Ucraina, Giani: “Putin dittatore senza cervello. Ci attiviamo per i profughi”

Ucraina, Giani: “Putin dittatore senza cervello. Ci attiviamo per i profughi”

“Condivido la richiesta del presidente ucraino Zelenskyj di essere parte dell’Unione Europea”. Lo ha affermato Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, esprimendo solidarietà al popolo dell’Ucraina.

Il Governatore della Toscana Eugenio Giani ha speso parole dure nei confronti del presidente russo Vladimir Putin e di sostegno ai cittadini dell’Ucraina, colpiti dalla guerra. Il presidente della Regione Toscana, inoltre, oggi parteciperà alla riunione convocata dal prefetto di Firenze per approntare misure idonee alla prima accoglienza dei cittadini ucraini in fuga.

“La violenza che stanno subendo da un dittatore senza cervello come Putin – ha detto Giani – è qualcosa che ci inorridisce al nostro sentimento comune: la solidarietà, non a caso, in tutta Europa è senza se e senza ma, e noi dobbiamo essere dalla loro parte”. Secondo Giani i fatti di questi giorni “dimostrano da che parte sono gli ucraini. Sono parte integrante del popolo europeo, sono parte integrante di chi vuole la libertà, la democrazia e l’autodeterminazione, non possono stare a contatto con la Russia di Putin, e conseguentemente per me l’Ucraina è un paese europeo. Quello che ha detto Ursula von der Leyen, la nostra presidente della Commissione europea, è molto giusto, è molto vero, dobbiamo accogliere la loro richiesta”.

“Cercheremo di convertire gli spazi degli alberghi sanitari che avevamo a disposizione per il Covid” in spazi per “l’accoglienza dei profughi”, e “cercheremo di inserire nei corridoi umanitari un livello di coordinamento per una raccolta di beni che possano essere trasportati in Ucraina”.

“C’è bisogno chiaramente di medicinali, di viveri e di tutto quello che può sostenere una popolazione stremata”, ha detto Giani, a margine di una iniziativa sottolineando che “ci dobbiamo preparare ad una guerra che nell’Ucraina trova impaludati i mezzi e l’offensiva dei russi”, e dove “la popolazione ucraina rischia di vivere la propria resistenza a costo di grandi stenti da un punto fisico”.

Per il governatore toscano “noi abbiamo già, più di quanto comunemente si pensi, l’Ucraina in Italia. Spesso sono queste donne, le badanti, che sono un fondamentale supporto nelle nostre case, che non hanno mai creato un problema di immigrazione, che sono state solo d’aiuto alle nostre famiglie magari per tenere le persone accanto agli anziani che nella dimensione del lavoro le nostre famiglie non riescono a tenere. Queste persone ora vengono fuori perché con il loro magro stipendio sostenevano in Ucraina le loro famiglie, e ora chiedono l’aiuto per i loro figli che sono lì a combattere, per le donne ed i bambini che si accalcano ai confini”.

 

 

 

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