambito della sanità pubblica:

– Operatori sanitari e soggetti operanti a vario titolo nelle Aziende ed Enti del SSR, operatori nelle strutture sanitarie private e di altri Enti nel territorio regionale;

– Operatori e ospiti delle strutture socio-sanitarie e di accoglienza, con particolare riferimento alle RSA (Residenze sanitarie assistite)e RSD (Residenze sanitarie disabili);

– Personale del Volontariato impegnato nella emergenza sanitaria e di protezione sociale in genere;

– Farmacie;

– Personale addetto agli Istituti penitenziaria, con particolare attenzione al personale sanitario;

– Forze dell’ordine e Vigili del Fuoco;

– Chiunque, in forma singola o associata, svolga un’attività lavorativa di assistenza o sostegno alla popolazione anziana e/o fragile;

Altre priorità di intervento, in rapporto a comunità e gruppi identificabili, potranno essere successivamente individuati, in ragione della progressiva disponibilità dei test.

Per quanto riguarda i singoli cittadini, chiunque manifesti sintomi suggestivi di infezione da Covid potrà essere sottoposto al test sierologico, esclusivamente su richiesta del medico e del pediatra di famiglia.

Nell’ordinanza si precisa anche che il test sierologico rapido da solo non ha valenza diagnostica; a seguito di esito positivo o dubbio del test, si dovrà procedere al test diagnostico molecolare (tampone orofaringeo).

I test sierologici rapidi verranno distribuiti alle aziende ed enti del SSR, in base alla disponibilità; aziende ed enti definiranno le modalità di somministrazione e distribuzione del test sierologico.

I criteri potranno subire intergazioni e/o modifiche, in base alla progressiva disponibilità dei test, del mutare del quadro epidemiologico, delle sopravvenute evidenze scientifiche, delle valutazioni del gruppo di lavoro regionale, e anche degli indirizzi indicati dal livello nazionale.

Quanto ai test sierologici rapidi fatti dai privati, l’ordinanza dice chiaramente che, anche a causa della scarsità dei test sierologici rapidi a disposizione, è fatto divieto di procedere all’effettuazione dei test al di fuori degli ambiti indicati dall’ordinanza stessa. E stabilisce che, nel caso vengano prese iniziative diverse, venga adottata ogni misura correttiva necessaria, compresa la proposizione da parte del presidente della Regione al capo dipartimento della Protezione civile, della requisizione dei test sierologici rapidi dei laboratori privati.

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Pitti Uomo, rinviato da giugno a settembre,

Pitti Uomo, rinviato da giugno a settembre,

Firenze, il cda di Pitti Immagine presieduto da Claudio Marenzi, considerata l’evoluzione dell’emergenza sanitaria in Italia e nel mondo e le prospettive di prolungamento dei provvedimenti restrittivi delle attività produttive e commerciali e degli spostamenti, ha deciso di rimandare a settembre i saloni che erano in programma nel mese di giugno.

La decisione di rimandare i Pitti è stata presa dopo aver valutato le proposte dell’ad Raffaello Napoleone, che ha condotto nelle ultime settimane una ricognizione dei pareri di espositori e compratori.

Così Pitti Immagine Uomo n. 98 si sposta dal 2 al 4 settembre (3 giorni), a Fortezza da Basso di Firenze; Pitti Immagine Bimbo n. 91 sarà il 9-10 settembre (2 giorni) a Fortezza da Basso; Pitti Immagine Filati n. 87 è confermata ma la data verrà discussa con il Comitato Tecnico del salone l’8 aprile; Fragranze n. 18 è confermata nelle date originarie, 11-13 settembre, alla Stazione Leopolda; Super n. 16 confermata nelle date originarie, 24-27 settembre, al Padiglione Visconti a Milano;Taste n. 15, già riprogrammata per i primi di giugno, è cancellata e rinviata alle date ordinarie del 2021 (13-15 marzo). Inoltre, in accordo con le indicazioni espresse dall’amministratore di Stazione Leopolda, Agostino Poletto, il cda ha rinviato la prima edizione di Testo -evento dedicato all’editoria italiana già riprogrammato a giugno- alla seconda metà di febbraio 2021.

“Mi sono sentito con Raffaello Napoleone e ho condiviso la scelta sofferta ma di buon senso e ponderata di rinviare l’edizione di giugno di Pitti Immagine Uomo – ha dichiarato il sindaco di Firenze Dario Nardella – Il posticipo a settembre rappresenta una sfida straordinaria per la ripartenza della moda italiana a livello internazionale. Dobbiamo mettere tutte le energie nel superamento di questa crisi e allo stesso tempo nella preparazione di un nuovo Rinascimento. La moda è simbolo di creatività, eccellenza e imprenditoria italiana e Firenze è il cuore di questo simbolo. Settembre può essere il momento in cui accendere la scintilla di una grande ripresa economica e culturale di tutto il Paese. Faccio un grande in bocca al lupo di tutti gli organizzatori di Pitti Immagine, garantisco la collaborazione del Comune al Centro per la moda italiana e rivolgo ad Antonella Mansi e Raffaello Napoleone il mio più grande augurio affinchè possano lavorare fin da oggi per un rilancio storico e memorabile”.

“L’edizione di quest’anno – aggiunge l’assessore a cultura e moda Tommaso Sacchi – sarà un’edizione particolare e inedita anche perché inevitabilmente condizionata dal momento storico che stiamo vivendo. Sarò al fianco della Presidente Mansi e dell’AD Napoleone per fare tutto il possibile per renderla una vera e propria occasione di ripartenza, una occasione per il settore della moda ma soprattutto per Firenze e per l’Italia intera. Confermare le tre fiere della moda (Pitti Uomo, Pitti Bimbo e Pitti Filati) oltre a Fragranze, tutte nel mese di settembre, è segno di grande responsabilità e spirito giusto per ricominciare. A Pitti, vanto della nostra città noto in tutto il mondo, va il nostro grazie”.

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Coronavirus: positivi in Toscana , 55% maschi con età media 59 anni

Coronavirus: positivi in Toscana , 55% maschi con età media 59 anni

“Dalla piattaforma dell’Istituto superiore di sanità dei casi positivi, alimentata dai dipartimenti di prevenzione delle tre Asl toscane, emerge che il 55% dei casi sono maschi con età media di 59 anni e solo il 14% ha meno di 40 anni confermando come i più giovani non vengano sostanzialmente toccati dal virus”. Lo ha detto l’assessora al diritto alla salute, Stefania Saccardi, nel corso della comunicazione della Giunta regionale sull’emergenza Coronavirus durante la seduta in videoconferenza del Consiglio regionale.

Tra i casi positivi al Coronavirus, ha aggiunto Saccardi, “il 10% è risultato asintomatico, quasi il 30% ha condizioni cliniche lievi, il 33% severe e quasi 5% gravi. Un malato su 3 ha almeno una patologia cronica”. Per quanto riguarda i deceduti, ha aggiunto Saccardi, “la letalità, il numero di deceduti sui positivi totali, è del 5,2% contro il 15,4% della Lombardia e il 11% dell’Emilia Romagna. L’incremento della mortalità invece, cioè i deceduti sulla popolazione residente, mostra un aumento meno repentino nel tempo: solo il Veneto registra dati migliori della Toscana tra le Regioni a forte circolazione del virus”.

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