Torna ‘France Odeon’, il Festival del Cinema Francese

Torna ‘France Odeon’, il Festival del Cinema Francese

🔈Presentata oggi la XII edizione di ‘France Odeon’, il Festival del Cinema Francese, che si terrà a Firenze dal 29 ottobre al 1° novembre.

France Odeon, è diretto da Francesco Ranieri Martinotti ed organizzato in collaborazione con l’Institut Français e Fondazione Sistema Toscana. Un festival che stabilisce un ponte virtuale, in questo periodo di difficoltà, tra l’Italia e la Francia, tra due culture e due cinematografie, che da sempre sono molto vicine. E anche quest’anno il festival, in uno scenario più difficile del solito e nel rispetto delle norme di sicurezza, lavorerà per riuscire a riunire a Firenze il pubblico, gli artisti, i giurati.

A dare il via al festival sarà lo scoppiettante trio di attrici francesi (Juliette Binoche, Noémy Lvov-sky, Yolande Moreau) interpreti de La Bonne épouse, divertente commedia al femminile di Martin Provost, ospite a Firenze, ambientata in un istituto femminile dove si insegna alle ragazze della ric-ca borghesia di provincia a diventare mogli e madri modello, mentre il Maggio francese e il vento del Femminismo bussano alla porta. Doppia proiezione, alla presenza del regista (giovedì 29 ottobre alle 19.30 e alle 22.15).

Dell’autore de La famiglia Bélier, Eric Lartigau, sarà proiettato il film #Jesuislà, un’altra intelligen-te commedia con uno degli attori più amati dal pubblico francese, Alain Chabat. Stéphane, chef di successo, stanco della monotonia della propria vita coniugale e lavorativa, si ritrova intrappolato co-me in un sortilegio d’amore all’aeroporto di Seoul.

Quattro sono le anteprime di film selezionati per la 73esima edizione del Festival di Cannes, che non ha avuto luogo: Rouge, di Farid Bentoumi, interpretato da Sami Bouajila e Zita Hanrot (Pre-mio L’Essenza del Talento a France Odeon 2019), dove il rosso del titolo sta per il colore della pol-vere tossica prodotta da una fabbrica chimica, che invade le strade e i palazzi di una città di provin-cia. Conflitti legati all’ambiente e al lavoro che ricordano in chiave francese la drammatica questione dell’Ilva di Taranto.

Les choses qu’on dit, les choses qu’on fait, di Emmanuel Mouret, con Niels Schneider, Camélia Jordana e Vincent Macaigne: intrecci amorosi e tradimenti raccontati dal regista con la sua consueta eleganza e la nitida lente d’ingrandimento, che guarda in profondità nella psiche e nei sentimenti dei suoi personaggi. Per gli amanti del fantasy horror, sempre da Cannes arriva Teddy, dei giovanissimi gemelli Boukherma, con Anthony Bajon e Noémie Lvovsky. Siamo alle pendici dei Pirenei, il prota-gonista Teddy, adolescente in piena tempesta ormonale, è convinto di un essere un licantropo… o forse lo è davvero?

Per quanto riguarda la selezione dei film di Cannes, l’ultimo titolo sarà comunicato nei prossimi gior-ni

Due i film provenienti dalla 77esima Mostra del Cinema di Venezia. Dal Concorso, Amants, di Nicole Garcia, noir che, oltre a essere il genere di riferimento del film, è anche il colore dell’oscuro lato dell’amore tra Lisa (Stacy Martin) e Simon (Pierre Niney). A presentare il film ci sarà lo sceneg-giatore Jacques Fieschi che, nell’ambito del festival, terrà una masterclass di sceneggiatura. All’incontro, che sarà diffuso anche sulla piattaforma Più Compagnia (www.cinemalacompagnia.it) sarà aperta a dieci studenti di cinema. Prosegue anche la consolidata collaborazione con le Giorna-te degli Autori di Venezia da cui viene Cigare au miel, di Kamir Aïnouz. Oppressa dalle regole seve-re della propria famiglia di origini berbere algerine, Selma (Zoé Adjani) deve lottare per trovare una sua indipendenza ed esplorare liberamente la propria sessualità. Nonostante non sia facile per lei in-frangere i tabù familiari e culturali, riesce lo stesso a muovere i primi passi verso l’emancipazione nel-la Parigi dei primi anni Novanta.

Applauditissimo al Festival di Berlino, Le sel des larmes è il nuovo film di uno dei registi più rigoro-si e coerenti del cinema francese d’autore, Philippe Garrel, maestro del bianco e nero. Le prime conquiste femminili di un ragazzo e il profondo rapporto che ha con suo padre. Con due giovanissi-mi e talentuosi attori Oulaya Amamra e Logann Antuofermo.

Torna a Firenze Marc Fitoussi, un amico di France Odeon – emblematico rappresentante dello stret-to legame tra il cinema francese e quello italiano –  per presentare Les apparences, film basato su un romanzo di Karin Alvtegen. Apparenze coniugali, familiari, sociali e morali sono al centro di un tra-dimento tra Eva (Karin Viard) e suo marito Henri (Benjamin Biolay) direttore d’orchestra di succes-so.

Per l’originalità e la qualità artistica de #’EffetDomino, di Jean Bulot e Eloïse Daviaud, il direttore del festival Francesco Ranieri Martinotti ha voluto inserire per la prima volta un prodotto audiovisivo se-riale nel programma. Una riflessione sul potere delle piattaforme web, su come queste possano co-struire e distruggere notizie, informare o disinformare, lanciare nel firmamento e far precipitare agli inferi con la stessa velocità. La serie sarà disponibile sulla sala virtuale Più Compagnia, insieme ad alcune repliche dei film in programma.

La XII edizione di France Odeon sarà come di consueto ricca di iniziative collaterali. Due presen-tazioni di libri: Mario Bava: magicien des couleurs sarà oggetto di un incontro all’Institut français Firenze, venerdì 30 ottobre alle 16.30, tra l’autore Gérald Duchaussoy, direttore della sezione Cannes Classics, e il critico e regista Steve Della Casa. Fresco di stampa, Fellini 23 1/2 (Edizioni Cineteca di Bologna), di Aldo Tassone è un’opera enciclopedica sui film del maestro riminese che sarà presentata al cinema La Compagnia domenica 1° novembre alle 10.30 alla presenza dell’autore e di Piera Detassis. L’incontro sarà preceduto dalla proiezione dell’episodio Toby Dammit, firmato da Fellini, facente parte del film collettivo Tre passi nel delirio.

Di estrema attualità il convegno Italia-Francia e le infrastrutture europee della cultura (venerdì 30 ottobre, ore 11.00, al cinema La Compagnia) che intende aprire una riflessione su quanto sta facendo l’Unione Europea per promuovere, valorizzare e veicolare la cultura e in particolare quella del cinema e dell’audiovisivo, in risposta al dinamismo concorrenziale delle OTT (Google, Netflix, Amazon), in prospettiva dell’utilizzo del Recovery Fund. Molti i relatori tra i quali l’Onorevole Massimiliano Smeriglio (Parlamento Europeo), l’Ambasciatore di Francia in Italia Christian Masset, il direttore di Villa Medici, Sam Stourdzé, il professor Carlo Alberto Pratesi (Università Roma Tre), Fanny Aubert-Malaurie (Département Cinéma Institut Français).

Per quanto riguarda la giuria che assegnerà il premio Foglia d’Oro Manetti Battiloro, possiamo an-ticipare tre dei nomi dei giurati che ne faranno parte: Piera Detassis, Ema Stokholma e Daniele Orazi.

In occasione dell’inaugurazione che avrà luogo il 29 ottobre alle 18.45 al cinema La Compagnia sarà consegnato il premio L’Essenza del Talento 2020 realizzato in collaborazione con Ferragamo Parfums a Oulaya Amamra, giovane talento del cinema francese.

Il Festival attribuirà anche il premio Régards Méditerranéens – Sguardi Mediterranei, ispirato alla tradizione di apertura verso il mare della città di Livorno, come riconoscimento al film francese che si richiami all’idea del mare nostrum come culla di tradizioni e culture, habitat irrinunciabili per la ci-viltà italiana e francese.

Gimmy Tranquillo ha intervistato il direttore del festival, Francesco Ranieri Martinotti e la Console Onoraria di Francia e direttrice dell’Institut Français, Manon Hansemann:

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