Val di Cecina: contro CO2, piantati 245mila olivi

Val di Cecina: contro CO2, piantati  245mila olivi

Quasi 250mila nuovi alberi in Val di Cecina, quasi tutti olivi, per combattere i gas serra e dare una spinta all’agricoltura di qualità: questo il senso del progetto ‘Scapigliato Alberi’.

Il progetto è stato messo a punto messo a punto da Scapigliato srl, la società che gestisce l’omonimo polo impiantistico di smaltimento dei rifiuti, insieme al Comune di Rosignano Marittimo (Livorno), col supporto tecnico della cooperativa agricola Terre dell’Etruria. Secondo quanto emerso alla presentazione del progetto da 3 milioni di euro gli olivi saranno piantati in una superficie di quasi 75mila ettari nel territorio di 13 comuni delle province di Pisa e Livorno: da Rosignano Marittimo a Cecina, da Castagneto Carducci a Montescudaio.

L’effetto atteso sull’ambiente è la compensazione di 1.195.000 tonnellate di CO2, in modo da venire incontro alle prescrizioni della Regione Toscana che impone di compensare le emissioni di gas serra prodotte dagli impianti di smaltimento dalla loro costituzione (1982) a oggi. “Cogliamo l’occasione per accrescere gli elementi di caratterizzazione produttiva e della morfologia del territorio della Val di Cecina”, ha detto Alessandro Giari, presidente e amministratore delegato di Scapigliato srl, spiegando che il bando per la donazione delle 245mila piante sarà pubblicato entro fine mese: coltivatori diretti e imprenditori agricoli potranno farne richiesta, con un vincolo di 50 anni per la loro permanenza. Rispetto ad altre piante, sostiene Giari, gli olivi  assorbono meno CO2, “ma poi nell’arco di 4-5 anni comincia a produrre un olio extravergine di oliva di eccezionale qualità”.

Per Massimo Carlotti, presidente di Terre dell’Etruria, questo “non potrà che far bene all’economia delle nostre aziende”. L’operazione fa parte del programma di conversione del polo impiantistico denominato ‘Fabbrica del Futuro’, finanziato con investimenti per oltre 70 milioni di euro in 10 anni.

A Scapigliato saranno così realizzati un biodigestore anaerobico per trasformare i rifiuti organici in compost e biometano, una ‘Fabbrica dei materiali’ per valorizzare i rifiuti oggi non recuperabili, e un incubatore green dedicato alla creazione di nuove start-up a vocazione agricola e tecnologica, con l’idea di serre idroponiche per la produzione di ortaggi. Oltre al progetto degli ulivi, “dovremo puntare sempre di più alla trasformazione dei rifiuti – ha spiegato Daniele Donati, sindaco di Rosignano Marittimo – la discarica dovrà essere una scelta residuale”.

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